È davvero disarmante dover rilevare come da queste parti non si riesca a fare nulla o quasi in maniera seria, rasentando la sciatteria che spesso poi è foriera di ben altri problemi. È successo durante l’apertura dei plichi contenenti le offerte per la gestione triennale del prestigioso Festival Internazionale del Cinema di Taormina.

Il Festival internazionale del Cinema di Taormina è finalmente tornato ad essere un evento di rilievo e rappresenta uno dei migliori biglietti da visita utili a sollecitare un certo tipo di turismo di alto standing, fornendo grande visibilità mondiale all’intero territorio siciliano.

Opportunamente le amministrazioni competenti, Regione e comune di Taormina, si sono decise a dare una programmazione triennale, tempo minimo per poter organizzare qualcosa di decente.

A gestire l’operazione è la Fondazione Taormina Arte attualmente amministrata da un commissario straordinario, Pietro Di Miceli.

Il Commissario Di Miceli lo scorso 10 maggio 2019 ha pubblicato l’avviso pubblico per la raccolta delle offerte per la gestione triennale del TaoFilmFest, fissando la scadenza per la presentazione al 9 di agosto: 3 mesi di tempo non sono pochi.

Il 22 agosto ha deliberato la nomina dei componenti la commissione d’esame: lui ha nominato il dr. Accursio Caracappa, l’assessore regionale al Turismo il dr. Ignazio Plaia ed il sindaco di Taormina ha indicato il prof. Antonio Saitta che ne sarà presidente.

I tre commissari si sono riuniti alle ore 10.30 del 3 settembre presso la sede della Fondazione Taormina Arte di corso Umberto 19.

Le offerte sono due: l’azienda belpassese Videobank, che ha gestito le ultime due edizioni, e la costituenda ATI Agnus Dei Production srl che fa capo a Tiziana Rocca, già nota alle cronache taorminesi e non solo.

La commissione redige un verbale con una conclusione che sconcerta.

Una delle due offerte è infatti irregolare praticamente in tutto, non c’è quasi uno dei documenti richiesti dal bando che sia corretto.

La Commissione rileva infatti che la Costituenda ATI Agnus Dei presenta un certificato diverso da quello richiesto e quello camerale risulta scaduto addirittura da un anno. Quindi i documenti basilari, essenziali, non ci sono e persino la relazione sull’attività svolta richiesta dal bando risulta neanche sottoscritta e presentata su carta intestata farlocca.

Ora, se si partecipa in questo modo ad una gara milionaria per di più per un servizio di rilevanza internazionale è legittimo temere di tutto nel prosieguo: se questo è il modo di presentarsi, con una capacità amministrativa evidentemente platealmente al di sotto dello zero, una commissione di valutazione seria dovrebbe senza indugio, a tutela dell’interesse pubblico, prenderne atto in maniera altrettanto rigorosa sancendone l’esclusione senza remore, mancando in maniera inconfutabile il requisito essenziale quanto meno della professionalità richiesto dalla legge e necessario per il buon senso.

E invece che fanno i commissari Antonio Saitta presidente, Ignazio Plaia e Accursio Caracappa componenti?

Niente, non è successo niente, in Sicilia si può fare quello che si crede, persino provocare la Pubblica Amministrazione presentandosi ad una gara d’appalto con quasi tutta la documentazione sballata : quindi i tre commissari tranquillamente rinviano la seduta di altri 7 giorni, semplicemente “invitando” la concorrente a ripresentare la documentazione, aggiornandosi al 10 di settembre.

Invocare in casi come questo il cosiddetto “soccorso istruttorio” è davvero grottesco e persino provocatorio.

Cadono le braccia e verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere per come è ridotta questa povera terra.

Speriamo che nel frattempo chi ne ha il dovere ed il potere spieghi ai tre commissari che il Festival Internazionale del Cinema di Taormina è una cosa seria per l’intera Sicilia e che non consente simili sciatterie.

Il verbale di apertura plichi offerte Festival del Cinema di Taormina