Dopo le accese polemiche delle ultime ore sulle parlamentari del movimento grillino, con la ridda di accuse e smentite, di “vorrei dire ma non posso” e “siamo in attesa di sapere”, sui presunti tagli alle candidature e altre avanzate all’insaputa degli interessati, sembra che la questione sia stata archiviata come “errore informatico” successivo all’approvazione del nuovo statuto. Il senatore Mario Giarrusso infatti minimizza: “Nessun caso ma polemica montata ad arte. Col nuovo statuto approvato ci sono stati dei disguidi con la piattaforma digitale ma la selezione era prevista dalle nostre regole”. D’altro canto, Giuseppe Gullo, candidato catanese, sparito dalla lista, afferma: “Sono ancora in attesa di avere risposte sul motivo del taglio”. E su Facebook la candidata “inconsapevole” Rosa Emanuele Lo Faro comunica: “Risulto candidata e non mi sono candidata, alla fine non ho potuto votare, sistema in tilt”

In questo caos, le stranezze sui tagli eccellenti anche di attivisti della prima ora, continuano a far pensare che dietro possa esserci di più.

Il senatore catanese e uomo di vertice dei pentastellati Giarrusso però prosegue nel chiarire la vicenda: “Non c’era alcun problema sulle candidature, era tutto sul sito. E’ stato cambiato lo statuto, e per poter votare bisognava aderire a quello nuovo. la questione per quanto riguarda coloro i quali si sono ritrovati candidati inconsapevolmente, è stata causata dal fatto che tra le opzioni da “flaggare” per aderire, c’era anche quella di proporre la candidatura. Molti candidati evidentemente hanno compilato il tutto senza troppa attenzione e si sono ritrovati in lista. Solo errori tecnici, niente di che. Nel caso di chi invece è stato tagliato, la questione è diversa, perchè era ben noto che sarebbe avvenuta una pre-selezione da parte di Beppe Grillo e Luigi Di Maio”.

“Tutti sapevano benissimo -continua il senatore– che non erano già candidati e che potevano chiedere solo di essere candidabili. Le nostre regole stabiliscono che solo a discrezione del capo politico e del garante, i richiedenti, sarebbero stati inseriti nelle liste delle persone da votare. Dopo le votazioni inoltre, Grillo e Di Maio hanno comunque la facoltà di fare altri controlli e ulteriori selezioni. Il taglio legato ai precedenti penali o ai precedenti politici verrà fatto in un secondo momento. Ciò che è accaduto, è stato causato da quanto successo circa un anno fa, con vecchio statuto, che non era stato approvato. Di conseguenza il Movimento 5 Stelle, non ha fatto espulsioni per mesi. L’approvazione di quello nuovo è stata l’occasione per togliere nomi già segnalati che però prima non potevano essere depennati. Adesso lo statuto è approvato al cento per cento e per entrare nel Movimento bisogna sottoscriverlo senza altre possibilità”.

Sul social network Facebook, invece il giornalista Antonello Zitelli, che si era candidato e dato per certo, in un video spiega: “Ho fatto un’iscrizione al Movimento per capire come funzionasse il meccanismo. Dopo aver dato disponibilità alla candidatura, con tanto di documenti richiesti, sulla mancanza di carichi pendenti e precedenti condanne penali, sono stato tagliato. Ho chiesto il perchè a Giancarlo Cancelleri che non ha saputo darmi una risposta, dopo ore dall’inviato del mio messaggio.  Il Movimento 5 Stelle è gestito da alcuni, ci sono correnti e ripicche varie come in qualunque altro partito”.

La polemica su questi “disguidi” pare dunque continui tra chat private e coloro che l’hanno esternata apertamente, pochi a dire il vero, forse per timore di una penalizzazione. E chissà che, a poche settimane dal voto nazionale per l’elezione del Parlamento e di conseguenza del nuovo Governo, la vicenda non possa avere ulteriori risvolti.