«Nel quartiere di Palermo San Lorenzo-Resuttana, zone in cui sono nato e vivo, ed in altre zone della città, oggi sono state arrestate 25 persone. Quello che emerge dalle intercettazioni, sembra disegnare una Palermo di 30 anni fa, dove tutti erano costretti a pagare il pizzo; un quadro che contrasta con quello che spesso ci è stato raccontato in questi anni: una Palermo in cui la mafia non comanderebbe più, una Palermo che, secondo la frase del sindaco Orlando, non sarebbe più la capitale della mafia». Questo è l’aspro commento del deputato del Movimento 5 Stelle, Riccardo Nuti, in merito agli arresti per mafia che hanno investito Palermo.

«Analizzando le informazioni emerse finora – continua Nuti – si evidenzia l’importanza dello strumenti delle intercettazioni, anche di quelle che inizialmente potrebbero sembrare ininfluenti e che nel tempo, collegate ad altre, diventano determinanti». «Altro aspetto – argomenta ancora il deputato M5S – è quello di una Palermo in cui moltissimi commercianti in gran parte della città pagano il pizzo senza denunciare, fenomeno che deve far riflettere seriamente ogni livello istituzionale. E far riflettere sull’importanza del lavoro investigativo e delle forze dell’ordine (che vanno sostenute in termini di risorse e mezzi). A portare i tanti slogan pronunciati finora alla realtà, sono le frasi che dicono chiaramente che nel quartiere Ballarò, Vucciria, tutti i commercianti pagano il pizzo, così come in tante altre zone di Palermo in cui l’attività estorsiva ha subito un colpo grazie ai numerosi arresti delle precedenti operazioni di polizia».

«In questo quadro – conclude Nuti – non va scordato come la politica si ritrovi spesso debole e prona dinanzi a certi soggetti. Come mero esempio basta ricordare l’arresto per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, avvenuto solo due anni fa, di un consigliere comunale di Palermo, così come la presenza e gli arresti di alcuni esponenti mafiosi che erano anche dipendenti di aziende partecipate dal Comune di Palermo».