Mentre i fedelissimi del sindaco Bianco si facevano assumere i fidanzati delle figlie e pagare gli affitti a Roma dall’azienda che gestisce l’appalto dei rifiuti, la città di Catania sprofonda nella sporcizia. E adesso si comincia a capire il perché. I dati sulla raccolta differenziata sono assolutamente terrificanti per la città, classificatasi 321 su 390 comuni siciliani. Tra le maggiori dell’isola, solo Siracusa fa peggio di Catania. Una situazione ben nota da tempo ed evidente a chiunque decida di fare brevi o lunghe passeggiate tra le stradine del centro storico, nelle zone migliori, o nei quartieri periferici e purtroppo più degradati. L’incuria persiste, la raccolta è fatta male o semplicemente non effettuata, con accumuli di spazzatura anche per giorni agli angoli della strada, complici però molti cittadini, assolutamente non preparati ad un sistema di separazione dei rifiuti, che in città non ha nè capo nè coda fin dal principio, come i dati dimostrano ampiamente

Numeri impietosi, malgrado dall’amministrazione comunale si continui a far finta di nulla, sponsorizzando i buoni risultati ottenuti. Inutile citare per l’ennesima volta lo scandalo che ha investito tutto il settore ecologia del Comune alcune settimane fa, scoperchiando il sistema criminale creato da Massimo Rosso, Orazio Fazio e l’impresa appaltatrice del servizio di raccolta.

Inutile parlare nuovamente dei problemi avuti da tutta la città a ridosso di Pasqua, con vere montagnole di sacchi di spazzatura agli angoli delle strade, principali e secondarie, a causa dei blocchi da parte dei dipendenti del bacino prefettizio, investiti dallo scandalo sulla gestione della raccolta e licenziati dal nuovo commissario subentrato a gestire la vicenda.

Il problema della raccolta differenziata a Catania, sembra non avere soluzione alcuna, perchè come spesso accade nella città dell’elefante, le cose vengono fatte in modo scriteriato, senza una buona organizzazione e di conseguenza senza il rispetto delle regole.

Anzitutto è inspiegabile per quale motivo la raccolta non sia attiva in tutti i quartieri, con zone ancora piene di cassonetti, spesso e volentieri stracolmi di rifiuti di ogni genere per giorni, in tutte le condizioni metereologiche, e con quello che queste comportano, siano afa o forte pioggia.

Secondariamente, non si comprende bene dove e quando siano elevate le contravvenzioni per errato conferimento di cui tanto si parlava fino a poco tempo fa dal Comune, come deterrente appunto alla raccolta fatta in modo sbagliato, per abituare appunto i cittadini a prestare attenzione alla differenziazione e ai giorni di esposizione.

Infine non si è mai visto il sistema di raccolta itinerante con postazioni mobili, che in determinate zone della città avrebbero dovuto consentire la raccolta differenziata a intervalli regolari, con scadenza in momenti prefissati della giornata con punti precisi di raccolta, come sembrava dovesse accadere dall’estate scorsa, annunciato trionfalmente dall’assessore all’Ecologia Rosario D’Agata.

E dunque ora, una nuova ma annunciata ulteriore sberla all’amministrazione di Enzo Bianco, durante la premiazione dei comuni virtuosi per la differenziata, e la classifica dell’isola, che mette su carta impietosamente i numeri di Catania in questo senso, con percentuali davvero tristi.

E’ vero che i più virtuosi tra i paesi siciliani non hanno certamente il numero di residenti che ha Catania o le altre grandi città siciliane, con le problematiche che questo comporta, ed è vero che i problemi in questo settore colpiscono tutta l’isola, come ampiamente confermato anche da governatore Nello Musumeci, ma nulla fa pensare che per questi motivi, non si debba riuscire finalmente ad impostare un sistema di raccolta differenziata valido, così come non possa esserci una gestione ed un controllo sulla spazzatura e sulla pulizia della città in generale altrettanto buono, quando invece oggi è fin troppo spesso ed in troppe zone a limite della decenza, con piccole discariche urbane sui marciapiedi.