È attesa per oggi la decisione del Tribunale Fallimentare di Catania che dovrà stabilire se l’Opera Diocesana Assistenza, ente ecclesiastico di assistenza con 500 dipendenti e migliaia di assistiti, potrà continuare la sua fondamentale attività. Il coordinamento regionale formazione del sindacato COBAS ha espresso “dissenso al fallimento della Fondazione e sostegno al piano di ristrutturazione già avviato dall’Ente”, mentre i lavoratori hanno emanato una lettera aperta con cui comunicano di attendere la decisione riunendosi in assemblea presso  la sede di via Galermo invitando le famiglie degli utenti. I due comunicati in versione integrale.

Il comunicato COBAS-Formazione

“La scrivente Organizzazione Sindacale COBAS – Formazione – L.P., dopo le battaglie e le manifestazioni fatte nei mesi del 2017 per il salvataggio delle attività O.D.A., il mantenimento dei livelli occupazionali e la prosecuzione delle attività assistenziali, oggi, di fronte ad un ennesimo pronunciamento del Tribunale di Catania che decide comunque le sorti di tutto il personale e degli utenti delle strutture, ESPRIME il proprio appoggio alla Fondazione, si augura che si arrivi ad una risoluzione chiara e definitiva che non produca il fallimento dell’Ente e, come spesso accaduto nel settore della Formazione Professionale, un danno esclusivo alle parti più deboli (lavoratori ed utenti) i quali, negli Enti dichiarati falliti sono stati gli unici a pagarne le conseguenze. Si ribadisce in maniera inequivocabile e chiara, il nostro dissenso al fallimento della Fondazione, apprezziamo il Piano di Ristrutturazione già avviato dall’Ente, che garantisce diritti e  rosecuzione di assistenza, ed un rinnovo reale della gestione di una delle più antiche Associazioni assistenzialistiche della provincia di Catania. DICHIARIAMO la nostra partecipazione ed il nostro totale appoggio a tutte le manifestazioni dei lavoratori dell’’O.D.A., invitiamo, qualora così non fosse, tutti i lavoratori all’unione, a condividere tra loro le problematiche, creando battaglie comuni e abbandonando preconcetti di appartenenza aziendale o sindacale.”


 

La lettera aperta dei lavoratori ODA:

“Il 15 febbraio, è sicuramente il giorno più difficile che l’O.D.A. si trova ad affrontare in attesa di una sentenza che, se non rigetterà la richiesta di fallimento da parte del p.m. a seguito dell’istanza presentata dall’ex A.D. rimosso, porterà alla distruzione di un Ente che opera dal 1963.

Abbiamo più volte scritto e detto ciò che ha fatto la Fondazione in questi anni, il supporto e l’attaccamento manifestato da S.E. Mons. Gristina, la lungimiranza con cui il Commissario Straordinario ha preso, negli ultimi mesi, decisioni ed attuato modifiche tali da avviare un reale risanamento; ciò ha portato l’Ente a riappropriarsi della fiducia delle Istituzioni e dell’Amministrazione pubblica; la competenza con cui l’Avv. Landi ha avviato un sano percorso di riorganizzazione che sta garantendo la continuazione delle attività; la capacità del personale di affrontare e superare qualunque momento critico abbia vissuto l’O.D.A., la condivisione e l’unione che è insita per ideologia e cultura nei lavoratori nell’affrontare battaglie comuni.

Ed è proprio con questo spirito e per queste motivazioni che il 15 febbraio gli operatori della Fondazione si riuniranno dalle ore 9 davanti la sede amministrativa in via Galermo 173, per condividere, discutere e confrontarsi in merito alla pronuncia del Collegio che si riunirà in camera di consiglio e che deciderà le sorti dell’Ente.

Siamo grati a tutta la cittadinanza e alle famiglie dei nostri assistiti per la solidarietà dimostrataci in questo difficile e delicato momento; siamo riconoscenti del fondamentale apporto datoci dai giornalisti di molti quotidiani, che hanno supportato le nostre battaglie, dando spesso un contributo importante nell’evidenziare in maniera obiettiva ed asettica problematiche ed intrighi che spesso chi ne è coinvolto non coglie.

Inoltre, consapevoli che questo momento è condiviso dai fruitori dei nostri servizi, i lavoratori saranno felici di accogliere le famiglie degli assistiti, per stringersi tutti in un momento di riflessione.”