Via Curia più volte è stata al centro dell’attenzione a causa della discarica a cielo aperto che invade la strada e che, nonostante le varie richieste di intervento, continua a creare disagi. Chiare le richieste di alcuni consiglieri di quartiere: “Installare le telecamere per la sicurezza dei cittadini”

La situazione è, purtroppo, sempre la stessa. I cittadini devono fare i conti con spazzatura abbandonata per strada, rifiuti di ogni genere che invadono le vie, fetori e sporcizia. Una condizione di degrado che va avanti da tempo e che, nonostante le diverse richieste di intervento, non è affatto migliorata.

Ci siamo più volte occupati dell’abbandono di molti quartieri catanesi, dove a far da padroni sono sempre l’incuria e la disattenzione e ancora una volta di troviamo a parlare di una delle zone principali della città, viale Mario Rapisardi.

Proprio ieri intorno alle 17 vi è stato un incendio, l’ennesimo, in via Curia che ha invaso poi anche via Baracca oltrepassando persino le abitazioni di via Selvosa. Diverse volte nell’ultimo periodo i cassonetti sono stati incendiati, ma fino a questo momento non è stato preso alcun provvedimento.

Copertoni, materassi e rifiuti di ogni genere invadono via Curia, così come molte altre vie vicino al viale. Gli abitanti della zona hanno ripetutamente contattato i consiglieri per provare a risolvere la grave situazione. La preoccupazione è alta soprattutto in caso di possibili incendi spontanei o appiccati da vandali.

Ad occuparsi differenti volte della questione sono stati i consiglieri di circoscrizione Salvo Anastasi, Tanja Tasco e Antonio Mascali i quali, dopo alcuni sopralluoghi, hanno richiesto un intervento da parte dell’amministrazione. 

In quella zona scaricano sempre materiali di ogni tipo, da copertoni a rifiuti in generale. Occorre intervenire immediatamente per la sicurezza dei cittadini- ci dice il consigliere Tania Tasco- più volte abbiamo chiesto che venissero installate delle telecamere per evitare gli atti vandalici, ma fino ad ora nulla è cambiato. Non veniamo ascoltati.”