Tra i primi atti concreti del governo Musumeci si rischia di trovarsi servito un brutto pasticcio e riguarda tanti soldi e gli interessi di migliaia di pendolari ed utenti in una regione in cui la mobilità rappresenta una delle emergenze più complicate considerato che siamo ben oltre i livelli del quarto mondo. Il Movimento 5 Stelle e le associazioni dei consumatori denunciano di aver ricevuto troppo in ritardo, soltanto lo scorso 22 dicembre, la bozza di contratto e per di più priva di importanti allegati. Si tratta di un impegno decennale del valore miliardario con il quale il governo regionale potrebbe concedere a Trenitalia vantaggi non compatibili con gli interessi dei siciliani e per questo viene chiesto un rinvio della firma, la discussione pubblica in aula e l’istituzione di un Tavolo permanente a tutela dell’utenza.

“Siamo entrati in possesso della bozza, nemmeno completa di tutti gli allegati – affermano le deputate Ars 5Stelle Angela Foti e Valentina Zafarana – solo qualche giorno fa, nonostante l’avessimo chiesta ufficialmente. Un contratto che supera il miliardo di euro, che ci porteremo dietro per dieci anni, doveva essere pubblicizzato con notevole anticipo. Musumeci non può firmarlo frettolosamente. Ci sono troppi aspetti da chiarire prima”.

“Innazitutto – dicono le deputate – Trenitalia è stata inadempiente rispetto al contratto ponte di due anni fa, che prevedeva l’attivazione di una linea telefonica per le segnalazioni da parte dell’utenza e il wi fi sui treni regionali veloci. Dall’altra parte – dice Foti – sempre Trenitalia ha applicato con anticipo di un anno, rispetto a quanto previsto dal contratto ponte, gli aumenti per l’utenza che dovevano scattare dopo 12 mesi. L’offerta commerciale è più vantaggiosa per Trenitalia che per la Regione. Non favorisce – dicono – i pendolari, che non sono nemmeno menzionati. Inoltre si perdono le tracce dell’ammortamento dei treni Minuetto acquistati nel 2004, come non ci sono tracce delle nostre richieste in commissione che proponevano scontistica o gratuità per i militari, che venisse mantenuta la continuità territoriale per i lavoratori di Messina. La bozza inoltre non mette al riparo da nuove richieste di contributi alla Regione e si prevede un aumento del 3,5% annuo sino al 2026 sul biglietto e cioè una vera stangata per i cittadini. Siamo già abituati alle richieste di Trenitalia che nell’ultimo Collegato, ha ottenuto ulteriori 83 milioni”.

“Per tutte queste ragioni – concludono le parlamentari Cinquestelle – argomenti così strategici, richiederebbero una riflessione più attenta e approfondita di quella che Musumeci pare voglia mettere in atto. Un passaggio al Parlamento o alla commissione di merito, è doveroso, a meno che non voglia continuare sulla falsa riga di Crocetta”.

Insorgono anche le associazioni dei consumatori, tra tutte Federconsumatori che ha denunciato un atteggiamento ostativo da parte di Trenitalia, che ha permesso alle associazioni di prendere visione del testo del nuovo Contratto solo il 22 dicembre, tra l’altro in maniera incompleta, infatti, Trenitalia ha chiesto e ottenuto che alcuni allegati (in particolare il Piano Economico) venissero secretati.

Per quanto riguarda l’aumento del costo complessivo del Servizio svolto da Trenitalia nella Regione Siciliana, fissato al 3,5% annuo (che si tradurrà in un equivalente aumento del costo del biglietto pagato dagli utenti), Federconsumatori ritiene tale aumento troppo oneroso ed inaccettabile poiché non è agganciato ad un reale raggiungimento degli standard qualitativi e quantitativi prefissati. Secondo la Delibera 49/2015 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, infatti, ogni aumento dei biglietti deve essere fissato con il meccanismo del “Price Cap”: è previsto un limite di prezzo massimo applicabile al servizio, collegato alla qualità e quantità del servizio e il prezzo può aumentare solo se aumenta effettivamente la qualità e la quantità del servizio.

L’aumento previsto dal CdS che va alla firma nei prossimi giorni, invece, non è legato al raggiungimento di alcun obiettivo effettivo e verificabile. Federconsumatori Sicilia chiede, inoltre, la partecipazione attiva delle Associazioni degli utenti e dei consumatori e dei Comitati dei pendolari alla redazione della Carta dei Servizi recante gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate. Tale partecipazione è prevista dalla Legge 244/2007. Per quanto riguarda le somme stanziate dal CdS per coprire le spese del sistema di monitoraggio permanente della qualità e quantità dei servizi, che nella bozza ammontano ad appena 12.000 euro a carico di Trenitalia, Federconsumatori chiede che tale cifra sia elevata ad almeno 36.000 euro.

L’associazione chiede, inoltre, l’istituzione di un Tavolo Permanente di confronto tra la Regione e le Associazioni Consumatori ed i Comitati dei pendolari. Tale Tavolo Permanente si dovrebbe occupare anche di predisporre un piano operativo di miglioramento dell’accessibilità ai servizi ferroviari per le persone con disabilità o a mobilità ridotta e del programma degli investimenti insieme alla verifica dei meccanismi incentivanti (premi e penali) di efficienza, ricavi, redditività e numero di passeggeri trasportati. Secondo Federconsumatori Sicilia, poi, il valore complessivo massimo delle penalità stabilito nella bozza del Contratto nel caso in cui Trenitalia non riesca garantire gli standard di qualità e quantità previsti dal CdS appare molto modesto: 1% del valore del Contratto per il 2017 che salirebbe al 2% dal 2022 fino al 2026.

Una penalità del 4% sembra molto più efficace. Infine, Federconsumatori ritiene inaccettabile che gli eventuali premi economici previsti da questa bozza di Contratto dipendano esclusivamente dagli indici di soddisfazione degli utenti, che verranno rilevati tramite una società esterna certificata scelta con procedure di gara dalla stessa Trenitalia. L’appaltatore riceverebbe una premialità sulla scorta di indagini che esso stesso ha commissionato.

Insomma, una questione rilevante sulla quale si misurerà il cambio di linea rispetto ad un passato in cui le grandi compagnie hanno fatto strali dell’interesse pubblico dei cittadini siciliani e dei turisti ospiti di avere un sistema di trasporti se non proprio moderno quanto meno dignitoso e sostenibile.

Vedremo.