Altro che cadono le braccia…Era attesa l’udienza innanzi ai giudici del TAR di Catania che devono decidere sul ricorso che i docenti Lucio Maggio e Attilio Toscano hanno presentato per far dichiarare illegittime le elezioni del rettore indette dal Decano Vincenzo Di Cataldo in pieno agosto. Tanto attesa che a tutt’oggi il ministro non ha ancora firmato il decreto di nomina del rettore eletto Francesco Priolo. Gran protagonista dell’udienza camerale del 12 l’Avvocato Capo dell’ateneo catanese Vincenzo Reina che si è distinto per eleganza ed efficienza. Nel frattempo si è anche riunita la Commissione Elettorale che ha respinto un altro ricorso con il presidente Di Cataldo che…ha deciso su sé stesso…

Comincia ad essere sempre più chiaro perché l’Università di Catania è agli ultimi posti in tutte le classifiche mondiali: se ce ne fosse una per la capacità comica probabilmente risalirebbe qualche gradino.

Vediamo cosa è successo nella giornata del 12 settembre in una delle aule del Tribunale Amministrativo Regionale di Catania.

Le premesse sono note e quello che è successo dal momento in cui è scoppiato lo scandalo giudiziario che ha terremotato l’intero vertice di Ateneo e dipartimenti lo abbiamo raccontato momento per momento.

Gli accadimenti ai limiti delle guerre stellari hanno portato due docenti dell’Università, Lucio Maggio ed Attilio Toscano, a rappresentare lo sgomento di molti colleghi caricandosi l’onere di portare in giudizio i protagonisti di quest’estate di fuoco.

L’obiettivo dichiarato: favorire quel commissariamento invocato da più parti che viene ritenuto l’unico strumento per impedire il mantenimento, al di là di più o meno dignitose verniciature, di quel “Sistema” che ha condotto l’Università di Catania allo sfacelo totale cui si assiste.

La decisione del TAR, per quanto ancora in sede cautelare, potrebbe tagliare la testa al toro che continua a sbuffare in tutte le direzioni, rischiando di sommare danni a danni.

Così si è giunti alla mattina del 12 con l’udienza camerale durante la quale si è assistito ad un siparietto di pessimo gusto da un lato e ad un esempio di efficienza dell’apparato universitario pro tempore.

L’udienza era di tipo “camerale” che praticamente si svolge “a porte chiuse”, ammessi solo i difensori delle parti costituite o costituende.

In aula al fianco dei suoi difensori il prof. Lucio Maggio, dipendente dell’Ateneo e formalmente ricorrente nel procedimento.

L’Avvocato Capo dell’Università Vincenzo Reina ha eccepito che il suo stesso collega non poteva assistere all’udienza e ne ha chiesto al presidente l’allontanamento: ma una roba che proprio non si fa, davvero una brutta cosa, non aggiungiamo aggettivi per non appesantire il Bollettino d’Ateneo…

Il prof. Maggio, pur essendo anche avvocato cassazionista e potendosi autonominare come difensore di sé stesso, ha preferito evitare l’imbarazzo lasciando l’aula: davvero una brutta scena.

Ma il colpo di teatro si è avuto immediatamente dopo, quando i difensori dello stesso Maggio e di Toscano hanno fatto rilevato che l’elegantissimo inflessibile Avvocato Capo dell’Università di Catania Vincenzo Reina NON ERA LEGITTIMATO A RIMANERE IN AULA!

Pazzesco.

In pratica l’Avvocato Capo dell’Università di Catania Vincenzo Reina, segnaliamo che si tratta dell’Università di Catania fondata nel 1434 e come si svolgono i processi dovrebbe insegnarlo, si è presentato in aula in uno dei passaggi più delicati della sua tormentata storia recente, senza neanche uno straccio di delibera dell’organo competente (il CdA) che lo legittimasse a costituirsi.

Ma siamo seri?

A quel punto gli avvocati Dario Riccioli e Attilio Toscano (ricorrente che si difende da sé) si sono visti accogliere dai giudici l’eccezione di difetto di legittimazione processuale dell’Università e il presidente ha invitato l’avvocato capo Reina a lasciare l’aula d’udienza non essendo legittimato a partecipare: qua ci verrebbe l’emoticon dell’omino che si nasconde la faccia.

Reina, che ha motivato la mancanza della delibera a causa del periodo di ferie (però le ben più complicate “elezioni d’agosto” le hanno convocate ed esperite!)  ha chiesto di rimanere in aula garantendo che avrebbe sanato l’illegittimità entro il termine perentorio di 20 giorni prescritto dai giudici e gli avvocati dei ricorrenti Maggio e Toscano, nonostante quanto accaduto prima, non si sono opposti: ognuno ha lo stile che ha…

Il presidente del collegio ha dato conto nel verbale d’udienza della singolare vicenda informando che, conseguentemente, il TAR deciderà l’attuale fase cautelare senza tenere conto degli atti e dei documenti presentati dalla difesa dell’Ateneo: brillante.

E certo che proprio all’Università si dovrebbe insegnare….vabbè, lasciamo stare.

Vedremo come andrà a finire.

Si è anche discusso del ricorso alla Commissione elettorale di Ateneo, avanzato dagli stessi ricorrenti Maggio e Toscano per il caso delle sei schede scrutinate in più rispetto al numero dei votanti.

Sul punto, la difesa dei ricorrenti, affidata agli avvocati Dario Riccioli e Pietro Sciortino, ha preannunciato motivi aggiunti al ricorso TAR, anche perché la decisione di rigetto della Commissione elettorale è stata adottata col contributo partecipativo e sotto la presidenza del decano, prof. Vincenzo Di Cataldo, dopo che lo stesso si è costituito nel giudizio TAR, e quindi in situazione conflittuale di litispendenza.

I ricorrenti Maggio e Toscano, con tutta la comunità accademica e, potremmo dire, con anche il ministro che non ha ancora firmato la nomina del rettore eletto Francesco Priolo, restano in attesa della decisione cautelare (che verrà adottata nei prossimi giorni), che comunque – dichiarano – “segna solo la prima tappa di un contenzioso che certamente offrirà altre sorprese”.

E non ci sono dubbi.

PS: AUTORIZZIAMO SIN D’ORA AD INSERIRE IL PRESENTE ARTICOLO SUL BOLLETTINO D’ATENEO

Il ricorso alla Commissione Elettorale per le “schede ballerine”

La decisione della Commissione elettorale sulle “schede ballerine” assunta con la presidenza del prof. Vincenzo Di Cataldo