Dopo le dimissioni di 10 consiglieri su 17, Massimo Buscema è rimasto con il segretario Riccardo Castorina, il tesoriere Gian Paolo Morcone e gli altri consiglieri-giapponesi Tina Cassibba, Salvatore Curatolo, Antonio Grasso e Nunzio Ezio Campagna. Non avrebbero dovuto fare altro che dimettersi tutti considerato quanto accaduto e convocare nuove elezioni. Invece si riuniscono “d’urgenza” alle 20 di lunedì 23 luglio con ben 16 punti all’ordine del giorno, comprese le “varie ed eventuali”. E lo sconcerto tra i medici cresce ogni giorno.

Chissà dove vogliono arrivare, di certo la tappa della farsa è stata superata da tempo.

Mentre in molti ritenevano ormai scontata l’indizione di nuove elezioni per il rinnovo dei vertici dell’Ordine dei Medici travolto dalle bizzarrie della gestione Buscema, compreso qualche uscente che si sta già affannando per la composizione di una lista mentre farebbe bene a cominciare ad occuparsi di altro.

Nelle scorse settimane abbiamo visto in rapida successione le dimissioni della maggioranza dei componenti del consiglio direttivo, messo così nell‘impossibilità di funzionare.

In molti si auspicavano una presa d’atto generale della grave situazione, con le conseguenti dimissioni di tutti i consiglieri per consentire l’azzeramento immediato e la ripartenza con nuove elezioni.

E invece i medici si trovano a dover rispondere al mistero di tanto “autoaccanimento”, con la domanda specifica sul perché sia voluto rimanere in carica il segretario dell’Ordine Riccardo Castorina, ritenuto sinora non organico al “sistema-Buscema“, a differenza del tesoriere, l’odontoiatra Giampaolo Morcone, beneficiario di importanti e remunerati incarichi ordinistici,  che con Tina Cassibba, Salvatore Curatolo Antonio Grasso e Nunzio Ezio Campagna stanno imperterriti proseguendo come nulla fosse.

Il segnale inatteso arriva nella giornata del 20 luglio: Buscema convoca una seduta “urgente” del Consiglio direttivo.

In realtà, preso atto delle dimissioni di 10 consiglieri, doveva molto più semplicemente attivare la previsione dell’art. 22 del regolamento dell’Ordine: “Se i componenti del Consiglio, nel corso del triennio per cui esso è eletto, siano ridotti per qualsiasi causa, a meno della metà, si procede entro quindici giorni ad elezioni suppletive . I consiglieri eletti in sostituzione di quelli cessati durano in carica sino alla scadenza del predetto triennio. Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche nei casi di cessazione dell’intero Consiglio.”

Semplice.

Ovvio che i medici si attendevano le dimissioni dell’intero Consiglio considerata l’ormai irreparabile delegittimazione raggiunta, ma in ogni la strada è segnata: indizione delle elezioni entro 15 giorni!

Segnale dell’imbarazzo provocato da questa incresciosa situazione l’assurdo silenzio di un Consiglio Direttivo tutto preoccupato alla sopravvivenza dei suoi membri superstiti che non trova il tempo di esprimere una sola parola sull’ennesima aggressione di un medico al Vittorio Emanuele mentre è intervenuto l’intero comparto sanitario!

E invece, l’accanimento con 16 punti all’ordine del giorno, alcuni persino minacciosi altri del tutto temerari.

Compresa la discussione sulle dimissioni da vice presidente del prof. Antonio Biondi che nel frattempo si è anche dimesso persino dal consiglio!

Infatti suona misterioso il portato del punto 6: che “esame” vorrebbero compiere i 7 giapponesi delle “dichiarazioni rese dai componenti del Consiglio Direttivo nel corso della seduta del 3 luglio 2018 e quali “determinazioni conseguenti” vorrebbero assumere?

Sorvolando, in questa situazione, sulla patetica volontà di costituire addirittura “gruppi di lavoro”, risulta interessante conoscere quali “provvedimenti assunti d’urgenza” dal presidente Buscema dovrebbero “ratificare”, atteso che dalla sezione del, sito dell’Ordine destinato per legge alla Trasparenza sono letteralmente scomparse tutte le determinazioni presidenziali del …2016: oggi stesso inoltreremo PEC al Responsabile dell’Anticorruzione e per conoscenza all’ANAC per chiederne l’immediata pubblicazione.

E ancora i punti 10, con la “proroga per assistenza informatica” e 11 che prevede un “incarico ai sensi dell’art. 7 comma 6 del Decreto Legislativo 165/2001”: immaginiamo di chi si tratti.

E in tutto questo nessuna delle autorità responsabili dei controlli è ancora intervenuta.

Insomma…