Solo pochi mesi fa, a luglio, moriva dopo 5 giorni di agonia, Danilo Di Majo, studente ennese, iscritto in medicina a Catania. Il giovane, investito da un pirata della strada proprio davanti alla Cittadella Universitaria, era stato vittima oltre che della scelleratezza umana, anche dell’assenza di misure di sicurezza stradali, in un punto particolarmente pericoloso della circonvallazione catanese, ma egualmente frequentato quotidianamente dai tantissimi studenti delle facoltà scientifiche. All’indomani della tragedia, come sempre era stato annunciato, dall’assessore Rosario D’Agata, la realizzazione in tempi brevi delle strisce pedonali rialzate ed altri interventi per la sicurezza. Sudpress è andato a controllare e naturalmente ancora non ce n’è traccia. Questo anche a pochi giorni dall’ennesima triste notizia di un altro incidente mortale sempre lungo la circonvallazione ma stavolta nella zona Cibali, dove un uomo è stato travolto e ucciso

Già immediatamente dopo l’incidente mortale di luglio, a gran voce era stato richiesto da alcuni consiglieri comunali e di quartiere, oltre che da tanti cittadini, che la sicurezza per l’attraversamento pedonale in certi punti della circonvallazione fosse aumentata.

E come sempre, le parole e le promesse da parte dell’amministrazione comunale non erano mancate, non seguite poi da fatti concreti. Tant’è che proprio un mese fa circa, un altro giovane seminarista di Adrano, era stato violentemente investito mentre attraversava la doppia carreggiata in prossimità del Tondo Gioeni.

Nulla di quanto affermato dunque per evitare fatti del genere, è stato fatto ad oggi, nè i maggiori controlli con autovelox da parte dei vigili urbani promessi, nè i dossi artificiali in prossimità delle strisce annunciati, nè tantomeno i 5 passaggi sopraelevati; col risultato che la zona è tuttora estremamente pericolosa per chi si trova costretto a passare da un lato all’altro della strada.

Anche a causa della pendenza, a certi orari, la circonvallazione in alcuni punti viene scambiata da molti automobilisti, che per primi dovrebbero avere senso civico e attenzione massima, per un circuito di Formula 1, risultando pertanto pericolosissima da attraversare da soli; spesso infatti ci si trova a formare dei gruppetti per poter essere maggiormente visibili da chi sopraggiunge in auto o in moto.

Fino a qualche anno fa, prima dell’inizio dei lavori di viale Fleming nel 2013, era presente anche un soprapasso, poi eliminato, perchè a quanto pare pericolante e non fruibile per disabili e anziani, proprio in prossimità del semaforo pedonale, rimasto oggi l’unica misura di sicurezza, dopo l’eliminazione del ponticello.

 

 

Sono sempre moltissimi i pedoni, che a varie ore del giorno si trovano a passare da quel punto estremamente trafficato e pericoloso di Catania, durante tutti i periodi dell’anno, appunto perchè molti di questi sono universitari, impegnati con le lezioni in inverno, anche nelle ore pomeridiane, con scarsa luce e visibilità, e d’estate per gli esami, alla Cittadella Universitaria, a cui si accede proprio dall’ingresso in prossimità delle strisce pedonali.

Tragedie purtroppo annunciate quelle di questi mesi, che salvo i giorni proprio a ridosso, con l’opinione pubblica da calmare, non hanno sortito effetti reali nè interventi veri da parte delle istituzioni, pronte a metterci le chiacchiere e null’altro.