Come accade ormai da alcuni anni, in prossimità dell’inizio delle festività Agatine, il Comune diffonde le consuete ordinanze “intimidatorie”, per scoraggiare il trasporto di ceri accesi, l’utilizzo di bombole da parte dei venditori ambulanti e la vendita lungo tutto il percorso di bevande in bottiglia. In realtà, salvo clamorose smentite, anche quest’anno tutto resterà come sempre, con i divieti puntualmente violati, in primis per l’inciviltà e la noncuranza di molti presunti “fedeli” ed appassionati partecipanti alla festa catanese, ma anche per lo scarso controllo esercitato. Intanto, per lo spettacolo pirotecnico di Villa Pacini si è stabilito il “divieto abitativo nel raggio di 100 metri

Si è discusso e si continua a farlo, sui costi sostenuti, a volte esagerati, specie in questo momento storico, per alcuni dei momenti che scandiscono le tappe della festa, come ad esempio i fuochi d’artificio. Oltre alla spesa enorme, fa scalpore anche l’ordinanza comunale sulla messa in sicurezza delle zone limitrofe a Villa Pacini, sulla base di una circolare ministeriale. Il documento prevede infatti, che durante lo sparo, nel raggio di 100 metri, nessuno debba sostare, ma anche abitare o frequentare immobili limitrofi.

Quindi, in teoria, ma solo in teoria, nelle case che si affacciano su piazza Duomo e persino a Palazzo degli Elefanti, probabilmente non ci dovrebbe essere nessuno a guardare i fuochi affacciati sui balconi. Cittadini e soprattutto i turisti che ogni anno prenotano un posto in prima fila pagando anche centinaia di euro nei locali e negli hotel in piazza e zone limitrofe, per seguire e ammirare i fuochi, non dovrebbero starci.

Un’altra delle questioni più dibattute negli ultimi anni è stata quella della cera di cui si riempiono le strade del centro storico e che deve poi essere rimossa nei giorni successivi, non prima che molta gente a piedi o sui mezzi a due ruote, vi scivoli sopra con rovinose cadute.

Fino a poco tempo fa, i devoti portavano in spalla le enormi candele accese, in mezzo alla folla, con rischio per tutti. Da qualche anno, questa consuetudine si è un pò ridotta, ma non è raro vederne comunque diversi, accesi ed in movimento, quando l’ordinanza comunale specifica, preveda il contrario.

Altra questione legata alla sicurezza riguarda il divieto di vendita in bar, locali e bancarelle di bevande in bottiglie di vetro. La noncuranza di buona parte dei partecipanti alla festa, ma anche il controllo non capillare, porta ad un accumulo di spazzatura per le strade e ad un rischio notevole a causa del materiale.

Infine, il divieto di utilizzo di bombole a gas da parte degli ambulanti, lungo tutto il percorso del fercolo, per questioni ovviamente di incolumità pubblica. Anche questo troppo spesso disatteso, ma importante, per evitare pericolosi incidenti, sempre dietro l’angolo, specie durante una ricorrenza, che nei giorni della festa, vede scendere in strada migliaia e migliaia di persone di tutte le età.

La sicurezza rappresenta spesso un punto di scontro e dibattito per gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica, a causa di scarso controllo da parte di chi dovrebbe vigilare, e strafottenza assoluta di chi invece si trova dall’altra parte e dovrebbe evitare comportamenti potenzialmente pericolosi, oltre che incivili, per gli altri.

Già l’anno scorso si sfiorò la tragedia, quando nella notte la condotta colabrodo del gas ebbe una perdita proprio in una piazza Cavour, stracolma di gente, dove di lì a poco ci sarebbero stati i tradizionali fuochi pirotecnici. Per fortuna i cittadini accortisi della perdita, lanciarono l’allarme, con la tensione, nella piazza gremita, che fu molto alta per ore.

Allora, come spesso accade, il comune, per bocca del primo cittadino Enzo Bianco, minimizzò il problema, non spiegando perchè i controlli del caso sulla vetusta condotta del gas, non fossero stati fatti per tempo.

Un miracolo di Sant’Agata dunque, per chi ci crede. Ma una festa di tale proporzioni, con la mole di persone che vi partecipano da tutto il mondo facendone una vera attrazione internazionale per la città di Catania, dovrebbe quantomeno avere un livello di sicurezza e di rispetto di questa adeguato, da parte di istituzioni e forze dell’ordine.

Purtroppo non sempre è facile averla, per la negligenza di molti, ma è assolutamente necessario provarci al meglio per evitare potenziali rischi gravi.