E’ il portale cataneseKids Trip di Bianca Caccamese dedicato ai genitori ad invitare bambini (di tutte le età), sognatori e viandanti, DOMANI 30 dicembre alle 18 nella calda e accogliente bottega di Cartura (via Passo di Aci 9, Catania) per assistere alla poesia in scena… 

 

Coltivare la fantasia è un intento che provo a perseguire da sempre, non solo per i miei figli. La fantasia rende liberi e offre a ciascuno di noi la capacità di andare oltre l’ovvio e scoprire la bellezza anche nelle cose più semplici.

A volte è possibile coltivare la propria fantasia incontrando quelle che apparentemente sono semplici creazioni di cartapesta. A volte questo incontro può rivelarsi magico. A volte le creature si animano e possono condurci in un inaspettato viaggio onirico, a volte le creature sembrano qualcosa per poi trasformarsi in qualcos’altro. Tutto questo è “A volte”, lo spettacolo che insieme ai miei bambini ho visto ieri nella bottega Cartura che per l’occasione ha allestito il piccolo teatrino Ta-Tà (che si monta in un attimo, ta-tà appunto), un covo di calore e anime colorate.

Cartura, dal 1997, progetta e realizza opere uniche con carta riciclata. Dalla fantasia di Mastro Alfredo, che l’ha fondata, e degli altri soci che la animano, nascono oggetti  che magicamente si illuminano, camminano, volano o si reggono inaspettatamente  in piedi,  nascono personaggi che dialogano tra loro e con i visitatori, nascono storie e sentimenti che sono reali solo nei sogni. Come le storie degli amori improbabili rappresentate nei quadri dello spettacolo “A volte”, come quella tra Don Chisciotte e Dulcinea o ancor di più tra Depero (omaggio al futurista) e una sedia, che si cercano, si incontrano e a dispetto di qualsiasi logica si amano. A volte durante lo spettacolo può accadere che mastro Alfredo dipinga davvero un quadro, sotto gli occhi incantati dei bambini , piccoli e grandi, che a bocca aperta vedono la fantasia prendere forma. A volte ha la forma di un palazzo che invece è un pesce, a volte ha la forma di creature acquatiche che con un battito di palpebre diventano un viso.

La musica accompagna sapientemente ogni quadro evocando a volte suggestioni nostalgiche, a volte scatenando fremiti ballerini.

Anche le parole a volte danzano e diventano altro, quasi un monito: volate … at love.