Niente cronaca, niente inchiesta, niente scoop: oggi è tristezza a Catania. Uno dei giovani di questa nostra città, appena 16 anni, ieri è andato a scuola, al Principe Umberto, come ogni giorno, come migliaia di altri coetanei. E non è più tornato a casa. Sappiamo che aveva problemi cardiaci. Si è accasciato ed ha concluso troppo presto una vita che non ha fatto in tempo a vivere. Ieri, come ogni venerdì, i ragazzi del nostro SudLife avevano la loro riunione di redazione e due di loro frequentano la stessa scuola di quel giovane sfortunato. Erano sconvolti, confusi: si può morire, anche a 16 anni. Anche così. Anche a scuola. Hanno imparato, ieri, la lezione più importante: che la vita è dura, può essere orribile, ingiusta, incomprensibile. Ma proprio per questo va vissuta con rispetto, con onore, con impegno, con amore. A questo nostro giovane, alla sua famiglia, ai compagni e docenti di quella scuola ci stringiamo con tutto l’affetto possibile ed offriamo il nostro silenzio in omaggio ad una giovane vita che faremo in modo non sia dimenticata perché se è successo in classe un senso deve averlo.