Sei “beni immobili”, sei “beni mobili registrati”, rapporti finanziari e una impresa di commercio di autoveicoli, complessivamente stimati in oltre 500.000 euro appartenenti a Antonio Gagliolo, 37enne di Bronte sono stati confiscati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catania in base al decreto emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione

I beni erano stati già sequestrati nel dicembre 2016 dal personale della Dia, in esecuzione di un decreto di sequestro emesso dal Tribunale etneo, su proposta avanzata dal Direttore della D.I.A. in sinergia con la Procura Distrettuale Antimafia di Catania diretta dal Procuratore Carmelo Zuccaro.

Antonio Gagliolo è fratello di Daniele denunciato sedici anni fa per concorso nel tentato omicidio del boss Francesco Montagno Bozzone, capo dell’omonimo clan mafioso di Bronte collegato ai “Carcagusi” di Catania.

Arrestato dai Carabinieri nel dicembre del 2015 in una cava di Priolo mentre rubava materiale ferroso, nel curriculum di Antonio “Salvà” Gagliolo c’è di tutto: furti, danneggiamenti, ricettazione, riciclaggio di automezzi con numero di telaio alterato, associazione per delinquere, truffa, ecc., reati riguardanti automezzi pesanti e macchine industriali (escavatori, camion, betoniere, rulli compressori, frantoi, ecc.). Sorvegliato speciale, ha sempre condotto una vita al di sopra delle possibilità dichiarate al fisco.