Alcuni tra i nuovi eletti sono volti noti, come Raffaele Stancanelli e Valeria Sudano, sopravvissuti di centro destra e sinistra dopo l’ondata grillina delle elezioni politiche. Ma la maggior parte dei nuovi o riconfermati parlamentari, appartengono al Movimento 5 Stelle e sono poco conosciuti ai più, ad eccezione forse, di Mario Giarrusso, Giulia Grillo e Nunzia Catalfo. Tra i nuovi parlamentari però ci sono anche Laura Paxia, Simona Suriano, Tiziana Drago, Eugenio Saitta, Santi Cappellani e Cristiano Anastasi. Chi sono quindi gli uomini e le donne che rappresenteranno in Parlamento la parte orientale della Sicilia che comprende Catania e dintorni?

Un vero e proprio plebiscito quello ottenuto dal movimento nato ormai più di dieci anni fa da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che dopo le Regionali dello scorso novembre, ha riconfermato anche alle Politiche che la Sicilia è in gran parte pentastellata. Ed infatti il Movimento 5 Stelle ha fatto incetta di seggi, sia all’uninominale, dove ha vinto tutti i duelli, staccando i concorrenti anche in modo clamoroso, ma pure al proporzionale.

Nella zona di Catania, i grillini si sono dimostrati fortissimi come nel resto dell’isola, portando alla vittoria ben nove candidati.

Nel catanese, all’uninominale per la Camera dei Deputati sono stati eletti: Laura Paxia a Catania, Giulia Grillo ad Acireale, Simona Suriano a Misterbianco, Eugenio Saitta a Paternò e nel calatino.

Laura Paxia, siciliana, catanese è un’imprenditrice ed ingegnere nel settore dell’high-tech, nello specifico esperta di Web Analytics, la cui azienda ha sede a Milano. Creatrice nel 2012 di Social Media Tv, sistema per la misurazione delle interazioni tra social media e trasmissioni televisive, e poi nel 2015 di imetrixBi prima soluzione italiana per la lotta alla contraffazione online e alla pirateria digitale. Ha sbaragliato nel suo collegio due big della politica catanese, cioè Manlio Messina e Giuseppe Berretta.

Giulia Grillo, iscritta dal 2006 al meetup di Catania e agguerrita attivista, è un medico legale. Nata a Catania, classe 1975, è già stata eletta alla Camera nel 2013, e dunque riconfermata con la netta vittoria nel collegio di Acireale, sopratutto su Basilio Catanoso di Forza Italia, la cui carriera in parlamento andava avanti dal 2001.

Simona Suriano d’altro canto si è imposta nel collegio di Misterbianco su Giovanni Pistorio, ex assessore regionale e Luca Sammartino, pezzo da 90 del PD, con ben 75.531. L’attivista Cinquestelle è una avvocatessa catanese di nascita, che vive a San Giovanni La Punta ed è quasi sconosciuta negli ambienti politici, tranne in quello grillino, dove risulta essere una attivista della prima guardia. La Suriano, infatti è una aderente storica del meet-up di Catania sin dal 2009 con i “grilli dell’Etna”, ed è stata anche componente dello staff nel gruppo parlamentare pentastellato all’Ars.

Eugenio Saitta infine, ventinovenne nato a Catania ma di Scordia, laureato in giurisprudenza due anni fa, è riuscito a piazzarsi davanti a sfidanti come Giuseppe Lombardo, nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele. Un successo storico per l’aspirante avvocato, ottenuto grazie anche alle 4.624 preferenze dei suoi concittadini che lo fanno entrare di diritto nella storia del comune catanese che conta poco più di 17 mila abitanti. Si è occupato soprattutto di sociale, ha contribuito a fondare il centro di aggregazione giovanile presso la parrocchia Santa Maria Maggiore, ed è attivista del M5S dal 2012, anno in cui insieme ad un gruppo di studenti universitari e neo-laureati fonda il meetup di Scordia occupandosi inizialmente di tematiche locali.

Santi Cappellani

Eletto col proporzionale alla Camera, il catanese Santi Cappellani, giovane attivista del Movimento 5 Stelle, che lavora nell’impresa di famiglia, storica azienda nel campo delle strumentazioni e delle attrezzature musicali audio e video. Ha studiato Scienze della Formazione a Catania.

 

 

 

 

Al Senato, alcuni dei grillini eletti sono nomi storici del Movimento 5 Stelle etneo, e cioè Nunzia Catalfo già senatrice dal 2013, eletta con l’uninominale a Catania, Mario Giarrusso, anche lui riconfermato senatore e Cristiano Anastasi, eletti invece con il proporzionale. Infine, sempre con il sistema uninominale, ad Acireale si è imposta Tiziana Drago.

La senatrice Nunzia Catalfo, catanese classe 1967, si occupa di orientamento e lavoro a stretto contatto con gli studenti, i professori ed i dirigenti scolastici degli istituti superiori, è stata nel settore della formazione per circa 15 anni. Dopo aver maturato una certa esperienza anche nell’ambito di sportelli per l’impiego, ed essere stata a contatto con molte persone in difficoltà, nel 2008 entra a far parte dei “Grilli dell’Etna”, per poi riavvicinarsi al Movimento nel 2011 ed iniziare di fatto la sua carriera politica pentastellata.

Mario Giarrusso, avvocato catanese, nato nel 1965, ha militato nel movimento antimafia sin dagli anni del liceo, prendendo parte alle principali battaglie della società civile, collaborando poi anche con il giudice fondatore del pool antimafia palermitano Antonino Caponnetto; con i Grilli dell’Etna, ha preso parte ai Vday, alle raccolte di firme per il Parlamento pulito, alle battaglie referendarie sulla riforma costituzionale e nel 2008 ha coordinato la raccolta delle firme per tutta la Sicilia per la presentazione della lista Amici di Beppe Grillo alle elezioni regionali siciliane. E’ stato già eletto senatore nel 2013.

Cristiano Anastasi, giarrese, ingegnere di 46 anni, ha iniziato la sua militanza nel M5S nel 2012, nel meet up “Giarre 5 stelle”, con cui, pare, ci siano ora delle divergenze. Già candidato sindaco nella  sua cittadina, Anastasi ha spiegato di avere vissuto sia gli anni più belli di Giarre sia gli anni di declino soprattutto per via della spoliazione dei vari servizi, a partire dall’ospedale.

Raffaele Stancanelli

Tiziana Drago, che nel suo collegio ha battuto Angelo Attaguile, leader della Lega nel sud Italia e uomo forte di Matteo Salvini, è una insegnante pedagogista di scuola secondaria, nata nel 1970. Attua diversi progetti in ambito sociale, tra cui “Urban”, con impegnative attività sociali in quartieri a rischio di Catania. Focalizzata ed impegnata sulla valorizzazione e l’importanza del binomio scuola-famiglia, soprattutto tramite l’attività dell’associazione Associazione Nazionale Famiglie Numerose. Dopo aver incontrato il Movimento 5 Stelle, decide di candidarsi e impegnarsi attivamente in politica, perché figlia del periodo delle stragi di via D’Amelio, Capaci e del sacrificio di don Puglisi.

Fratelli d’Italia è riuscito a limitare i danni in Senato, con l’elezione al proporzionale di Raffaele Stancanelli che però è coordinatore regionale di Diventeràbellissima, il movimento del governatore Musumeci, di cui il neo senatore è stato tra i fondatori. Nato a Ragalbuto nel 1950 ma catanese d’adozione, è l’unico parlamentare del capoluogo etneo eletto nel centrodestra. Avvocato, ha militato nel Movimento Sociale Italiano ed è stato deputato regionale con Alleanza Nazionale, oltre che assessore al Lavoro. Eletto senatore nel 2008 con il Popolo della Libertà, lasciò la carica nel 2011 per incompatibilità con quella di primo cittadino.

Valeria Sudano

Un discorso simile, può essere fatto per Valeria Sudano, tra le poche forze elette per il Partito Democratico, ormai al crollo.

L’avvocatessa civilista catanese, classe 1975, il cui zio è Domenico Sudano, già senatore e storico esponende della DC catanese, rappresentava fino a qualche mese fa un nome certo su cui puntare per i dem.

Il risultato è stato positivo in fin dei conti, con la carica raggiunta, ma solo per un soffio. La fidanzata di Luca Sammartino, con cui da Art.4 è passata al Pd qualche anno fa, insieme al deputato regionale, sembrava lanciata verso una tranquilla elezione, ma non avevano fatto i conti con la voglia della gente di liberarsi di vecchi simboli e partiti ed in particolare, evidentemente, di quello della coalizione di Gentiloni e Renzi.

Ed infatti Sammartino, malgrado i 32.000 voti delle regionali, non è riuscito a raggiungere Roma, e la Sudano ce l’ha fatta sul filo di lana al proporzionale.

Soprattutto donne quindi, ma anche uomini, alcuni con esperienza politica di lungo corso, compongono la schiera di coloro i quali saranno sotto la lente d’ingrandimento degli abitanti della provincia di Catania in particolare. A loro guarderanno infatti in ottica futura per il nuovo organo legislativo ed anche per la formazione dell’incerto governo italiano che verrà.