Una storia infinita quella della grave situazione in cui versa l’Azienda Metropolitana Trasporti di Catania, e ovviamente i suoi dipendenti. Dopo un primo sciopero, il 7 aprile, sembrava essersi mosso qualcosa, ma poi la proclamazione di una nuova manifestazione solo un mese dopo all’incirca, il 5 maggio, revocata per dare fiducia all’amministrazione comunale e ai vertici della partecipata, di fatto immobili, e adesso l’ufficialità di un corteo con blocco delle attività per 8 ore il 29 maggio prossimo. E nel frattempo, per cercare forse di mettere un’altra pezza, il presidente Carlo Lungaro convoca le parti per lunedì 22

Non c’è pace per l’Amt, che da anni ormai non sembra trovare stabilità, ma vivere in equilibrio precario, a causa dei mille problemi finanziari, gestione e assoluta assenza dell’Amministrazione comunale e dei vertici dell’azienda.

Da qualche mese la vicenda vive una fase calda, forse bollente, e si spera risolutoria, perchè due scioperi dei dipendenti in poche settimane, fanno presagire il punto di rottura ma anche forse la risalita. Era stato proclamato infatti per il 5 maggio scorso il secondo sciopero dei lavoratori dell’azienda, dopo quello del 7 aprile, dalle sigle sindacali Faisa-Cisal e Fast-Confsal tramite i rappresentanti Romualdo Moschella e Giovanni Lo Schiavo.

La manifestazione era stata poi messa in stand by, come segno di buona volontà verso l’Amministrazione comunale, che avrebbe dovuto dare segnali reali per risolvere finalmente le difficoltà insieme ai vertici aziendali. Purtroppo, come spesso avviene da tempo a Catania, il comune riesce solo a parlare, ma senza fatti concreti a seguito.

Si sono rivelate soluzioni prive di fondamento quelle relative alla fusione tra Amt e Circumetnea, come anche l’ingresso nella partecipata di BusItalia e pertanto ai dipendenti, non rimne che la “lotta”, lo scendere in piazza creando un disservizio, più di quello che per mancanza di risorse, già perpetua quotidianamente, con la speranza che incrociare le braccia a fine mese serva a smuovere le acque una volta per tutte.

Le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali Moschella e Lo Schiavo, nel comunicato con cui si proclama il nuovo sciopero sono quantomai emblematiche: “Avevamo ritenuto opportuno revocare lo sciopero del 5 Maggio 2017, volendo dare ancora una volta fiducia all’Amministrazione Comunale, nonché, al nuovo CDA di Amt/Spa, con l’auspicio che potesse avvenire un sano e costruttivo confronto di merito fra le parti, al fine di poter stabilire in maniera congiunta, il percorso da farsi, utile a fare uscire dalle sabbie mobili la Partecipata; invece, come sindacati autonomi, abbiamo avuto modo di registrare il lassismo totale e un ulteriore inadempienza contrattuale da parte dei vertici della Società, compiegatasi con l’adottato provvedimento amministrativo a firma del Presidente Lungaro che con l’Ordine di Servizio n. 84 del 15 Maggio scorso, sono state apportate delle modifiche alla macrostruttura aziendale e consequenziale affidamento a mansione superiori, senza aver tenuto conto del dovuto e propredeutico esame con le forze sociali. Pertanto, essendo venuti meno i presupposti che hanno portato alla revoca dello sciopero, le nostre segreterie, loro malgrado, si sono viste costrette a proclamare una nuova azione di sciopero, prevista per la giornata del 29 Maggio pv”.

Nulla di più chiaro quindi, con i vertici della partecipata e l’amministrazione comunale come artefici di una situazione ingestibile e ormai solo da poter affrontare con la protesta, che comporterà un blocco di otto ore per gli autisti, dalle 10 alle 18, e il restante personale che anticiperà la smonta dal servizio tre ore prima rispetto all’orario del proprio turno lavorativo.

Le problematiche alla base riguardano sempre gli stessi punti dolenti: turni e servizi, visite mediche, aggressioni al personale e ovviamente gravissime condizioni economico finanziarie.

Nel frattempo i sindacati sono stati convocati per giorno 22.