È il secondo dei 4 ex deputati regionali provenienti da Articolo 4 a finire nei guai, molto seri, per mafia. Prima di lui Raffaele Pippo Nicotra, che con Luca Sammartino e Valeria Sudano, erano traghettati dall’autonomismo prima lombardiano e poi leanziano, nel Partito Democratico renziano all’ombra dell’attuale segretario regionale Davide Faraone.

L’ingresso trionfale di Articolo 4 come componente egemonizzante di quel che restava del PD a guida Matteo Renzi con proconsole siciliano Davide Faraone provocò sin da subito forti mal di pancia tra le componenti storiche, impreparate ad affrontare l’onda d’urto di veri e propri big di preferenze e tessere.

In Sicilia orientale interpretarono il “rinnovamento” Luca Sammartino, attuale presidente della commissione Cultura dell’ARS, Valeria Sudano (senatrice) e il catenota Raffaele Pippo Nicotra, finito recentemente agli arresti per una vicenda di mafia.

In Sicilia occidentale un altro big delle preferenze, il marsalese Paolo Ruggirello, finito oggi agli arresti anche lui per mafia nell’ambito dell’operazione Scrigno.

Ruggirello, deputato regionale per 3 legislature, venne eletto nelle prime due con l’MPA e nella XVI ha aderito al Partito Democratico.

Alle ultime elezioni regionali ha fallito la riconferma, candidandosi poi al senato sempre con il Partito Democratico marca Faraone-Sammartino finendo travolto dal successo dei 5Stelle.

Oggi, all’indomani del tracollo delle primarie che ha sterminato politicamente il suo gruppo di riferimento, l’epilogo giudiziario.