Si apre un nuovo capitolo del processo sul duplice omicidio di Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez. I due coniugi sono stati uccisi in maniera particolarmente efferata a Palagonia il 30 agosto 2015 dal presunto killer, Mamoud Kamara all’epoca dei fatti ospite del C.A.R.A. di Mineo. Nel corso dell’udienza è stato esaminato attentamente i file del telefonino trovato di Kamara, sequestrato all’uomo il giorno stesso del delitto. Prossima udienza fissata per il 30 novembre, in occasione della quale saranno ascoltati gli ultimi testimoni

Il giudice della Corte D’Assise del Tribunale di Catania, Maria Concetta Spanto, ha ascoltato quattro ispettori della polizia di stato e un carabiniere della stazione di Grammichele. I testimoni durante l’attività investigativa avevano avuto modo di esaminare i filmati delle telecamere a circuito chiuso presenti nei negozi e supermercati attorno alla casa dei coniugi Solano, insieme al materiale trovato nel telefonino sequestrato a Mamadou Kamara.

Gli inquirenti avevano ricostruito il percorso fatto dall’ivoriano la notte dell’omicidio dopo che questi aveva lasciato il C.A.R.A. di Mineo  in sella ad una bicicletta. Kamara, così come altri ospiti del centro d’accoglienza, poteva allontanarsi a suo piacimento dalla struttura. Fondamentali e determinanti per l’identificazione dell’uomo sono stati i filmati acquisiti dalle telecamere del supermercato di Palagonia di fronte la casa dove si è consumato il duplice omicidio. Le immagini mostrano appunto Kamara entrare nell’abitazione dei coniugi Solano, per uscirne poi diverso tempo dopo.

La seconda fase del processo si è poi concentrata sulla refurtiva trovata in possesso a presunto omicida una volta rientrato al C.A.R.A.. Oggetto di dibattito è stato il telefonino che il ragazzo aveva cercato di far passare come suo. Subito dopo il sequestro e l’estrazione dei file è emerso che il cellulare in realtà apparteneva a una delle due vittime, esattamente a Vincenzo Solano. A confermarlo i tabulati telefonici, oltre che i video e le fotografie con i membri della famiglia Solano.

“Quanto successo durante l’ultima udienza in un certo qual modo ha confermato ciò che abbiamo sempre saputo e sostenuto durante il processo –  spiega il difensore della famiglia Solano, Francesco Manduca-. I filmati delle telecamere a circuito chiuso ritraggono un uomo entrare e uscire dall’abitazione dei due sfortunati coniugi, e quell’uomo è Mamadou Kamara. Adesso non ci resta che aspettare il 30 novembre. Nel corso della prossima udienza avremo modo di ascoltare gli ultimi due funzionari di polizia giudiziaria, insieme a tre cittadini, vicini di casa dei Solano”.