Ha scatenato un putiferio, costringendolo ad una imbarazzante retromarcia,  il decreto n.57 firmato il 5 marzo da Enzo Bianco nella sua “qualità”, per grazia ricevuta e legge strampalata, di Sindaco della Città Metropolitana di Catania. L’oggetto: “Conferimento incarico di Portavoce del sindaco metropolitano a titolo gratuito, con cui è riuscito a scatenare le ire dell’Ordine dei Giornalisti siciliani e persino di quell’Assostampa di Catania che solo qualche giorno fa aveva offerto proprio a Bianco l’ennesima passerella durante la propria assemblea. Il comune, utilizzando la stessa foto del comunicato di Assostampa, aveva anche divulgato un video con le sue grottesche affermazioni sull’importanza della “stampa libera”, proprio lui, appena condannato dal Tribunale del Lavoro per la “vicenda Molino”, lo stesso sindaco che si inventò il “giornalino propaganda” e finito sotto indagine (archiviata…per ora!) per l’Ufficio Stampa “abusivo” del comune….E ci sono due brevi righe nel provvedimento d’incarico gratuito che gettano una pesantissima ombra sulla legittimità dei precedenti incarichi a titolo oneroso, due chiarissime righe che dovrebbero condurre dritte al danno erariale…

Con questo atto Enzo Bianco, sindaco quasi settantenne ormai in scadenza della sua quarta e di certo peggiore sindacatura di Catania, offre una sintesi perfetta del suo modo di intendere la “comunicazione istituzionale”, quella che dovrebbe essere realizzata nel solo interesse dei cittadini, che la pagano, e non a magnificenza delle più assurde iniziative.

Questi cinque anni sono stati un apoteosi di comunicati, tutti tristemente anonimi (considerato che non si sa chi sia il capo dell’Ufficio Stampa del comune), con cui le redazioni di tutte le testate sono state inondate, a vacua gloria delle più patetiche passerelle: ne abbiamo scritto a sufficienza, rasentando la prevedibilità risolta solo grazie all’inventiva di un politico che è riuscito ad inaugurare di tutto, comprese opere inesistenti.

È stato un tripudio di comunicazioni apologetiche con il sindaco Bianco che zappa, ramazza, dondola, gongola, sorride con parenti quasi a lutto, regala edifici non suoi, inaugura semafori, aiuole e stazioni non funzionanti, protocolla intese mai rispettate, riceve tribù in costume e ministri trasformati in comparse di “Scherzi a parte”. Una roba da Monty Python.

Ma veniamo all’ultima spettacolare performance del demolitore del Tondo Gioeni e nebulizzatore di crocieristi.

Appena indossata la fascia blu di Sindaco Metropolitano nel giugno 2016, (carica alla quale non è mai stato eletto ed ancora sub judice), appena un mese dopo, il 29 luglio Bianco come primo atto nomina con il decreto n.58 un suo Portavoce con un’indennità di 4 mila 140 euro al mese, incarico a scadere il 31 dicembre e poi prorogato con il decreto 187 del 30 dicembre sino al 31.12.2017 prevedendo un ulteriore impegno di spesa di 46.042 euro, che avrebbe portato l’esborso per la Città Metropolitana in soli 16 mesi di quasi 67 mila euro, niente male.

Non rileva, forse, ai fini di questa vicenda che il prescelto dal sindaco metropolitano Enzo Bianco sia Giovanni Iozzia, lo stesso miracolosamente individuato da uno sconosciuto editore milanese quale direttore dello sfortunato ed abortito “giornalino comunale” che rappresenta una delle altre brillanti invenzioni dell’amministrazione Bianco. Lasciamo perdere, ce ne siamo già occupati.

Per non dire che è lo stesso nome oggetto di altra polemica a seguito delle dichiarazioni rese dall’allora presidente di AMT Carlo Lungaro a verbale della commissione Bilancio del comune sugli esiti di una “selezione pubblica” per l’incqrico di addetto stampa della stessa azienda: lasciamo perdere.

Torniamo al caso.

Sfortunatamente, per loro, il 18 ottobre 2017 l’allora presidente della Regione Crocetta emana il decreto 582 con cui dichiara la decadenza del sindaco di Catania quale sindaco metropolitano a seguito dell’approvazione della nuova legge sulle province, nominando commissario l’ing. Salvo Cocina.

In conseguenza di questo atto, con Bianco decadono anche i suoi consulenti nominati fiduciariamente, tra cui, appunto il Portavoce Giovanni Iozzia.

Ma ecco che Enzo Bianco non si rassegna ai rigori della legge che lo costringe ad abbandonare l’agognata fascia blu e ricorre al TAR che, manco a dirlo, il 23 novembre sospende, temporaneamente, l’efficacia del commissariamento reintegrando in conseguenza lo stesso Bianco a Palazzo Minoriti.

E che fa Bianco? Il 5 marzo 2018 con il suo decreto n.58 rinomina un suo Portavoce, di nuovo Giovanni Iozzia, anche se stavolta, e vedremo perché, a titolo gratuito.

Apriti cielo.

L’Ordine dei Giornalisti di Sicilia interviene con una nota durissima“Neppure due mesi fa, parlando all’Assemblea provinciale dell’Assostampa di Catania, aveva detto, nella sua qualità di presidente del Consiglio nazionale dell’Associazione dei comuni italiani (Anci), di volere rilanciare gli uffici stampa nelle pubbliche amministrazioni…  Ora il sindaco metropolitano di Catania Enzo Bianco festeggia quella legge diventata maggiorenne e di cui si invoca da troppo tempo la piena applicazione che consentirebbe importanti sbocchi occupazionali, affidando l’incarico di portavoce a un giornalista professionista, ma a titolo gratuito. Una decisione inaccettabile, che amareggia e che offende un’intera categoria. Sa di beffa, in quel documento, il richiamo – continua la nota – all’articolo 7 della legge 150 – che definendo i compiti del portavoce, in questo caso non retribuito, evidenzia anche come non può, per tutta la durata del relativo incarico, esercitare attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche. Un mistero, quindi, come riuscirà il collega  a sostenersi economicamente… Ed è sorprendente questa forzatura ad opera del sindaco di una grande città metropolitana come Catania, che essendo anche presidente  del Consiglio nazionale dell’Associazione dei comuni italiani, dovrebbe dare il buon esempio, impegnarsi, come ha promesso di fare, a dare più spazio negli enti locali, nel nome della trasparenza, agli uffici stampa e quindi ai giornalisti. Ma farlo a titolo gratuito è inaccettabile. La decisione di Bianco è un precedente che può determinare effetti negativi a catena in altri comuni che potrebbero sentirsi autorizzati a fare la stessa cosa, significa dare un ulteriore schiaffo a una categoria già messa a dura prova da sfruttamento, precarietà, lavoro sottopagato”.

Quindi, a poche settimane dalla passerella concessa dagli stessi giornalisti durante la loro assemblea catanese, con tanto di video del sindaco Bianco che promette il suo solito impegno come presidente dell’assemblea Anci, ex ministro dell’Interno, sindaco di Catania, ex giovane repubblicano, ex presidente della Margherita e bla bla, arriva puntuale il tradimento di ogni intesa.

La reazione dei giornalisti è così forte e decisa che costringe Enzo Bianco ad una poco gloriosa marcia indietro con un comunicato, ancora l’atto non risulta pubblicato, con cui annuncia di aver revocato il provvedimento di nomina, peraltro con una motivazione contenuta nel comunicato ufficiale che ha dell’ incredibile: “Riguardo all’incarico come portavoce a titolo gratuito della Citta’ metropolitana di Catania, non appena l’Associazione siciliana della stampa – il sindacato dei giornalisti – ha segnalato il problema, il sindaco metropolitano Enzo Bianco ha dato immediatamente disposizione di annullare il provvedimento, frutto di un’incomprensione conseguenza di una comunicazione per le ‘vie brevi’ da parte degli uffici preposti”.

“Incomprensione conseguenza di una comunicazione per le “vie brevi”? Che significa? Ma siamo alla più totale follia!

Ci torneremo.

Ma, a parte la grottesca vicenda ennesimo esempio di “altissima amministrazione”, ci sono quelle due righe contenute nel provvedimento n.57:

“Atteso che la Città Metropolitana, a causa dei vincoli di finanza pubblica e del blocco delle assunzioni imposto agli Enti Locali non può procedere ad alcuna assunzione;”

Chiaro? Chiarissimo!

E Sudpress il problema lo aveva già posto, ovviamente invano, lo scorso 19 giugno, quando lo stesso Bianco aveva approvato il rendiconto della ex provincia dando atto dello sforamento del patto di stabilità, circostanza che impediva ogni spesa per incarichi fiduciari.

Adesso, il sindaco metropolitano Enzo Bianco, che firma l’atto, si dichiara pienamente consapevole che la legge gli impedisce il conferimento di incarichi di qualsiasi natura a titolo oneroso, tanto da costringerlo a questo escamotage con cui viola, tra l’altro, gli impegni presi con i giornalisti.

E la domanda è: come la mettiamo con i precedenti incarichi dei due consulenti costati ai cittadini della provincia oltre 100 mila euro e ricadenti certamente nello stesso divieto ora formalmente riconosciuto dallo stesso Bianco?

ARCHIVIAMO?

Il decreto di nomina del Portavoce a titolo gratuito del 5 marzo 2018

Il decreto di nomina del Portavoce del 29 luglio 2016 a 4.140 euro mensili

Il decreto di proroga del Portavoce a 4.140 euro mensili