Non ha raggiunto, come ovvio, il numero legale la seduta del consiglio direttivo convocato d’urgenza dal presidente Massimo Buscema con 16 punti all’ordine del giorno. Sul bollettino ufficiale dell’ordine dei medici diretto dal dr. Nunzio Sciacca viene confermata la volontà di Buscema di indire “elezioni suppletive” per sostituire i consiglieri dimissionari, rimanendo così in carica lui con gli ultimi giapponesi rimasti ormai in 5 dopo le dimissioni comunicate ieri del consigliere segretario Riccardo Castorina: “Venuta meno la compattezza consiliare ritengo esaurito il mio ruolo.”

Prosegue la tragedy story dell’Ordine dei medici di Catania dove, a quanto pare, a tutto si pensa tranne che alla salute dei cittadini ed alla tutela dei suoi iscritti.

Il problema principale sembra essere restare in sella a tutti i costi: chissà perché.

Le ultime novità sono di ieri e di un certo peso.

Riccardo Castorina

La prima riguarda le dimissioni intervenute ieri del Consigliere Segretario Riccardo Castorina: “Venuta meno la compattezza consiliare ritengo esaurito il mio ruolo. Finora ho ritenuto, per spirito di servizio, essere mio imprescindibile dovere restare al mio posto di consigliere segretario proprio per il delicatissimo ruolo statutario attribuito a tale funzione, sperando fortemente che nel frattempo la criticità ordinistica si superasse a fronte dei doveri verso la società civile che guarda al medico anche come esempio di etica comportamentale. Ritengo ormai siano venute meno le condizioni per esercitare il mio ruolo di segretario.” Motivazioni dure se arrivano a richiamare l’intervenuto deficit di “etica comportamentale”.

E con questo, i giapponesi asserragliati con Buscema nella sede di via Ruggero di Lauria (di quella milionaria di via Galermo non si hanno notizie, anzi qualcuna ci sarebbe ma ne riparleremo meglio), restano in cinque: il tesoriere Gian Paolo Marcone, con Tina Cassibba, Salvatore Curatolo, Antonio Grasso e Nunzio Ezio Campagna.

L’altra news: era convocata “d’urgenza” dal presidente Buscema, che ha ancora questo titolo nonostante si sia liquefatto il consiglio che lo ha eletto, una riunione del direttivo con 16 punti all’ordine del giorno incurante delle intervenute dimissioni di 10 consiglieri su 17.

Alle 20 non ha potuto far altro che constatare l’assenza del numero legale, affidando al bollettino ufficiale dell’Ordine Catania Medica un laconico e anche un pò confuso comunicato dall’incipit quasi provocatorio: “Con un atto di grande responsabilità il Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Catania, Massimo Buscema, prendendo atto dell’impossibilità di convocare il Consiglio, ha già avviato le procedure per indire le elezioni suppletive per la surroga dei consiglieri dimissionari.”

Quindi si va alla surroga, non al rinnovo totalitario, soluzione che sarebbe stata possibile ed auspicata da molti solo con le dimissioni di tutti i componenti di questo consiglio direttivo coinvolto in questa grottesca vicenda.

“Grande responsabilità”: e se fosse stato “irresponsabile che sarebbe successo ai poveri medici catanesi?

Lasciamo stare, torniamo alla sostanza.

Prosegue Catania Medica: “Ho già avuto il via libera da parte della Federazione nazionale (FNOMCeO) – afferma Buscema – anche se tecnicamente non si potrà andare alle urne prima della metà di Settembre”. Buscema in riferimento alle polemiche che hanno preceduto le dimissioni dei consiglieri, anche facenti parte del Direttivo, tiene a precisare che “il tempo galantuomo farà chiarezza su tutta la vicenda”, e che comunque “dalle elezioni scaturirà un ampio rinnovo del Consiglio mentre completo, con nomi assolutamente nuovi, sarà quello di tutto il Direttivo”.

In realtà appare chiaro, convocando “elezioni suppletive” che andranno surrogati i soli consiglieri dimissionari, mentre rimarranno, salvo ulteriori ripensamenti, in consiglio lo stesso Buscema con i 5 giapponesi di cui sopra.

A far che lo si vedrà in seguito.

Di certo la scelta di impedire un rinnovo totalitario conferma la volontà di trasformare l’ordine dei medici di Catania in una trincea: proprio un altro fronte di cui questa città non aveva certo bisogno.

A meno che non si sveglino le autorità competenti, ministro Grillo in testa, e decidano, qua davvero e finalmente con “grande senso di responsabilità”, di provvedere ad un salutare commissariamento che possa riportare un minimo di ordine …nell’Ordine.