Poteva essere una giornata complicata quella all’indomani dell’annuncio di Salvo Pogliese dell’abbandono sdegnato di Forza Italia, e invece il sindaco di Catania ha mantenuto tutti gli impegni in agenda dimostrando che la guida di una delle più importanti città d’Italia è cosa ben più seria che l’appartenenza ad un partito rimasto in mano a 4 bolliti. Almeno questo è quello che pensiamo noi che, da testata iperlocal, siamo molto attenti alle sorti della nostra comunità e riteniamo una scemenza sciagurata che la dirigenza di un partito politico sia stata talmente insulsa da escludere dalla rappresentanza europea una provincia come quella etnea: tanto per essere chiari, lo penseremmo di qualsiasi schieramento si rivelasse così idiota. Tornando alla giornata, il clou è stato la presentazione di un’importante accordo con il colosso mondiale Airbnb per la riscossione diretta della tassa di soggiorno che consentirà nuovi investimenti per il potenziamento del settore turistico sempre più strategico. Speriamo.

“Nel 2018 sono arrivati 90 mila turisti a Catania tramite Airbnb, con una permanenza media di 3,8 notti, quindi si tratta di quasi 400 mila pernottamenti che vedranno anche una crescita quest’anno e quindi sappiamo il ruolo importante che stiamo giocando nell’aumento del gettito di questa città, siamo lieti di essere alleati di Catania, una città bellissima, una delle poche città al mondo che offre a pochi minuti di auto il mare, la cultura, la montagna, il turismo eno-gastronomico, davvero Catania è un unicum a livello mondiale e sappiamo che noi in quanto Airbnb possiamo giocare un ruolo per rendere questa città sempre più accogliente, sempre più bella, sempre più attrattiva e soprattutto anche perché venga sfruttato il patrimonio edilizio già esistente senza per forza occupare nuovo suolo.”

Un vero e proprio super spot, realistico ed efficace, quello offerto dal giovane manager di Airbnb Giulio Dal Balzo nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione dell’accordo con il comune di Catania.

In effetti siamo spesso noi catanesi a non renderci conto del ben di Dio che ci è stato donato ed a sprecarlo in maniera criminale e irresponsabile.

A me, come a tanti, è capitato personalmente di avere esperienza della meraviglia di chi per la prima volta ammira Catania.

L’anno scorso avevo accompagnato l’inviato de Il Messaggero Mauro Evangelisti a seguire quanto accadeva al porto di Catania in occasione del fermo della nave Diciotti che destò l’attenzione dei media internazionali.

Eravamo seduti sul muretto del molo di Levante, insieme alle troupe di tutto il mondo in attesa di iniziare una diretta Facebook quando Mauro, che non era mai stato a Catania prima, distrattamente si girò guardandosi alle spalle scorgendo in lontananza la maestosità dell’Etna e subito dopo di nuovo il mare e poi me con un’espressione sbalordita: “Ma è pazzesco!”  Anche lui, corrispondente esperto che per il suo giornale ha girato mezzo mondo, giungeva alla stessa conclusione del manager Airbnb, facendo fare a me la figura del fortunato ingrato che vive in un Paradiso trasformato in palude dai branchi di mentecatti che l’hanno governato e da tutti noi che glielo abbiamo consentito.

Torniamo alla notizia.

Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese e il responsabile Public Policy Associate Airbnb Italia, Giulio Del Balzo, hanno quindi sottoscritto nel Palazzo degli Elefanti una convenzione per il versamento e la riscossione dell’imposta di soggiorno direttamente dalla piattaforma Airbnb.

Erano presenti in sala Giunta l’assessore allo Sport, Sergio Parisi, il capo di Gabinetto del Sindaco e direttore del Turismo, Giuseppe Ferraro che ha condotto tutto l’iter, il presidente della commissione consiliare Turismo, Giovanni Grasso, e per Airbnb anche Marco Turcatti.

“L’Amministrazione comunale di Catania – ha detto il sindaco Pogliese –  è la sesta in Italia e la prima nella Sicilia orientale ad avviare, già dal prossimo primo maggio, la procedura digitalizzata su uno dei più importanti portali online al mondo nel settore dell’intermediazione tra chi cerca un alloggio o una camera per brevi periodi, e chi, spesso privati, mette a disposizione spazi da affittare”.

Sulla base dell’accordo, Airbnb riscuoterà l’imposta di soggiorno già al momento della prenotazione, versandola poi direttamente al Comune. I prezzi degli alloggi disponibili sul portale saranno già comprensivi dell’imposta, di due euro a persona per notte, che andrà poi automaticamente nelle casse comunali.

L’operazione, ha spiegato Del Balzo, si tradurrà per il Comune in una importante azione antievasione, con la reale riscossione dell’imposta per tutte le prenotazioni effettuate tramite Airbnb, e offrirà vantaggi anche ai turisti, sempre più abituati a utilizzare servizi e pagamenti online, e agli host – i gestori degli spazi ricettivi – che spesso trovano difficoltà nel farsi pagare la tassa in contanti e che con questa modalità evitano anche la fastidiosa compilazione di moduli e bollettini di pagamento, risparmiando parecchio prezioso.

“Per il 2019 – ha sottolineato Pogliese – prevediamo un incremento degli introiti sulla tassa di soggiorno che porterà nelle casse del Comune circa 2 milioni di euro, grazie all’azione di contrasto all’evasione già avviata dalla nostra amministrazione e ad accordi come quello sottoscritto oggi. L’intera somma sarà utilizzata esclusivamente per la promozione turistica della ‘destination Catania’, anche attraverso altri portali e con diverse iniziative come quelle riguardanti lo sport, messe a punto dall’assessore Parisi per favorire il soggiorno delle squadre di discipline cosiddette minori ma di grande richiamo anche per flussi importanti”.

Al momento, riepilogando, sono 3mila gli annunci attivi a Catania di Airbnb, relativi a interi appartamenti e stanze, rispetto ai 52.100 riguardanti la Sicilia. Nel 2018 il capoluogo catanese ha registrato, tramite la piattaforma, 90.000 arrivi, rispetto ai 694.600 viaggiatori dell’intera Isola, con una durata media del soggiorno di 3,8 notti.

Un’enorme potenziale ancora tutto da esprimere: prima o poi ce la faremo…