C’è un solo tema in agenda per Catania in questi giorni: il dissesto e quanto accadrà con le scadenze del 30 giugno. Lo ripeteremo sino alla noia, per non assumerci la responsabilità di sentirci dire domani che non siamo stati sufficientemente chiari nel sostenere l’allarme lanciato dai vertici comunali: occorrono interventi legislativi e governativi immediati prima che in città scoppi il macello con decine di migliaia di famiglie senza stipendi. Stiamo provando ad individuare e “sensibilizzare” le singole persone che, in qualche modo ed a qualsiasi livello, possono svolgere un ruolo determinante nella soluzione del gravissimo problema ormai in emergenza oppure nel suo precipitare. Così, sempre a futura memoria…

Mancano pochi giorni al disastro, senza un concreto ed immediato intervento ormai atteso da un anno, il comune di Catania dopo il dissesto dovrà anche dichiarare il default definitivo con l’impossibilità di pagare gli stipendi e liquidare i fornitori per i servizi anche essenziali.

Ieri abbiamo ricordato che in Consiglio dei Ministri siede, cosa accaduta raramente e quando accaduta abbastanza deludente, addirittura un ministro catanese, Giulia Grillo, che speriamo si lo ricordi rapidamente che questa città, come tutta la Sicilia, è stata forse fin troppo generosa con lei e con tutto il suo movimento alle scorse elezioni.

Un’altra figura chiave che i problemi di Catania dovrebbe conoscerli bene, per il fatto stesso di essere il commissario della Lega in Sicilia con un filo diretto con l’assessore comunale all’Ecologia Fabio Cantarella, è il senatore Stefano Candiani.

Stefano Candiani, 48 anni di Busto Arsizio in provincia di Varese, è senatore della Repubblica dal 2013, viene dalla gavetta dell’impegno amministrativo avendo cominciato nel ’97 come consigliere comunale a Tradate fino a diventarne sindaco nel 2002: dovrebbe capire bene quindi i meccanismi di funzionamento di un ente locale e quanto possa essere drammatico per la comunità il blocco finanziario di un comune, ancor di più delle dimensioni metropolitane di Catania.

Con le scorse elezioni politiche ed il varo del governo gialloverde presieduto da Giuseppe Conte, il 12 giugno 2018 Candiani viene nominato Sottosegretario di Stato al Ministero degli Interni, collocandosi così tra le persone a più stretto contatto con il leader della Lega Matteo Salvini che pure lui qualche arancino e granita è venuto ad assaggiarli da queste parti in campagna elettorale: basterebbe che lo chiamasse all’interfono del ministero (se lo trova) per ricordargli che Catania sta per saltare in aria.

Tra l’altro, proprio il Ministero degli Interni, insieme al MEF, ha le maggiori competenze, e quindi responsabilità, nella gestione delle crisi degli enti locali.

Candiani questo lunedì mattina atterrerà intorno alle 10.30 per partecipare ad un Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza convocato dal prefetto di Catania Claudio Sammartino che siamo certi non perderà l’occasione per rappresentare al Signor Sottosegretario che tra un pò dovranno mandare i carri armati piuttosto che pensare alle prossime elezioni sempre più probabili a settembre.

Subito dopo è prevista una visita di cortesia a Palazzo degli Elefanti dove il sindaco Salvo Pogliese dovrà ribadire le richieste già formulate in tutte le sedi possibili ed in ultimo nella lettera aperta al premier Conte: sospensione per l’arco temporale del dissesto delle rate di mutui e delle anticipazioni ricevute da Mef e Cassa Depositi e Prestiti con rinegoziazione successiva degli interessi; conferma degli ulteriori 2/12 dell’anticipazione di cassa fino a completamento del risanamento; nuove entrate dirette come avvenuto per Roma Capitale; la Tari nella bolletta elettrica per garantire una riscossione certa.

Interventi che vanno attuati, almeno per la sospensione delle rate di mutuo e conferma delle anticipazioni di tesoreria, entro il 30 giugno, magari inserendoli con un semplice emendamento nella legge di conversione del “Decreto Crescita” attualmente in fase di approvazione alla Camera dei Deputati.

Non sono difficili da capire e non sono provvedimenti che violano i principi di rigore ai quali pur ci si dovrà attenere dopo le follie degli ultimi anni: sono semplicemente indispensabili a garantire ordine e sicurezza sociale ad una comunità italiana di oltre 1 milione di abitanti.

Una città che, come abbiamo scritto già lo scorso ottobre e ripetuto più volte sollecitando l’esigenza di una legislazione speciale, è vittima della criminalità politica ed è indispensabile impedirne il tracollo sociale.

Non è più tempo di passerelle e sopralluoghi: non porteranno bene.

Che dice Sottosegretario Candiani, lo alziamo ‘sto citofono?