Il depuratore dell’autoparco comunale di Pantano d’Arci non sarebbe in funzione da parecchio tempo e anzi sarebbe oggetto di un procedimento da parte dell’Autorità Giudiziaria da almeno due anni. Questo però non impedirebbe il lavaggio abusivo dei mezzi della Nettezza Urbana, con l’utilizzo di detersivi evidentemente molto aggressivi per la salute e per l’ambiente. Sudpress ha fatto un sopralluogo a Pantano d’Arci GUARDA LE FOTO

Ricostruiamo la storia. Dieci giorni fa, con le splendide immagini di Francesco Nicosia, vi avevamo comunicato la tristissima scoperta fatta da Sudpress all’Oasi del Simeto. Una strage di pesci nella foce del fiume, proprio in quella che dovrebbe e potrebbe essere una bellissima riserva naturale, un ipotetico paradiso per animali selvatici tra pesci d’acqua dolce e uccelli straordinari che verrebbero volentieri a svernare da queste parti.

E invece, ancora una volta, siamo stati costretti a raccontarvi di uno scempio.

Ebbene, da questo scempio ne è nato un sospetto: non sappiamo se i due fatti abbiano o meno una correlazione tra loro, di certo c’è che a pochi passi da quella morìa, si consumerebbe ogni giorno un fatto gravissimo. Il tutto con la compiacenza, a quanto sembra, del Comune che dovrebbe sorvegliare e non lo fa essendo il proprietario della struttura dove si verifica ciò che Sudpress ha scoperto. Con conseguenze che potrebbero essere pesantissime sul piano ambientale oltre che per coloro che svolgono tale attività senza le dovute precauzioni.

Torniamo ai fatti. Subito dopo la pubblicazione del nostro articolo, ci giunge in redazione una segnalazione. “l’inquinamento della foce del Simeto e quindi la causa della moria dei pesci, è il mancato funzionamento del depuratore dell’autoparco comunale dove quotidianamente vengono lavati i camion dell’immondizia”. Bene, immaginiamo noi, questa è una “soffiata” importante oltreché delicata e decidiamo di approfondire.

Il depuratore dell’autoparco comunale di Pantano D’Arci in effetti non sarebbe più in funzione già dalla visita che l’Arpa (l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ha effettuato nel 2015 insieme al Corpo Forestale dello Stato in virtù di un procedimento penale del Tribunale di Catania.

Ma sul risultato delle analisi sui campioni dell’acqua prelevata vigerebbe il silenzio proprio per via del procedimento giudiziario in corso, ci viene risposto dalla Forestale.

In ogni caso, secondo la segnalazione giunta a Sudpress, l’impianto di depurazione sarebbe chiuso da allora. Perfino sequestrato, con tanto di sigilli ai rubinetti per evitare che le acque utilizzate per eventuali pulizie vengano poi fatte defluire senza la possibilità di una loro depurazione.

In effetti, praticamente per tutto il 2016, la pulizia dei mezzi pesanti utilizzati per la raccolta dei rifiuti è stata data all’esterno proprio perché, si legge negli atti di liquidazione di due fatture (ATTO N. 13-832 ATTO N. 13-945) “l’impianto di autolavaggio presso il Centro Direzionale di Pantano d’Arci, di proprietà comunale, al momento non risulta essere funzionante”.

Il servizio viene quindi affidato alla ditta Ipi, che lo effettua tramite un autolavaggio esterno, percependo prima la somma di 4.311,70 euro per i mesi di febbraio, marzo, aprile e giugno 2016 e quindi € 2.696,20 per i tre mesi da luglio a settembre 2016. E anche qui ci sarebbe da chiedersi perché il Comune ha pagato una ditta esterna al servizio quando questo è compreso nell’appalto di manutenzione oltre che di lavaggio dei mezzi della Nettezza Urbana. Ma su questo ci torneremo.

Intanto, a ottobre del 2016 entra in gioco una nuova ditta, la Sicilcar, che con atto notarile prende in carico il servizio di manutenzione dei mezzi della Nettezza Urbana, compreso il lavaggio.

Noi non sappiamo cosa sia successo da un anno a questa parte, cioè dall’ultima fattura pagata per il lavaggio all’esterno e se i camion siano stati lavati fuori l’autoparco anche dopo. Fatto sta che provvedimenti di liquidazione, da quel novembre del 2016, il Comune non ne ha più pubblicati. Tranne quelli indirizzati alla Sicilcar quale pagamento dei “canoni di ottobre, novembre e dicembre 2016 per il servizio di riparazione e manutenzione, lavaggio ed ingrassaggio di automezzi e motoveicoli adibiti ai servizi di N.U.” eccetera eccetera.

Incuriositi dalla segnalazione anonima, abbiamo dato un’occhiata e proprio all’autoparco di Pantano D’Arci, accanto alla St, di proprietà, lo ribadiamo, del Comune, abbiamo scoperto che i camion dei rifiuti, al rientro dalla raccolta notturna e mattutina, vengono in effetti lavati all’interno della struttura con l’utilizzo di solventi altamente corrosivi ed inquinanti quindi pericolosi per la salute e per l’ambiente.

Ma, ci chiediamo, le acque evidentemente colme di solventi e detersivi, dove verrebbero smaltite o meglio depurate se il depuratore non sarebbe in funzione o addirittura, come qualcuno ci ha riferito, sequestrato?

Dalle fotografie che vi mostriamo si evince che anche le vasche di decantazione delle acque, come il depuratore, sono in condizioni fatiscenti.

Da alcune informazioni raccolte, inoltre, il depuratore sarebbe stato oggetto di alcuni lavori di manutenzione alle pompe ma il suo dissequestro sarebbe legato al mancato collaudo, forse costoso, che di regola si dovrebbe eseguire.

Dalla documentazione fotografica che abbiamo raccolto, non sembra che le acque utilizzate per il lavaggio e lo sgrassaggio dei mezzi della NU vengano poi convogliate in apposite vasche. Piuttosto ci sembra, ma vorremmo conoscere l’opinione degli addetti del Comune, che tutti quei liquidi dannosissimi vengano lasciati confluire dove non dovrebbero.

In più. Dalle immagini si vede chiaramente che gli operai che lavorano lo fanno senza alcuna protezione eccetto per un paio di guanti, con rischi elevatissimi per la propria incolumità.

A meno di smentite, vorremmo quindi capire: ma l’Amministrazione Bianco, il sindaco e l’assessore D’Agata, non se ne sono accorti?

Oggi, tra l’altro, i lavoratori di Pantano d’Arci sciopereranno contro l’azienda che ha in appalto il servizio, la Sicilcar, contro “l’assenza di garanzie per il futuro dei lavoratori, contro la mancata applicazione da parte dell’azienda del capitolato d’appalto e per il riconoscimento delle normative riguardanti il trasferimento del ramo d’azienda tra Officine Meccaniche e Sicilcar”.

Ma questa è un’altra brutta storia, di cui ci siamo occupati, e vi daremo conto anche dei suoi sviluppi.