Non se n’erano accorti al Comune di Catania che “la Corte di Giustizia Europea, con sentenza 13 novembre 2014 (DUEMILAQUATTORDICI!) C- 416/2013″, aveva “giudicato discriminatorio il limite anagrafico di partecipazione ad un concorso per Agente di Polizia Locale, nei confronti di altri cittadini titolari delle medesime capacità”. E così, il concorso per 30 Vigili Urbani a tempo determinato, che si sarebbe dovuto concludere in poco tempo e dare nuovi e soprattutto giovani e aitanti agenti di Polizia Municipale da impiegare nelle strade catanesi entro la primavera, si deve rettificare e prorogare. Punto e a capo

Il limite dei trent’anni imposto dal bando pubblicato il 29 dicembre 2017 non si poteva proprio inserire, stando a quanto affermato già nel lontano 2014 dalla Corte di Strasburgo, e così l’Amministrazione comunale fa marcia indietro e dà il via alla partecipazione anche dei “meno giovani”.

Di fatto, però, così facendo, si perderà la caratteristica più importante e probabilmente il vero spirito con cui era stato avviato il concorso: avere un corpo di polizia più giovane e meglio rispondente alle esigenze della strada.

Tra scelte scellerate come quella dell’abbattimento del Tondo Gioeni e manifesta incapacità degli amministratori di trovare soluzioni adeguate, il traffico negli ultimi anni ha letteralmente imprigionato una città e i suoi automobilisti alle prese con code interminabili ormai a tutte le ore, non soltanto in quelle di punta. E forse non potendosi appellare solo a Sant’Agata, sindaco e Giunta hanno pensato di appellarsi all’aumento dei vigili.

Rettifica dunque e proroga dei termini -dal 29 gennaio al 26 febbraio- ma anche una dilazione non indifferente dei tempi del concorso che saranno così inevitabilmente più lunghi, ben oltre la prevista primavera. E non solo per la proroga ma specialmente perché, eliminando il limite dei 30 anni d’età, si arriverà ad un numero di aspiranti candidati certamente e inevitabilmente  quantomeno raddoppiato se non triplicato, quadruplicato eccetera.

Con la fame di lavoro che c’è si faranno avanti, giustamente, anche i non più giovanissimi rimasti senza lavoro e che, ancorché il bando preveda un’occupazione di soli cinque mesi, saranno disposti a farsi avanti nella speranza di avere poi un contratto a tempo indeterminato.

Gestire le procedure della mole di domande previste sarà più complicato e ci vorranno più mesi per garantire il massimo della trasparenza.

E così, pasticci su pasticci, per vedere appena 30 vigili in più e per soli cinque mesi, si arriverà ben oltre la primavera. Ma forse, è il sospetto, in clima di campagna elettorale sarà più importante avviare il tutto e dare l’idea di voler assumere, piuttosto che farlo veramente in tempi brevi.