Il comune di Catania pubblica un prospetto sull’aggiornamento degli interventi del “Patto per lo sviluppo della città di Catania”, con l’aggiunta di alcune opere, tra cui l’acquisto e la riqualificazione del Teatro “Angelo Musco”, la cui chiusura è stata al centro di aspre polemiche. Questi nuovi lavori, dovrebbero essere possibili grazie alle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione e come spiega Fabio Finocchiaro, dirigente comunale e responsabile unico dell’attuazione del patto: “Abbiamo avuto la possibilità tramite ribassi d’asta, di inserire ulteriori interventi. Come sempre però la scelta di questi spetta alla Cabina di Regia, all’amministrazione”. Insomma un libro dei sogni che forse non verrà mai aperto!“Cerchiamo di sfruttare i ribassi per migliorare ciò che potrebbe essere fatto, ma non cambia molto rispetto al progetto iniziale. Di sicuro l’acquisto del Teatro Musco e la riqualificazione del campo San Teodoro sono tra quelli più importanti. I tempi purtroppo sono poi dettati da tanti fattori, legati sopratutto ai responsabili dei procedimenti, alle gare d’appalto, e successivamente alle assegnazioni per poi arrivare all’esecuzione dei lavori”.

Un esempio è proprio il campo San Teodoro di Librino, sede sportiva della squadra di rugby dei “Briganti”, bella realtà di un quartiere abbandonato a se stesso. Da tempo, tutto il complesso sportivo versa in condizioni disastrate, con il progetto di una riqualificazione che ora viene inserita all’interno del Patto per Catania, ma chissà quando avverrà realmente, pur essendo oggetto di promesse da anni, in primis da parte del sindaco Enzo Bianco.

Di sicuro tra le più importanti spicca l’acquisto e riqualificazione del Teatro “Angelo Musco”. Chiuso dalla fine dello scorso anno dopo essere stato sfrattato, quella che era un’eccellenza catanese, un luogo simbolo del teatro etneo e non solo, oggi viene confermato che verrà acquistato e riqualificato per 1.570.000 euro, anche se non sono chiari i tempi per la sua rinascita. Fra l’altro sembra che un gruppo di imprenditori con a capo l’ex direttore del Teatro Stabile Giuseppe Di Pasquale, si stanno studiando un progetto per la sua rinascita. Quindi non si capisce bene quale priorità e che volontà ci sarà di riportare ai suoi fasti l’istituzione teatrale della città.

Un altro grosso intervento è quello della sistemazione idraulica del torrente Forcile e dei suoi affluenti. In questo caso, la rimodulazione prevede una riduzione delle risorse FSC.

Tra i nuovi interventi programmati inoltre c’è la manutenzione delle scuole, adeguamento e ristrutturazione dei plessi e la rifunzionalizzazione della rete museale di Catania e del Centro Direzionale San Leone, anch’esso nota dolente dell’attuale amministrazione.

Di fatto però i tempi si allungano, e quasi certamente non verranno rispettati, almeno per alcune opere importanti, come ad esempio la rete fognaria e già evidenziato da Sudpress poche settimane fa. E adesso, nuove opere. Sulla carta progetti importanti che darebbero lustro alla città, e risolverebbero alcune controversie vecchie di anni.

Ma la verità è forse che tali questioni si legano a promesse e passerelle, utili in passato ad eccitare la piazza, ma ormai stantìe e molto poco credibili, sopratutto perchè mai rispettate.

Non resta che aspettare dunque e vedere quando e come questo famigerato Patto per Catania, trovi attuazione del tutto, e non rimanga un semplice pezzo di carta firmato davanti ai fotografi e pieno di belle idee.