Con lui anche Angelo La Piana e Silvio Calandrino legati alla “Progitec s.r.l” e Michele Far, responsabile dell’Ufficio Igiene e Manutenzione. L’indagine delle Fiamme Gialle riguarda la gara  d’appalto per la raccolta dei rifiuti, e l’intera operazione ha appunto preso il nome di “Operazione Differenziata”. Tutti i dettagli aggiornati in tempo reale, dopo la conferenza stampa.

Su delega della locale Procura distrettuale, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania
stanno eseguendo un’ordinanza di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo
nei confronti di 4 persone (2 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) indagate, in concorso, per
corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti per fatti attinenti
alla procedura di gara per l’assegnazione del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto
rifiuti nel Comune di San Pietro Clarenza (CT).

Tra gli arrestati, il Sindaco Giuseppe Bandieramonte e un funzionario dell’Ente locale nonché l’amministratore ed un dipendente della società aggiudicataria dei lavori.

Gli appalti oggetto dell’indagine sono relativi al periodo 2015 – 2018: nel periodo indagato la ditta aggiudicataria dei due appalti e affidataria in proroga tra le due gare è la Progitec. Appalto per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

I particolari dell’operazione sono stati illustrati  – nel corso della conferenza stampa odierna, alla presenza del Procuratore Distrettuale Carmelo Zuccaro; e possono essere così riassunti:

Destinatari della misura della custodia cautelare in carcere:
Giuseppe Bandieramonte (cl.1975), Sindaco di San Pietro Clarenza, al secondo
mandato elettorale quale primo cittadino;
Angelo La Piana (cl.1978), amministratore della PROGITEC S.R.L. – esercente
l’attività di “raccolta di rifiuti solidi non pericolosi” – con sede a Castel di Iudica (CT),
società aggiudicatrice della gara.

L’azienda in questione è indagata per “responsabilità amministrativa degli enti” (D.Lgs. n. 231 del 2001).

La misura degli arresti domiciliari è stata disposta nei confronti di:
Michele Faro (cl.1958), nella sua qualità di responsabile dell’Ufficio Igiene e
Manutenzione e del servizio “rifiuti solidi urbani” del Comune di San Pietro Clarenza
nonché responsabile unico dei procedimenti amministrativi oggetto di corruzione e
turbativa;
Silvio Calandrino (cl. 1979), dipendente della “PROGITEC” ma di fatto impiegato
presso il Comune di San Pietro Clarenza fino alla fine di ottobre 2018 quale
collaboratore del citato Faro.

L’investigazione ha disvelato l’esistenza di un articolato circuito corruttivo che ha visto il fluire di svariate utilità a beneficio dei pubblici ufficiali corrotti:

– assunzioni come lavoratori dipendenti nella “PROGITEC” su indicazione del sindaco
Bandieramonte, di soggetti che garantivano appoggio elettorale al Sindaco (tra i
quali anche la sua attuale compagna);
– sponsorizzazioni da parte della PROGITEC di eventi sportivi organizzati da associazioni
promosse da familiari del Sindaco;

– pagamento di stipendi per circa 50.000 euro annui a favore della compagna del Sindaco
per attività lavorativa presso la “PROGITEC”, attività di fatto mai effettivamente svolta.
Tra gli eventi sportivi sponsorizzati dalla “PROGITEC”, il circuito di 11 gare di atletica
organizzate nel 2018 in varie località della provincia etnea (dal centro Storico di Catania a
Misterbianco, passando per Trecastagni, Catania Civita, San Pietro Clarenza, Pasteria,
Militello in Val di Catania, Stadio Cibali di Catania, Randazzo, Piedimonte Etneo, Paternò)

– “PROGITEC CHALLENGE 2018” – evento promosso da associazioni sportive
riconducibili alla cerchia familiare del Sindaco Bandieramonte.
L’investigazione degli specialisti delle Fiamme Gialle etnee ha tratto spunto da alcune
denunce presentate da dipendenti del comune di San Pietro Clarenza con le quali si
segnalavano anomalie nella gestione del denaro pubblico, nonché i poco chiari rapporti
esistenti tra il Sindaco e gli amministratori della “PROGITEC”. Pertanto, su delega dell’A.G
etnea, venivano tempestivamente intraprese mirate ed approfondite indagini di p.g. –
svolte mediante intercettazioni telefoniche, ambientali, accertamenti bancari e analisi di
documenti pubblici prima acquisiti da banche dati e, successivamente, presso lo stesso
ente locale – che hanno portato alla luce un meccanismo corruttivo allarmante per la
sistematicità e la diffusione delle condotte lesive della cosa pubblica, caratterizzato da
rapporti professionali tra Sindaco e società privata, non improntati ai canoni
dell’imparzialità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione ma da un’evidente
“svendita” dei poteri discrezionali piegati all’esclusivo conseguimento di profitti personali
illeciti.

Le meticolose e celeri investigazioni condotte dai finanzieri del Nucleo P.E.F. di Catania,
avviate nel luglio del 2018, hanno riguardato gli affidamenti operati dall’Amministrazione
Comunale di San Pietro Clarenza alla PROGITEC S.R.L. (già denominata PROGITEC di
La Piana Angelo & C. Snc), pari a oltre 3 milioni e mezzo di euro a partire dal 2014.
I flussi di denaro pubblico in questione attengono, innanzitutto, agli affidamenti alla citata
s.r.l. assicurati dal Sindaco Bandieramonte mediante ordinanze sindacali contingibili e
urgenti aventi ad oggetto, rispettivamente, il servizio di raccolta e trasporto R.S.U. e altri
servizi non necessariamente attinenti a quest’ultimo, quali quelli della pulizia interna ai
locali del Municipio, pulizia tombini, impiantistica e spazio verde, pulizia scuole, servizi di
approntamento seggi elettorali, bonifica micro discariche e diserbamento.
In tale contesto investigativo, i Finanzieri hanno esaminato a fondo la procedura
amministrativa di affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti
urbani alla “PROGITEC” avviata dall’amministrazione comunale, nel dicembre del 2014, a
seguito della disdetta del precedente appalto con MOSEMA S.P.A.. In quel periodo,
pervenivano al Comune di San Pietro Clarenza le manifestazioni d’interesse all’immediata
esecuzione del servizio di spazzamento da parte della “PROGITEC” e della TECH
SERVIZI S.R.L. di Floridia (SR). Il responsabile del procedimento, il geometra Michele
Faro, interessava, oltre le due appena citate, anche il Consorzio PROSAT di Priolo
Gargallo (SR). La “PROGITEC” formulava l’offerta tecnica economica per l’esecuzione del
servizio indicando un onere mensile di 58.000 euro (+ IVA) mentre il Consorzio PROSAT
indicava quale prezzo mensile 67.000 euro (+ IVA). Con Ordinanza Sindacale n. 15 del 29
gennaio 2015, avente ad oggetto “servizio di raccolta rifiuti solidi urbani nel territorio
comunale. Ordinanza contingibile ed urgente per motivi igienico-sanitari ai sensi dell’art.
191 D.Lgs. 30 aprile 2006 n. 152”, a firma del Sindaco Giuseppe Bandieramonte, si
affidava alla PROGITEC di Lapiana Angelo &C. S.N.C. il servizio pubblico in
questione per il periodo dal 1° febbraio 2015 al 31 marzo 2015.

Tra gli elementi che hanno indotto gli investigatori e l’A.G. a ritenere che la gara pubblica
in questione fosse stata pilotata, la riconducibilità delle 2 imprese concorrenti alla vincitrice
dell’affidamento. Infatti, il citato Consorzio PROSAT risulta avere la propria sede legale
coincidente con una società cooperativa il cui rappresentante legale è Angelo La Piana; lo
stesso La Piana risulta ricoprire il ruolo di membro del Consiglio Direttivo del Consorzio
PROSAT dal febbraio 2013. Per quanto concerne, invece, la TECH Servizi S.R.L., la
stessa risulta essere il partner della PROGITEC in svariati affidamenti pubblici del servizio
“R.S.U.”, come emerso anche dalle intercettazioni telefoniche.

Va aggiunto che, tra gennaio 2015 e il 31 ottobre 2018, attraverso 18 ordinanze
Sindacali “contingibili ed urgenti per motivi igienico sanitari” adottate dal Sindaco
Bandieramonte, ai sensi dell’art. 191 D.Lgs 30 Aprile 2006 n. 152, la “PROGITEC”
manteneva l’affidamento in proroga del servizio in questione (per un totale di 3
milioni di euro comprensivi di IVA). La norma citata prevede che il Sindaco, qualora si
verifichino situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e
dell’ambiente, può emettere ordinanze contingibili e urgenti per consentire il ricorso
temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni
vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell’ambiente; dette ordinanze
hanno efficacia per un periodo non superiore a sei mesi e non possono essere reiterate
più di due volte (solo il Presidente della Regione, d’intesa con il Ministro dell’Ambiente può
adottare dette Ordinanze anche oltre i predetti termini). E’ evidente che, nel caso in
esame, il disposto normativo risulta violato.

A partire dal novembre del 2018, il servizio “RSU” risulta svolto dalla stessa PROGITEC
S.R.L. in ragione del nuovo contratto di appalto stipulato con l’A.R.O. (Ambiti di Raccolta
Ottimale) San Pietro Clarenza – Camporotondo Etneo.
Ulteriore gara oggetto di accertamenti economico-finanziari e ritenuta turbata dagli
indagati è l’affidamento di “lavori di rimozione microdiscariche e scerbamento del
territorio comunale” di San Pietro Clarenza, deliberato nel giugno 2015 a favore della
“PROGITEC” per un importo di oltre 30.000 euro (+ IVA).
Il servizio in questione veniva effettuato a seguito di aggiudicazione mediante trattativa
privata, curata dal responsabile dell’ufficio igiene e sanità, Geom. Michele Faro,
attraverso la preliminare consultazione di 5 ditte delle quali 3 presentavano un’offerta
economica. Oltre all’impresa vincente “PROGITEC”, figuravano la TECHNOPROJET
S.R.L., avente la sede in San Pietro Clarenza presso il luogo di residenza della compagna
del Sindaco e amministrata dal cognato di Angelo La Piana e la società cooperativa “LE
ALI DELLA VITA” nota alle cronache giudiziarie per il coinvolgimento di alcuni suoi membri
in fatti di criminalità organizzata (Processo “IBLIS”, intestazione fittizia dei beni e concorso
esterno in associazione mafiosa).

L’attività investigativa descritta, dunque, ha interessato un settore economico, quello degli
appalti per la gestione dei rifiuti, connotato dall’erogazione di rilevanti fondi pubblici,
disvelando un collaudato sistema corruttivo che ha favorito imprenditori e pubblici
funzionari infedeli con grave lesione di principi fondamentali per il nostro ordinamento –
quali la tutela della libera concorrenza e del mercato – e conseguente danno per gli
imprenditori onesti che, nonostante il periodo di crisi economica, operano nel rispetto della
legge.