Da Strasburgo l’eurodeputato siciliano annuncia la terza interrogazione ma pone l’accento sull’intreccio mafia, appalti e politica.

Palermo 16 marzo 2017 – “Sulla questione polverino Ilva taranto in Sicilia abbiamo scomodato nientemeno che la Commissione Europea, peccato che ad essere scomodate dovevano essere le procure dato che grazie ad alcuni politici siciliani, imprenditori corrotti e corruttori, incontravano il Ministro dell’Ambiente per concordare lo stoccaggio in Sicilia di oltre 350 mila tonnellate di polverino tossico”.

Da Strasburgo l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao interviene sui nuovi risvolti dell’inchiesta “Piramidi”. “Gli ingredienti ci sono tutti, politica, appalti, rifiuti, mafia e camorra – sottolinea Corrao.

Mentre i cittadini protestano e le famiglie piangono i morti vittime di inquinamento ambientale nel triangolo della morte di Augusta, Priolo e Melilli, questi balordi fanno affari. Ovviamente da un punto di vista territoriale la responsabilità è pienamente del presidente della Regione Rosario Crocetta, dato che uno dei suoi dirigenti era già stato arrestato.

Parliamoci chiaramente, se un rappresentante delle istituzioni vuol voltare pagina nella gestione del sistema dei rifiuti, può farlo, altrimenti si rimane ai soli annunci, così come ha fatto Crocetta in Sicilia. Esistono vergognose responsabilità sulla relazione tra appalti, politica ed interessi privati da collezionare grazie alla cosa pubblica.

In queste ore intanto sto predisponendo la terza interrogazione alla Commissione Europea, mentre i miei colleghi all’Ars stanno tentando la strada della richiesta di revoca in autotutela di tutte le autorizzazioni rilasciate da Cannova e Verace”.