La Polizia di Stato (Squadra Mobile di Catania, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Palermo, Messina e Cosenza) su disposizione della Procura etnea ha arrestato 25 persone. Si tratta dei già detenuti Simone Guglielmino (cl 1993), Antonino Ivano Santangelo, cl.1989),  Salvatore Consolato Coppola (cl.1968), Francesco Troina (cl.1971), Giuseppe Cacciola (cl.1986), Gregorio Cacciola (cl.1958), Giuseppe Elia Giosafatte (cl.1974), noto come “Pinu Elia”, Pasquale Francavilla (cl.1975); dei pregiudicati Domenico Cristian Santonocito (cl.1988), Nunzio Davide Scrivano (cl. 1986), Giuseppe Trecarichi Scauzzo (cl.1965), Francesco Pellegriti (cl.1959), Pietro Privitera (cl.1978) attualmente sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. E’ stato poi arrestato a Messina, Marco Perna (cl.1974), già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa, e fermati a Cosenza Filippo Beninato (cl.1990), Daniele Mirco Pucci (cl.1984), Mattea Barbera (cl.1973), per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, come anche per Ramona Santa Boncaldo (cl.1991) e Gabriele Lo Pinto (cl.1983). A Palermo invece disposta la misura dei domiciliari per Rocco Tutone (cl.1978), già attualmente sottoposto alla detenzione domiciliare per altra causa, Manuel D’Antoni (cl.1988), Fabio Comito (cl.1979), detenuto per altri motivi, ed il pregiudicato Onofrio Lo Nigro (cl. 1973)

Tutte figure ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana e detenzione ai fini di spaccio. Per alcuni è stata riconosciuta l’aggravante di avere commesso il fatto agendo con il metodo mafioso e al fine di agevolare le attività dell’associazione mafiosa riferibile al clan catanese Cappello – Bonaccorsi.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile – Sezione Antidroga, tra l’ottobre del 2014  e l’aprile del 2016, sono state corroborate anche da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, dalle quali è emersa l’esistenza di diverse organizzazioni criminali dedite al narcotraffico, operanti in diversi quartieri della città di Catania e provincia.

Tra tutte emergeva il gruppo criminale capeggiato da Sebastiano Sardo soprannominato “Iano occhiolino”, attualmente collaboratore di giustizia e precedentemente affiliato al clan Cappello-Bonaccorsi.

Il gruppo, di cui facevano parte Guglielmino, Santangelo, Scrivano, Troina, Beninato e Trecarichi Scauzzo, si distingueva per l’articolata organizzazione, in grado di gestire vendite e acquisti di enormi quantitativi di sostanze stupefacenti. Il rifornimento avveniva da esponenti di spicco della criminalità organizzata calabrese, in particolare quella operativa nella piana di Gioia Tauro (RC), segnatamente dai due Cacciola, con la successiva vendita degli stupefacenti a Catania, Palermo e Siracusa.

Boncaldo e Barbera, le due donne, svolgevano il compito di conservazione, custodia e confezionamento della droga, che veniva poi rivenduta.

Il gruppo di soggetti palermitani che acquistavano consistenti quantitativi di stupefacente era composto da D’Antoni, Comito, Lo Pinto, Lo Nigro e Tutone.

Le modalità operative del gruppo capeggiato da Sardo si caratterizzavano per la particolare pericolosità nell’agire e risolvere le situazioni complicate. I suoi sodali infatti erano soliti anche sequestrare gli acquirenti che non pagavano immediatamente la droga.

E’ stato infatti provato che il 26 marzo 2015, il gruppo catanese aveva rapito Manuel D’Antoni, costretto a Catania, fino alla consegna della somma pattuita di 16.000 euro, a titolo di parziale pagamento per la vendita di una partita di cocaina.

Il tutto provato anche da un sms, inviato da Nunzio Scrivano ad un uomo del gruppo di Palermo: “Ciao Piero sono Davide porta 16 mila euro a Ct e in più il cognato di Gabriele e ti vieni a prendere a Manuele”.

In un altra situazione, gli indagati avevano sottratto un cane, come ritorsione nei confronti di Cacciola, reo di non aver restituito una somma considerevole di denaro.

Nel corso delle indagini è emerso che Giuseppe Elia Giosafatte, riforniva di  stupefacenti Consolato Coppola, il quale, per l’approvvigionamento ed il successivo trasporto in Sicilia, si serviva di Francesco Pellegriti, autista di mezzi pesanti.

Già nei mesi in cui le indagini venivano svolte, riscontrate le attività illecite, erano stati effettuati i primi fermi da parte della Polizia. I più importanti riguardano: Concetto Vitale (cl.1972), per trasporto di cocaina. 3,5 chilogrammi circa, in tutto 3 panetti poi recuperati, di cui Vitale aveva cercato di disfarsi alla vista delle forze dell’ordine.

Luigi Scuderi (cl.1988), per trasporto di hashish, dopo una perquisizione in auto e il ritrovamento di quasi 30 chili di droga.

A Torino, sono stati bloccati Francesco Troina (cl.1971), sempre per trasporto di cocaina. Mohamed Lamine Zarouli, marocchino (cl.1985), Giuseppe Chiappetta (cl.1983), Marcello e Fabio Ritacco (cl.1973 e 1977) per detenzione ai fini di spaccio di hashishcon circa 11 chili in loro possesso.

Antonino Ivano Santangelo, dopo il rinvenimento e sequestro, dagli agenti della Sezione Antidroga in via Zaccà a Catania, occultati in un canneto – di alcuni borsoni contenenti 48 chili circa di marijuana.

Alla fase esecutiva hanno partecipato equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale e personale delle Squadre Mobili di Palermo, Messina e Cosenza.