É un’altra bomba sui sistemi di potere della città di Catania. Il 27 giugno la Commissione Centrale Esercenti le  Professioni Sanitarie, il supremo “tribunale” dei medici, ha deciso che le contestatissime elezioni dell’ordine di Catania non si sono svolte in maniera legittima e le ha annullate. Come nel caso dell’operazione “Università Bandita”, questa testata aveva seguito con la consueta (per noi) attenzione arrivando in quel caso a depositare in prima persona un esposto in procura avendo appreso quello che accadeva in corso di scrutinio. Anche questo a futura memoria, e anche per ricordare a noi stessi quante storie abbiamo anticipato e svelato di questa incredibile città…altro che copia e incolla.

L’ordine dei medici catanesi, almeno nella componente che lo ha gestito negli ultimi anni ed in continuità ha eletto alla sua presidenza il primario di Chirurgia dell’Ospedale Garibaldi NesimaDiego Piazza (peraltro indagato in altra vicenda), esce devastato dalle ultime vicende che da un lato hanno disarticolato i baronati universitari per via giudiziaria ed oggi vede decadere i suoi vertici la cui elezione è risultata conseguita in maniera illegittima.

Le elezioni dello scorso novembre 2018 questa testata le definì in corso d’opera un “macello”.

Quello che combinarono era ai limiti di un film di Mel Brooks.

L’esibizione muscolare di un potere che continuava a ritenersi impunibile, e che alla fine si sta rivelando di carta pesta, con i suoi vertici finiti nel fango delle interdizioni e addirittura con richieste di arresto: superato ogni limite di decenza.

Basta scorrere gli articoli in calce, magari sommandoli a quelli sul mondo universitario e quelli sul comune, per rendersi conto di come pubbliche funzioni siano state travolte da ambizioni personali che hanno imposto la peggiore classe dirigente di tutti i tempi, con conseguenze micidiali sull’intero tessuto sociale della città in cui ci si ritrova tutte le persone sbagliate nei posti sbagliati.

Ma evidentemente qualcosa, o qualcuno, è cambiato laddove è possibile recidere certi fili.

L’ultima in ordine di tempo è quindi la notizia della disarticolazione del potere sanitario cittadino.

Di fatto con la decisione della Commissione del 27 giugno risultato decaduti i medici eletti con una maggioranza bulgara: la lista “Ordiniamoci” ottenne tutti i posti in consiglio con la sola eccezione di un seggio andato all’opposizione capitanata dal chirurgo Giorgio Giannone.

Come del resto ci siamo occupati delle precedenti vicende dell’ordine tra scontri feroci e vicende assurde che vanno dall’acquisto della sede milionaria che ancora non c’è alla creazione e gestione di una Fondazione di cui torneremo presto ad occuparci.

Per inciso, e sempre per mera rimembranza, è forse il caso di ricordare che questa testata si occupò anche della vicenda che vide proprio il grande chirurgo Giorgio Giannone costretto a lasciare la direzione del reparto di chirurgia del Garibaldi Nesima, che aveva creato e portato all’eccellenza nazionale, per fare posto a seguito di un “intricato” concorso , poi persino “complicatosi”, proprio a quel Diego Piazza poi eletto presidente dello stesso consiglio dell’ordine dei medici che adesso decade: che intrecci ricorrenti…Se poi quel reparto sia ancora un’eccellenza lo sapremo quando si decideranno a pubblicare i dati dell’ultimo anno.

Ma queste sono altre storie, intricate quanto illuminanti, ma torniamo ai fatti di immediata attualità.

Il motivo principale che ha portato all’annullamento delle elezioni del consiglio dell’ordine dei medici di Catania è che tra gli scrutatori risultava insediato, poi dimesso, niente meno che Vincenzo Gaetano Piazza, figlio guarda caso proprio del candidato Diego Piazza, in barba ad ogni conflitto di interessi.

È il presidente della Commissione Antonio Pasca a svolgere il ruolo di relatore che porta alla sentenza di annullamento e a cui basta il primo motivo per decidere in quanto “vi è in primo luogo un potenziale conflitto di interessi tra il componente del seggio dott. Vincenzo Gaetano Piazza e il di lui padre dott. Diego Piazza, eletto nella lista “Ordiniamoci”: detto legame familiare avrebbe imposto al primo di non assumere ab origine le delicatissime funzioni di componente del seggio elettorale, organismo che ha anche il compito di decidere sugli eventuali reclami per irregolarità nell’espletamento delle elezioni, sull’assegnazione o meno dei voti contestati, sulle decisioni adottate, etc. L’art 6-bis citato stabilisce l’obbligo di astensione in caso di conflitto di interesse anche potenziale, nonché il dovere di segnalazione del medesimo conflitto.”

La Commissione da atto delle “diffide, contestazioni e altri incidenti di percorso” che a suo tempo abbiamo puntualmente riportato e che ci avevano indotto non solo ad informarne come sempre i nostri lettori ma a depositare un nostro esposto in procura.

Gli altri motivi di annullamento potevano riguardare anche l’incredibile succedersi di nomine e dimissioni di scrutatori e presidenti di seggi, compiuti con modalità da osteria piuttosto che nel rispetto delle norme a presidio della trasparenza: tutti episodi denunciati che che sono risultati persino abbondanti rispetto al conflitto d’interesse che li ha assorbiti tutti, bastando da solo a motivare l’annullamento di quelle incredibili elezioni.

Ma anche su questi punti la Commissione conviene sulle nostre modeste ricostruzioni giornalistiche: “risulta dai verbali delle operazioni elettorali che è stato solo il presidente del seggio a decretare le innumerevoli sostituzioni tra componenti effettivi e supplenti, nonché a nominare ben 7 nuovi componenti e 7 nuovi supplenti fino al 3 novembre 2018, e poi due nuovi componenti effettivi e tre nuovi supplenti fino all’11 dicembre 2018, i quali tutti hanno svolto funzioni effettive di componenti del seggio: A fronte di quattordici nuove nomine si sono avute solo sei dimissioni, così stravolgendo le formalità richieste per garantire la valida composizione del seggio elettorale e, conseguentemente, valide elezioni.”: un delirio che avevamo puntualmente segnalato.

Tra l’altro tutto questo turbinio di nomine di scrutatori avveniva, come da noi denunciato, in maniera alquanto estemporanea mentre rileva la Commissione “i membri del seggio devono essere selezionati tra i presenti all’assemblea, la cui regolare convocazione e presidenza è condicio sine qua non di valide e legittime procedure elettorali.”

Insomma , il “macello” di cui abbiamo scritto nel novembre/dicembre 2018 è pienamente confermato: potrebbe essere l’ennesima soddisfazione per una testata che inconfutabilmente la cronaca non la copia e incolla ma la determina o anticipa, in realtà aggiunge tristezza alla tristezza per una città che adesso deve davvero dare fondo a tutte le sue migliori energie per risorgere da ceneri che stavolta sono già fango.

CATANIA, MELIOR DE LIMUS SURGE!

Si, “limus”, perché stavolta la “cinere” dell’antico motto è già melma, ma verrà spazzata anche questa perché Catania è la città più bella del mondo e ha la forza del suo Vulcano a fare da monito a tutti quelli che la governano pro tempore nei vari settori: BASTA UN ATTIMO E NEL FANGO CI FINITE VOI!