E’ una campagna elettorale “sui generis” quella che si apre ufficialmente con la presentazione delle liste di ieri sera. Doveva esserci un ricambio in un certo senso anche generazionale, avevano promesso i leader dei partiti. Ma più che un cambio una vera e propria rivoluzione, con nomi eccellenti sacrificati sull’altare del “nuovo” di garanzia che ha causato oltre all’esclusione di alcuni “eccellenti”, la retrocessione, con poche probabilità di essere eletti, di altri. A fare scalpore in particolare, pur essendo esclusioni ed assenze annunciate, quelle dell’ex Governatore Rosario Crocetta, dell’alfaniano Giuseppe Castiglione ma anche dell’europarlamentare Salvo Pogliese per Forza Italia

Primo sacrificato fra tutti, ma praticamente si era capito molto presto che non sarebbe stato candidato, è stato l’ex Governatore Rosario Crocetta che ha dichiarato di non portare rancore. Certo è che per lui dev’essere stata una batosta non da poco non vedere il suo nome tra i candidati, dopo aver rinunciato a correre di nuovo per la presidenza della Regione in cambio della promessa di un seggio al Senato. Appunto, una promessa, ma si sa che le promesse, come le bugie, possono avere le gambe corte.

Insieme a Crocetta, è stato “epurato”, come lui stesso si è definito, Beppe Lumia, senatore messo fuori gioco a suo dire, per l’appartenenza all’area Orlando – Emiliano.

Altro escluso eccellente è l’ex Ministro Gianpiero D’Alia, Udc, messinese e senatore uscente, fatto fuori in men che non si dica, tanto da dichiarare di voler abbandonare la politica.

Tornando a Catania, tra i sacrificati eccellenti ci sono sicuramente l’attuale sottosegretario e deputato di Ncd Giuseppe Castiglione che non compare in nessuna lista. Dopo anni in Parlamento, pare abbia deciso di non abbandonare la politica ma solo di “saltare”questa tornata elettorale, forse anche a causa dei risultati a dir poco deludenti della sua coalizione alle scorse elezioni regionali ed in attesa di opportunità migliori.

Non sarà della “partita” neppure il senatore Vincenzo Gibiino, fuori dai giochi così come il senatore uscente e non ricandidato Antonio Scavone, medico catanese, presidente del gruppo “Noi con l’Italia” da gennaio 2018.

Egualmente, non correrà al Parlamento, l’europarlamentare forzista Salvo Pogliese, nome forte del centro destra isolano e catanese, che potrebbe già essere proiettato alle prossime elezioni comunali del capoluogo etneo. Ma di forzisti catanesi, in realtà ce n’è ben pochi. Basilio Catanoso in lizza per il seggio uninominale acese del Senato e Letterio Dario Daidone, terzo al proporzionale nel collegio di Catania Acireale dopo il ragusano Nino Minardo e la messinese Matilde Siracusano. Niente da fare neanche per Giuseppe Pagano, detto Pippo, che dal Pdl, nel quale era stato eletto senatore, passa all’Ncd di Alfano e poi, sciolto questo, aderisce ad Alternativa Popolare. Alle ultime elezioni sostiene Musumeci anziché Micari ma in questa competizione rimane fuori lo stesso.

A sinistra gli esclusi sono Luisa Albanella, deputato del Pd uscente e Concetta Raia, ex deputato regionale, alla quale era stato offerto il posto per la corsa al collegio uninominale di Paternò, praticamente inutile, che l’ha portata a scegliere infine il ritiro dalla corsa. Al suo posto il Pd schiererà Maria Grazia Pannitteri e non la consigliere comunale Ersilia Saverino come si era detto in un primo momento, che resta quindi esclusa.

Dopo il caos delle scorse settimane sulle “parlamentarie”, che avevano suscitato non poche polemiche, il Movimento 5 Stelle schiererà nomi nuovissimi tra imprenditori e giuristi, ma anche “vecchie glorie”, che tengono saldamente in mano il timone pentastellato dell’Isola.

Non ci sarà però, la senatrice Ornella Bertorotta, ritiratasi per via dell’indagine su presunte pressioni nell’assunzione di personale in una casa famiglia.