Un danno ambientale di proporzioni enormi che potrebbe raggiungere dimensioni anche più vaste. Il tutto in una riserva naturale protetta ma poi da chi? In teoria dalla Città Metropolitana che l’ha in gestione, ma appunto in teoria. Viola Sorbello, presidentessa di Legambiete, avvertita da Sudpress: “Abbiamo già presentato una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Catania” FOTO E VIDEO DI FRANCESCO NICOSIA

Centinaia i pesci morti trovati dalla nostra redazione lungo gli argini del fiume e sulla spiaggia, vicino al mare. Lo spettacolo è davvero raccapricciante: decine e decine le carcasse di pesci morti sparse ovunque, in varie zona della costa e della foce del fiume, lasciate alle intemperie. Accanto anche mobili vecchi, bottiglie di plastica, flaconi di detersivi. Insomma, un vero e proprio scempio.

E la cosa più grave è che, tra tutte le istituzioni e associazioni interpellate che dovrebbero vigilare sulla salvaguardia ambientale, nessuno sappia fornirci uno straccio di spiegazione sulle cause di questa strage di pesci. Ma può essere mai che nessuno, a parte Sudpress, si sia accorto dello scempio in atto o che abbia visto, sentito? Dove sono i controlli che dovrebbe effettuare la Città metropolitana che gestisce la riserva? Vanno bene solo per gli abusi edilizi? E il resto?

Legambiente, allertata da Sudpress, ha effettuato con noi un sopralluogo sul posto, ma a parte questo, la sua presidente Viola Sorbello si limita a dire ai nostri microfoni, che da anni l’associazione effettua controlli e denunce senza avere riscontri e che presenterà denunce anche alla Procura. Cosa che però quantomeno ha mantenuto.

Il direttore dell’Arpa, Roberto Grimaldi, ha spiegato che per capire la causa della strage di pesci una prima analisi può essere fatta solo dopo il prelievo di campioni d’acqua: “Legambiente ha provveduto a segnalarmi la presenza di centinaia di pesci morti all’Oasi del Simento – spiega Grimaldi-. E a nostra volta abbiamo girato tale segnalazione all’ente di riferimento che gestisce la riserva naturale, la Città Metropolitana di Catania“.

“Quale sia la causa che ha provocato la morte dei pesci al momento non si sa -continua Grimaldi-. Una prima analisi sarà fatta probabilmente domani quando il personale dell’Arpa avrà modo di effettuare un prelievo di campioni d’acqua, che ci permetteranno di avanzare delle ipotesi. Per quanto riguarda invece gli esami sulle carcasse, sarà compito dell’istituto Zooprofilattico di Catania”.

In questi ultimi mesi Sudpress ha avuto modo di raccontare il disastro in cui versa la riserva naturale, soprattutto per quanto riguarda la “discarica a cielo aperto” tuttora presente a deturpare il bellissimo paesaggio naturale. È sufficiente fare una passeggiata nelle zone limitrofe al fiume e lungo la costa per trovare rifiuti di ogni genere, tanto che l’associazione Legambiente già nell’estate appena trascorsa, aveva provveduto a ripulire parte della zona in occasione dell’iniziativa “Spiagge e fondali puliti“.

Anche la Lipu, Lega nazionale protezione uccelli, aveva chiamato in causa l’Amministrazione della Città metropolitana con in testa il sindaco Bianco chiedendo un intervento immediato, allo scopo di salvaguardare l’Oasi del Simeto gravemente deturpata da una bonifica che ha comportato il “prosciugamento” di alcune zone umide. Ma anche alla Lipu non è stato risposto e ad oggi nessun intervento è stato messo in atto per la salvaguardia della riserva e delle specie protette di uccelli che ci vivono, come confermato dal delegato Lipu Giuseppe Rannisi.

Pochi mesi dopo, per la riserva naturale è di nuovo allarme.