Al via il voto in rete per formare le liste pentastellate alle prossime elezioni politiche: tanti però, da Nord a Sud, pur avendo dato la disponibilità per la corsa, sono stati eliminati dagli elenchi o incredibilmente ci si sono trovati a propria insaputa. A Catania, eclatante il caso di un’attivista, a quanto sembra candidata senza aver prestato il consenso. Un altro dei candidati catanesi esclusi, Giuseppe Gullo, con il Movimento fondato da Grillo e Casaleggio da 6 anni, spiega: “Siamo in attesa di motivazioni ufficiali che spieghino quanto accaduto. Credo si possa trattare di un errore di natura informatica, ma non sappiamo ancora niente”

“Con me sono state eliminate altre persone, siamo tutti in attesa di capire perché, non posso e non so dire altro”. E’ amareggiato Gullo, pur dicendosi di attendere fiducioso una risposta.

Intanto nel resto d’Italia sta succedendo di tutto. La rete è in subbuglio per capire se le esclusioni e le “false” candidature di chi non ne era al corrente, come il caso del blogger Piero Ricca denunciato dal Fatto Quotidiano, siano frutto di scelte o del sistema “Rousseau” utilizzato per le votazioni, andato in tilt per via dei troppo accessi.

“Vi prego di attendere per votare la mia candidatura E votare in genere”, ha scritto ad esempio Daniela Morfino, attivista di Marineo (Palermo), come scrive il Fatto Quotidiano oggi. “Ho ricevuto tante chiamate perché non mi trovano in lista! Calma, stanno provvedendo!”. E ha chiesto anche di “annullare le votazioni perché falsate. Sono stati inseriti attivisti che non hanno neanche presentato la disponibilità alla candidatura ed attivisti esclusi senza motivazione e che hanno presentato la disponibilità come me”. In realtà, fanno sapere dai vertici, era tutto previsto, scrive sempre il Fatto.

Aperte lunedì 15, fino almeno a mercoledì 17, le votazioni per i possibili candidati dei 5 Stelle in tutta Italia, stanno suscitando non poche polemiche, al punto da spingere molti a chiederne addirittura l’annullamento.

Quello che lamentano i militanti e aspiranti candidati, è di non essere stati avvisati per tempo e di aver scoperto a cose fatte di non essere stati scelti o in qualche caso di essere stati inseriti senza il proprio consenso.

Per la prima volta e come da regolamento, tutti coloro che hanno dato la disponibilità a partecipare alle primarie sono poi stati sottoposti al giudizio di Luigi Di Maio, candidato premier e Beppe Grillo, leader e fondatore storico.

Sono in tanti a vociferare che coloro che sono stati fatti fuori lo siano stati volutamente per paura di volta gabbana e di chi, una volta entrato, possa in qualche modo remare contro con polemiche continue.

Una vera “depurazione” delle liste con errori anche al contrario però, come appunto avvenuto a Catania, con l’inclusione di chi non aveva presentato la documentazione richiesta o un black out del sistema?

Le prossime ore saranno decisive insomma ma intanto i telefoni squillano a vuoto e a parte Gullo, nessuno ha risposto alle nostre telefonate, segno probabilmente che qualche mal di pancia c’è, anche ai vertici del Movimento.