Ormai il caso che ha annientato la reputazione dell’intera categoria dei medici catanesi, impelagati in scontri tra bande, acquisti misteriosi, assunzioni ballerine, fondazioni improbabili, indagini monumentali e persino aggressioni per la strada, è diventato di rilevanza nazionale e persino governativa. Oggi la federazione nazionale presieduta da Filippo Anelli dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta del ministro Grillo che ritiene necessario evitare le assurde “elezioni suppletive” che terrebbero in piedi una parte di quel consiglio direttivo che ha condotto l’ordine catanese allo stato in cui si trova. E nel frattempo, beffa tra le beffe dell’impudenza al cubo, Massimo Buscema, rinviato a giudizio, si è dimesso da presidente ma ci ha tenuto nella stessa lettera di dimissioni a far sapere che resta lui il “rappresentante legale in quanto consigliere anziano”: Prosit!

Intanto, in attesa che Anelli & C. dicano la loro, dalla quale scaturiranno certamente ulteriori conseguenze per questa melensa soap opera che a questo punto investe la credibilità dei vertici dell’intero Ordine nazionale, alcuni tra gli ex consiglieri hanno inviato a tutte le autorità responsabili un dettagliata lettera che riportiamo integralmente e con la quale sollecitano 

“la FNOMCeO a volere esprimere domani parere favorevole allo scioglimento del Consiglio direttivo e delle commissioni di albo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Catania, anche per le motivazioni di cui alla precedente istanza del 1° agosto 2018, che ha dato avvio al procedimento suddetto, ed a volere contestualmente indicare all’On.le Ministro i due iscritti agli albi professionali della categoria, ai fini della composizione della prescritta commissione straordinaria che conduca l’Ordine di Catania a legittime nuove elezioni. 

Oltre a quanto rilevato nella precedente istanza, ed anche dall’On.le Ministro che ritiene inequivocabilmente che l’Ente “non sia ormai più in grado di assicurare il proprio regolare funzionamento amministrativo”; in particolare, per la “situazione di incertezza” che continua a persistere “ormai da diverso tempo”, sussistono due ulteriori gravi motivi di impossibilità di regolare funzionamento dell’Ordine medesimo, che non possono che condurre al prescritto parere favorevole. 

Il primo attiene alle ormai note dimissioni del dott. Buscema solo dalla carica di Presidente del Consiglio direttivo e non già da quella di componente. 

Con le suddette dimissioni, il dott. Buscema ha, tra l’altro, evidenziato che “la rappresentanza legale dell’Ente e la sua gestione sono assegnate al Consigliere anziano, come è principio generale per tutti gli organi collegiali. Egli le svolgerà senza alcun atto di preposizione, in virtù della semplice regola del decanato”. 3 

Ma applicandosi la predetta regola, o meglio l’art. 3 del D.P.R. 5 aprile 1950, n. 221, è lo stesso dott. Buscema ad avere mantenuto la rappresentanza dell’Ente e la sua gestione, in virtù della sua più risalente data di deliberazione di iscrizione all’albo, rispetto a quella degli altri componenti rimasti in carica, con un palese conflitto fra le dimissioni dichiarate e le funzioni che effettivamente permangono in capo al dott. Buscema medesimo. 

Ancora un componente del collegio dei revisori dei conti (le cui funzioni di controllo e vigilanza sono ben note), in spregio a qualsiasi regola di opportunità e di potenziale conflitto di interessi, pur non essendosi dimesso, risulta essersi candidato per le elezioni suppletive indette, in prima convocazione, per il 21-22-23 settembre p.v. 

Con quanto sopra esposto si aggrava quella situazione di incertezza e di irregolarità nella gestione di un Ente pubblico già evidenziato dallo stesso On.le Ministro e, pertanto, anche gli scriventi, per sottolineare le parole altrui si aspettano “dalla Fnomceo una risposta adeguata al ruolo che la professione di ogni medico impone” ed auspicano un immediato parere favorevole allo scioglimento richiesto. 

I Medici e gli Odontoiatri di tutta Italia, e non solo loro, guardano con attenzione al pronunciamento che domani codesta FNOMCeO esprimerà, che involge la missione alta che le professioni sanitarie, in particolare, hanno sulla salute dei cittadini, e tutte le professioni in genere, hanno sulla vita degli stessi. 

Un inatteso parere negativo minerebbe in radice la stessa fiducia che i cittadini debbono riporre nelle professioni sanitari e negli Ordini, la cui stessa ragion d’essere, già aspramente criticata a livello governativo euro-unitario e statale, verrebbe meno se non si desse risposta adatta agli eclatanti fatti che hanno determinato l’impossibilità di regolare funzionamento dell’Ordine dei Medici della provincia di Catania, in questi ultimi lunghi mesi. 

Gli scriventi, per quanto esposto nell’istanza del 1° agosto u.s. e per quanto rappresentato oggi confidano in un parere di codesta FNOMCeO favorevole e pienamente rispettoso della normativa vigente, che possa restituire dignità all’Ordine di Catania ed agli Ordini in genere.”