Ce ne siamo occupati, ovviamente, e anche stavolta i fatti dimostrano che le perplessità di cui davamo conto erano più che fondate. Anzi, in questo caso arriva il suggello niente meno che della Corte Costituzionale che ha sancito che il divieto di terzo mandato per i consiglieri dell’Ordine degli Avvocati prescritto dalla legge è pienamente legittimo. Nulla di male, ma quello che lascia basiti è quello che sono riusciti a combinare a Catania: il verbale del 15 giugno di proclamazione degli eletti è un vero capolavoro.

La notizia è del pomeriggio del 18 giugno, quindi ieri.

La Corte Costituzionale ha deciso sul ricorso presentato dal Consiglio Nazionale Forense (CNF) in ordine al divieto del terzo mandato consecutivo per i consiglieri dei vari ordini.

È ha deciso che l’esigenza di rinnovamento prescritta dal legislatore è pienamente conforme al dettato costituzionale ed ha la prevalenza su eventuali diritti soggettivi dell’elettorato passivo: punto.

Una vicenda intricata, che ha subìto più di un colpo di scena, basta scorrere gli articoli da noi pubblicati riproposti in calce per rendersi conto che si è sfiorata l’isteria collettiva.

Convocazioni di elezioni, loro sospensione, annullamenti e annullamenti degli annullamenti e, infine, proclamazione degli eletti in elezioni prima convocate, poi sospese, poi annullate e infine proclamate dopo l’annullamento dell’annullamento: da mal di testa.

Infatti, pur con la spada di Damocle della decisione della Corte Costituzionale che si sapeva, (e lo dicono nel loro stesso verbale di proclamazione di saperlo), si sarebbe pronunciata il 18 giugno, gli intrepidi avvocati catanesi decidono di svolgere lo stesso le operazioni elettorali un paio di giorni prima, arrivando a proclamare eletti proprio quegli avvocati, e sono 7 su 25, che hanno già svolto più dei due mandati che ne fanno scattare l’ineleggibilità.

La Commissione elettorale lo fa con un verbale del 15 giugno, 3 giorni prima dell’attesa sentenza, che è un vero capolavoro, arrivando a dichiarare bellamente, in pratica, di non essere d’accordo con se stessi: “La Commissione, pur ritenendo all’unanimità di doversi attenere alla normativa vigente, tuttavia in relazione ai poteri della stessa di rivedere le determinazioni assunte in data 4.1.2019, dopo ampia discussione sul punto, non è pervenuta ad una decisione a maggioranza e, data la natura amministrativa dei compiti assegnati e dovendo il procedimento comunque concludersi ex art 15 L. n. 113 del 2017, delibera all’unanimità di provvedere alla proclamazione secondo quanto risulta dalle votazioni.”

Smorfiando, risulta singolare l’unanimità sul dovere di attenersi alla normativa vigente, come se ci fosse un’alternativa; ma ancor di più l’affermazione che non si è pervenuti ad una decisione a maggioranza: cioè avrebbero emanato una delibera a minoranza?

Il mal di testa, conclusione a parte, viene a leggere la ricostruzione dei fatti intervenuti ed anzi questa parte ve la proponiamo integralmente, anche in considerazione che questi articoli sono destinati agli appassionati del genere e non ne saranno tediati, gli altri nostri lettori attenderanno il prossimo pezzo.

Quindi, scrivono i componenti della Commissione Elettorale degli avvocati catanesi:


PREMESSO

Che la Commissione elettorale, prima della indicazione del voto e della proclamazione, rileva che le norme attuali (art. 3, c. 3 della L. n. 113 del2017 e art. 11 quinquies del D.L. n. 135 del 2019, come convertito in legge) prevedono che i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi.

Che il CNF ha rimesso, nella sede giurisdizionale, alla Corte Costituzionale ogni valutazione in ordine alla legittimità della normativa sopra citata.

Che la Corte Costituzionale ha fissato la udienza del giorno 18 giugno 2019 per la decisione della questione di legittimità costituzionale sollevata dal CNF.

Che la Commissione, con il verbale di insediamento del 4.1.2019, aveva già provveduto alla verifica delle condizioni previste dall’art. 3 della L. 113 del 2017 determinando in ordine alle condizioni di candidabilità e di eleggibilità dei candidati tutti.

Che le operazioni elettorali si sono espletate sino alla data di annullamento dell’11.1.2019, giusta deliberazione del Consiglio dell’Ordine di Catania, secondo quanto sopra descritto.

Che a seguito dei ricorsi presentati da alcuni candidati il CNF, con ordinanza n. 6 del 6.3.2019, ha disposto la conservazione delle urne, dei registri e della eventuale documentazione sino all’annullamento delle operazioni di voto e, con a ltra ordinanza n. 9 del 23.5.2019 ha disposto la consegna del materiale alla Commissione e la prosecuzione delle operazioni elettorali già in precedenza espletate.

Che il Consiglio dell’Ordine di Catania, con le deliberazioni del 19.3.2019 e del 4.6.2019 ha, con la prima, revocato in autotutela la deliberazione di annullamento dell’11.1.2019 stabilendo la prosecuzione delle operazioni elettorali e confermando quanto disposto in precedenza in merito all’elettorato attivo e passivo. Con la seconda deliberazione ha disposto la convocazione dell’Assemblea per la prosecuzione delle operazioni elettorali per i giornj 14 e 15 giugno 2019 nonché che “l’elettorato passivo risulta determinato secondo quanto disposto dalla Commissione elettorale nella seduta del 4 gennaio 2019 nel corso della quale sono state ammesse le candidature”. 

Che, in v1rtù della norma d1 cui all’art. 9 della L. n. 113 del 2017, la Commissione 04.01.2019, secondo le disposizioni in materia di procedimento amministrativo e determinazioni assunte, ha provveduto a regolare la modalità delle votazioni in relazione all’elettorato passivo.

Che la Commissione, pur ritenendo all’unanimità di doversi attenere alla normativa vigente, tuttavia in relazione ai poteri della stessa di rivedere le determinazioni assunte in data 4.1.2019, dopo ampia discussione sul punto, non è pervenuta ad una decisione a maggioranza e, data la natura amministrativa dei compiti assegnati e dovendo il procedimento comunque concludersi ex art 15 L. n. 113 del 2017, delibera all’unanimità di provvedere alla proclamazione secondo quanto risulta dalle votazioni.

Che, nell’ambito della disciplina comune nell’ordinamento elettorale italiano, ritenuto quanto appena sopra indicato, i provvedimenti relativi ai casi di ineleggibilità competono allo stesso organo eletto per lo più nella seduta di insediamento, per cui ogni decisione in ordine alle rilevate questioni competerà al Consiglio eletto.

Tutto ciò premesso, si rimette, pertanto, al nuovo Consiglio ogni determinazione eventuale o diversa relativa alla applicazione della citata normativa.


In pratica, la Commissione Elettorale ha confermato i risultati delle elezioni svolte 3 giorni prima della sentenza della Corte Costituzionale, proclamando i 25 eletti tra i quali 7 potrebbero adesso essere dichiarati ineleggibili: sono infatti risultati eletti i consiglieri uscenti con più di due mandati Antonino Distefano, primo degli eletti, ed a seguire Marco Tortorici, Walter Toro, Roberto Caruso, Alberto Giaconia, Santo Li Volsi e Jessica Gualtieri.

I primi tre erano rispettivamente Tesoriere, Vice Presidente e Segretario del Consiglio uscente il cui presidente Maurizio Magnano di San Lio è stato eletto al Consiglio Nazionale Forense anche lui con qualche palese questione di ineleggibilità.

Insomma, un enorme azzeccagarbugliata…anzi, azzeccaingarbugliatissima.

E a leggere le cronache di queste giorni il Sistema Giustizia in Italia ci pare proprio…a mare.

Ci mancavano solo gli avvocati catanesi.


Il verbale della Commissione Elettorale con la proclamazione degli eletti e le preferenze di tutti i candidati.

Il comunicato della Corte Costituzionale del 18 giugno 2019