All’alba di oggi sono state colpite da misura cautelare, tra Catania, Palermo e Siracusa, otto persone, alcune già detenute, con l’accusa di associazione finalizzata alla detenzione e al traffico di stupefacenti, il tutto aggravato dal legame con il clan mafioso catanese Cappello – BonaccorsiL’ordinanza della DDA, ha colpito soggetti prevalentemente residenti a Catania, ed in particolare nel quartiere San Cristoforo, gravati già da precedenti penali 

Gli arrestati, alcuni in flagranza di reato ed a cui sono state sequestrate cocaina e marijuana (oltre 5 chilogrammi), ma anche denaro, sono: Giovanni Geraci, classe 1979; Salvatore Panassiti, classe 1984; Gaetano Lauceri, classe 1989; Maurizio Barone, classe 1982; Carmelo Pulvirenti, classe 1971. Gli altri tre colpiti dalla misura cautelare ma già detenuti sono: Carmelo Andrea Musumeci, classe 1982; Santo La Ferita, classe 1989; Giovanna Carmelina Bartolotta, classe 1969.

Le indagini hanno accertato l’esistenza di un’organizzazione al cui vertice c’era appunto Giovanni Geraci, che agiva con la collaborazione diretta di Salvatore Panassiti, già agli arresti domiciliari in via Santa Maria delle Salette a Catania, ed egualmente punto di riferimento logistico importante per le riunioni del gruppo e per il passaggio del denaro, della drop e di documenti di interesse.

E proprio dall’abitazione di Panassiti sono partite le indagini, dopo il ritrovamento di cocaina e di un libro mastro contenente appunti relativi alla gestione dei flussi di denaro e alla distribuzione della droga nelle piazze di spaccio di pertinenza del Clan.

Successivamente, intercettazioni ambientali, riscontri, appostamenti e pedinamenti hanno consentito di accertare l’esistenza del vincolo associativo, riconducibile al clan Cappello, anche grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.