Strumento democratico di condivisione o ambiente pericoloso? E’ questa la domanda che turba un poco il compleanno del World Wide Web, una buona occasione per riflettere sui cambiamenti che lo hanno attraversato.

Internet è nato negli Stati Uniti alla fine degli Anni 70 grazie a ingenti investimenti in campo militare, universitario e di ricerca, ma si è poi trasformato in un mezzo di comunicazione globale.

E’ accaduto esattamente 30 fa quando un giovane ingegnere informatico inglese Tim Berners-Lee (1955) ebbe l’idea che ha cambiato il modo in cui tutto il mondo gestisce ora le informazioni.

Al CERN di Ginevra –  l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, comunemente conosciuta con la sigla CERN, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle-  nel marzo del 1989  Berners-Lee mise per iscritto la sua proposta per la costruzione di un sistema che permetteva la condivisione delle informazioni in maniera semplice tra diversi computer.

Poco tempo dopo, nel 1990, con  il documento WorldWideWeb: Proposal for a HyperText Project, firmato con il suo collega Robert Cailliau,  formalizzava ufficialmente, sancendo la nascita del World Wide Web come una rete ipertestuale basata sul protocollo http navigabile attraverso un browser.

Berners-Lee aveva in sostanza dotato Internet di un’interfaccia facile da usare grazie alla quale chiunque da quel momento avrebbe potuto pubblicare informazioni, collegarle tra loro per mezzo di link e renderle accessibili a chiunque in ogni parte del pianeta.

Il Web però non è stato soltanto un’innovazione tecnologica.

Le radici culturali su cui si fonda sono principi etici universali: condivisione, apertura e collaborazione.

L’idea di base di Berners-Lee era quella di costruire un network decentralizzato, senza padroni, libero, gratuito, utilizzabile da tutti per scambiare informazioni, collaborare alla risoluzione di problemi e portare avanti collettivamente nuove idee.

Non tutto è andato come Berners-Lee si immaginava.

Con l’arrivo delle grandi corporation prima e del Web 2.0 poi, lo scenario si è trasformato profondamente minando i principi libertari su cui era nata la rete.

Negli ultimi 20 anni il Web è stato colonizzato da colossi come Google, Facebook e Amazon, generando problemi di ogni tipo sul fronte della privacy e della sicurezza dei dati.

Questi ultimi raccolti, spesso senza autorizzazione, e utilizzati a fini commerciali, politici, persino di controllo e repressione, come testimoniato da numerosi scandali emersi negli ultimi anni, dalle rivelazioni di Snowden al caso Cambridge Analytica.

Immaginate di avere un grande problema da risolvere, come il cambiamento climatico oppure la cura per il cancro, ma i pezzi per farlo sono nei cervelli di persone diverse. Questo era l’obiettivo del Web: connettere queste persone”, ha spiegato Berners-Lee in un recente incontro organizzato negli Stati Uniti dal Washington Post.

Ma oggi a trent’anni di distanza, ha poi sottolineato, il Web è stato “rapito dai truffatori” e trasformato in una piattaforma in cui la disinformazione dilaga come un’epidemia e la privacy viene continuamente sacrificata a favore del profitto aziendale.

Le celebrazioni dell’anniversario della nascita del World Wide Web, in ogni caso, partono ufficialmente proprio oggi 12 marzo e proprio dal CERN di Ginevra con l’evento Web@30.

Tim Berners-Lee, Robert Cailliau e molti altri esperti e pionieri della rete condivideranno con il pubblico le loro visioni sul web di oggi e su quello del futuro, introdotti da Fabiola Giannotti, diventa da poco direttrice generale di questo cento di ricerca.

La festa di compleanno poi proseguirà a Meyrin, sempre in Svizzera, poi a Londra e a Lagos, in Nigeria, per una durata complessiva prevista di trenta ore.

Sarà possibile seguire in streaming tutto quanto sul sito del CERN.


Aldo Premoli, milanese di nascita, vive tra Catania, Cenobbio, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige il periodico specializzato nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia”, “Artribune”. Ha pubblicato libri di saggistica e fondato, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige il tendermagazine Sudstyle.