Lo chef siciliano Giuseppe Raciti è finalista per la seconda volta consecutivamente al prestigioso premio culinario “Bocuse D’Or”. La kermesse che decreterà il migliore tra i migliori in Italia, farà da trampolino per partecipare alle competizioni europee e mondiali. Poche settimane prima della finale di Alba, in Piemonte, Raciti ha scelto Catania e la palestra gastronomica “Etna Food Academy”, per uno degli ultimi allenamenti in vista dell’ambito traguardo

Gli ingredienti selezionati con cura e i piatti preparati con attenzione maniacale, sotto il più stretto riserbo, per non fornire assist agli avversari in gara. Questo è l’allenamento tipo dello chef Giuseppe Raciti, che si prepara a competere di nuovo al “Bocuse D’Or”, con la ferma intenzione di vincere e proseguire l’avventura. Nulla va tralasciato, dalla pulizia della cucina, alla conservazione degli alimenti e l’organizzazione del lavoro nei box.

Un lavoro massacrante, con ore e ore di preparazione, affinchè tutto sia perfetto in gara e i meccanismi oliati in modo ineccepibile, per ottenere solo e soltanto la vittoria. E’ questa la vita dei grandi chef da competizione, che nel caso di Giuseppe Raciti, sono anche chef di professione. Quindi non solo tempo dedicato alle gare ma tanto, dedicato al lavoro vero e proprio, quello svolto all’interno dei ristoranti.

Una storia intensa quella di Raciti: a 22 anni Capo Partita alla corte del maestro Santin (2 stelle Michelin), dopo 1 anno, con Massimo Mantarro (2 stelle Michelin) al Principe Cerami di Taormina. Con lui si forma e sotto suo suggerimento, viste le notevoli doti, va a fare esperienza all’estero, affinchè professionalità e competenze prendano un respiro internazionale.

Nel 2014 inizia la sua prima esperienza di cucina davvero “sua” come chef in un  ristorante di Riposto, Giarre. La grande professionalità e le notevoli doti tecniche dimostrate in questo ruolo vengono premiate nel 2017 quando gli viene assegnato il titolo di miglior chef emergente under 30 2016 del Sud Italia.

Due anni fa è al “Bocuse d’Or 2016”, tra i 12 chef finalisti per la selezione Italiana, vincitore del Premio Europa, istituito dalla Comunità Europea per gli chef che maggiormente si distinguono nel rispetto e nella valorizzazione della materia prima.

Quest’anno, affiancato da un giovanissimo, nemmeno maggiorenne, ma bravissimo Marco Sciacca, e con la supervisione nella preparazione ed allenamenti dello chef della Nazionale Italiana Cuochi, di cui anche Raciti fa parte, Francesco Gotti, la sfida è stata lanciata in ambito nazionale e si spera anche in quello internazionale poi, per quello che potrebbe essere il trionfo del made in Sicily.

A decretare i finalisti, una giuria di grandissimi esperti, presieduta dallo chef tristellato Enrico Crippa, del ristorante Duomo di Alba e da Luciano Tona, chef e direttore dell’Accademia Italiana del Bocuse d’Or. Nulla sarà lasciato al caso da parte dei giudici, come dei competitori. Su tutto vigeranno regole precise, dai pesi degli alimenti, alla preparazione, tipologia, tempistiche e messa sul piatto. Ovviamente, parametro principale e fondamentale, il gusto.

Il Bocuse d’or, è stato creato nel 1987 da Paul Bocuse, il cuoco lionese che da oltre mezzo secolo detiene con il suo ristorante le tre stelle Michelin e che è considerato uno dei maestri della cucina francese. Si tiene ogni due anni con selezioni in tutti i continenti e la finale mondiale che si tiene appunto a gennaio degli anni pari a Lione in contemporanea con il Sirha la più importante fiera dell’hotellerie e della ristorazione internazionale. Tutte e due le manifestazioni sono organizzate dalla multinazionale francese Gl Event che è anche proprietaria del Lingotto Fiere di Torino.