La ripresa di alcuni focolai ha riportato i canadair su Montagna Grande e sulla zona vulcanica di Kuddia Attalora. Due i mezzi aerei in appoggio alle squadre antincendio che si muovono su una vasta area ormai completamente  distrutta dopo quattro giorni di fuoco

Pantelleria ancora in fiamme. La ripresa di alcuni focolai ha riportato i canadair su Montagna Grande e sulla zona vulcanica di Kuddia Attalora.

Due i mezzi aerei in appoggio alle squadre antincendio che si muovono su una vasta area ormai completamente devastata dopo quattro giorni di incendio. Distrutti 500 ettari di aree boschive e anche molte coltivazioni di zibibbo.

Il rogo di natura dolosa ha reso spettrale il paesaggio su Montagna Grande (nella foto prima del rogo), che era il polmone verde del Parco che sta per essere istituito. Incenerita anche una struttura di ristoro. Il sindaco Salvatore Gabriele ha chiesto che venga proclamato lo stato di calamità. 

“Il Parco di Pantelleria – scrive in una nota il portavoce di Free Green Sicilia, Alfio Lisi – è il primo parco naturale nazionale voluto  nel 2007 dal governo nazionale ma boicottato dalla sua istituzione dalla Regione siciliana, da speculatori e cacciatori che  forse preferiscono lo sfruttamento speculativo e interessato alla conservazione e alla sua capacità di attrazione di un turismo culturale ed eco-sostenibile”.

Dunque oltre ai piromani di stampo  mafioso  – aggiunge Lisi – che hanno dato fuoco al parco nazionale di Pantelleria, anche se non del tutto formalizzato vista l’aspro ostracismo da parte di color che di fatto  odiano la Sicilia e la sua natura,  a questi si devono sommare tutti quei scadenti  politici siciliani , veri ‘piromani’ istituzionali,  e tutte quelle interessate lobby che da tempo ostacolano la nascita del primo parco nazionale (così come di tutti gli altri parchi e riserve regionali) grazie alle sue peculiarità naturali così come l’appartenenza delle viti dello zibibbo al Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e come tali degne  particolare attenzione e di possibili finanziamenti per il loro mantenimento, la loro conservazione e la loro promozione”.