In genere evitiamo i ping pong che rischiano di annoiare. Quando su una notizia possono esserci diverse interpretazioni, le ospitiamo tutte una sola volta per dovere di cronaca e piacere di capire il più possibile. Nel caso della sentenza in oggetto, oltre che pubblicarla integralmente così da consentire al lettore un suo giudizio autonomo, abbiamo dato la notizia prima con l’interpretazione dei ricorrenti e poi con gli opponenti. L’avvocato Nicolò D’Alessandro però, incaricato dal presidente Diego Piazza di difendere le ragioni dell’attuale consiglio direttivo, nella nota inviataci non si è limitato a darne una legittima interpretazione, ma ha tacciato i colleghi di “superficialità”, circostanza che ci induce ad accogliere l’ulteriore richiesta di questi ultimi di “intervento per fatto personale”. E qui chiudiamo.

“Caro Direttore,

la singolare attitudine a leggere frettolosamente e confusamente i comunicati stampa, ha determinato la insolita risposta scomposta e stizzita di cui ha dato conto nell’articolo di ieri.

Viceversa, la lettura serena del nostro comunicato avrebbe dovuto mettere in evidenza come il Tar Lazio abbia bacchettato il Ministero per avere consentito le recenti elezioni in assenza di un regolamento che disciplinasse il metodo democratico, l’equilibrio di genere e il limite dei mandati, in ossequio a supremi principi costituzionali già applicati per tutti gli Ordini professionali d’Italia.

Sono forse gli Ordini dei medici (e in particolare quello di Catania) Ordini speciali e diversi da quelli degli Avvocati, dei Commercialisti o dei Notai al punto tale da potere essere autorizzati (sia pure tramite omissione) dal Ministro della Salute a disapplicare la Costituzione e le leggi della Repubblica italiana?

E se sì, perché?

Nessuno ha mai detto che la dott.ssa Miceli avesse vinto il ricorso.

Forse, ma la nostra è una sensazione, l’esperto e preparato collega ha intuito quelle che potrebbero essere le scelte difensive in considerazione del contenuto devastante per il Ministero della sentenza in questione.

Siamo fiduciosi alla luce della predetta decisione sul parallelo giudizio della CCEPS (Giudice speciale dei Medici) sulle operazioni elettorali. All’esito valuteremo se diffidare il Ministro ad emanare i regolamenti la cui assenza è stata stigmatizzata dal giudice amministrativo e ad adottare i provvedimenti pertinenti e consequenziali.
Un caro saluto e buon lavoro a tutti.”

Avvocati Dario Riccioli, Rocco Todero e Attilio Toscano.