Il previsto scontro all’ultimo sangue tra l’area CGIL ed i “berrettiani” è andato ieri oltre ogni più cupa previsione. Dopo aver votato un documento apparso ad alcuni esponenti del partito un’imposizione a non criticare l’azione dell’amministrazione Bianco, i toni sono diventati pesantissimi e non sono mancati gli insulti personali. I VIDEO

di Mattia S. Gangi e Vincenzo Rosa

L’Onorevole Berretta parla di una “fatwa” nei suoi confronti, di una maledizione contra personam che condanna lui ed i suoi, ed in particolar modo il consigliere comunale Niccolò Notarbartolo, ad un forzato silenzio acritico nei confronti dell’amministrazione. Ma assistendo all’accesissima direzione di ieri pomeriggio, sarebbe forse più opportuno parlare di una vera e propria guerra tra bande.

Un sanguinoso conflitto fratricida che, davanti agli occhi increduli dei cronisti, ieri ha visto protagonisti il segretario provinciale Enzo Napoli, l’Onorevole Concetta Raia, il segretario della CGIL Giacomo Rota, il sindaco Bianco ed i “ribelli” di area berrettiana. Una direzione che, secondo le malelingue, dopo 7 mesi di silenzio torna a riunirsi allo Sheraton di Aci Castello proprio per “impallinare” e mettere alla “berlina” le voci dissidenti. 

A prescindere dalla reale volontà che ha portato i democratici catanesi a riunirsi dopo tanto tempo, è innegabile non rilevare sin dall’inizio una pesante cortina di tensione, neanche tanto celata, che ha portato il segretario provinciale Napoli ad un attacco diretto all’interno del proprio intervento inziale. Un attacco che però sembra avere due “target”.

Nella prima parte del proprio intervento, il segretario Napoli ha lodato l’azione dell’amministrazione Bianco, individuando nell’elezione del 2013 la “chiave di volta” nell’interpretazione delle fratture interne al PD, dichiarando che “attaccare un sindaco, polemizzare su una tassa, fare riferimento addirittura alla magistratura contabile, è facilissimo ma non è giusto”. Secondo Napoli non è dunque giusto “mettere sul banco degli imputati l’azione dei sindaci”

Il riferimento, non serve ricordarlo. è chiaramente rivolto all’azione che “sui social e sulla stampa” hanno messo in moto alcune componenti del partito (i berrettiani), sollevando a suo dire un polverone poco fruttuoso. “Io credo che la direzione di oggi sosterrà l’azione dell’amministrazione – afferma Napoli intervistato da SUD Press – Bianco sta provando a sollevare una città che ha trovato in condizioni sicuramente non fecili”

Ma sembra essere proprio il sindaco Bianco il vero obiettivo del suo attacco quando, nella seconda parte dell’intervento, il segretario afferma che “l’adesione al PD non può essere frutto di un meccanismo di opportunismo elettorale”, e soprattutto quando afferma che “Le richieste di adesione al PD devono essere valutate dagli organi competenti”. 

Non è infatti un mistero che il segretario potrebbe aver mal digerito le affermazioni entusiastiche del sindaco Bianco, quando in occasione della presentazione del nuovo gruppo consiliare “Catania Futura” che fa riferimento a Nico Torrisi e Nicola D’Agostino, ha dichiarato di voler parlare a Renzi del nuovo soggetto politico. 

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“Io leggo sui giornali tanti interessamenti al PD, ma chi aderisce lo fa dopo un percorso di condivisione, di alleanza, di sincera adesione ai valori ed ai principi del Partito Democratico. Saremo invece molto accorti nei confronti di chi pensa che il PD sia un autobus dove salire per avere vantaggi elettorali. Valuteremo come classe dirigente se esistono i presupposti per incluedere questo progetto politico in questo senso, ma in questi anni siamo sempre stati su fronti opposti, l’adesione adesso non ci sembra supportata da una sincera convinzione”. 

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Si esprime con toni pacati il Segretario della CGIL Rota, che dopo aver polemizzato con Berretta, invita al confronto pacifico : “Questo clima credo che faccia male al partito – afferma il segretario della CGIL Giacomo Rota – credo che ci voglia calma, anche la possibilità di dividersi senza traumi. Ci vuole un confronto franco che tenga conto dell’amore per il partito e per questa terra martoriato”. 

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Ma è durante la fase finale della direzione che la polemica Berretta-Bianco entra nel vivo, restituendo una fotografia del Pd onestamente poco entusiasmante: urla, insulti, accuse personali. Un vero e proprio “teatro dell’assurdo” che ha portato l’Onorevole Concetta Raia ad urlare più volte “fai schifo” all’indirizzo di Niccolò Notarbartolo.

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In difesa dei “dissidenti”,  l’ex segretario provinciale Luca Spataro non usa mezzi termini quando definisce “ancillare” il ruolo che il PD catanese oggi riveste, paragonando il comportamento di una parte del partito all’esperienza della Germania comunista.

“Il PD mi sembra una milizia di giannizzeri che decide questioni politiche con le regole e non con interventi politici – sostiene Spataro – Affermare che i problemi del PD sono collegabili soltanto al comportamento di Notarbartolo e Berretta mi sembra più un comunicato stampa della DDR che un documento politico. Chiediamoci piuttosto qual’è il ruolo che il PD ha avuto nella città in questo anno e mezzo?”. 

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La tensione arriva all’apice durante l’intervento finale di Niccolò Notarbartolo, intervenuto dopo molte ore per chiarire quelle che lui definisce accuse personali.Dopo aver citato l’intervento del Presidente del Tribunale di Catania Scuto che denuncia “l’enorme sommerso di illegalità e criminalità” facendo riferimento alle “forme di uso predatorio delle risorse pubbliche” il sindaco Bianco “infuriato” inizia ad urlare contro il consigliere, chiedendo a gran voce “ti stai riferendo a noi?”. 

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Ed è proprio Notarbartolo che in chiusura di certo non placa la polemica, ma getta ulteriore benzina sul fuoco quando definisce “crepuscolare” l’esperienza politica del sindaco Bianco, e lo invita a fare più attenzione proprio alle parole del Presidente del Tribunale catanese.

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Insomma dopo quattro ore di fuoco, quello che resta del PD catanese è sicuramente un partito frantumato, i cui pezzi, ormai è evidente, sembrano sempre più difficili da incollare. 

Il documento della direzione provinciale del Pd di Catania è stato infine approvato con 65 voti a favore su 80 presenti ed 1 astenuto.