Ancora al freddo, le circa venti famiglie di Librino, San Giorgio e Pigno che da 9 giorni si trovano ad occupare il sagrato del Duomo catanese, in attesa di risposta da parte delle istituzioni, alle richieste di lavoro e abitazione. Tutti disoccupati, chiedono solo di essere ascoltati e non sono intenzionati a concludere la protesta che durerà ad oltranza fino a quando non riceveranno risposte concrete: “Siamo stanchi di essere etichettati come figli e parenti di carcerati, vogliamo solo lavorare onestamente e avere un tetto sulla testa!” AGGIORNAMENTO: L’ARCIVESCOVO GRISTINA E IL PARROCO SCIONTI HANNO APERTO LA CATTEDRALE ALLE FAMIGLIE

Da parte della Prefettura, il vice capo di gabinetto Domenico Fichera fa sapere che la situazione attualmente non è ancora del tutto chiara, e non ancora chiaro quali diritti abbiano queste famiglie, ma che al più presto, insieme all’Amministrazione comunale, si cercherà di definire un piano di intervento.

Per ora, queste persone disagiate, più o meno 25 tra adulti e bambini, non hanno intenzione di abbandonare il sagrato della chiesa. Le porte sono chiuse da tutti i lati e non possono nemmeno ripararsi dal freddo al suo interno. Una posizione ben precisa da parte dell’ente religioso che mantiene un certo silenzio: Sudpress ha cercato di mettersi in contatto telefonico con Padre Barbaro Scionti, ma senza successo. Le funzioni religiose sono addirittura sospese per il momento.

Materassi e coperte così come i pochissimi beni di prima necessità per fronteggiare il freddo pungente di questi giorni resteranno quindi ancora lì.

Unico “fortunato” ad avere un lavoro è Daniele Di Stefano, operatore ecologico di Librino che si è fatto carico di questa causa e sta manifestando imperterrito insieme agli altri. Ma a sua volta, per ottenere il lavoro, ha dovuto protestare per anni. “La situazione da parte di tutti noi è davvero insostenibile -afferma con rabbia Daniele- la povertà purtroppo esiste anche anche a Catania, nei quartieri periferici e bisogna che le istituzioni aprano gli occhi. Ci sono situazioni davvero disperate e ci sono anche bambini di mezzo che non possono nemmeno permettersi un paio di scarpe nuove o giocattoli”.

“Noi abbiamo in mente di continuare a stare qui, non ci muoviamo e vediamo che succede -continua Daniele-. La gente che passa inizialmente non capiva perchè avevamo occupato il sagrato della chiesa e stava lontano, ora qualcuno viene a informarsi, ci chiede come stiamo e come viviamo. Anche le forze dell’ordine sono solidali con noi: quasi tutte le mattine ci portano qualcosa di caldo o da mangiare. Ma fino ad ora regna il silenzio delle istituzioni e la Chiesa non ci fa entrare”.

Tutte le famiglie presenti non hanno una casa, hanno fatto richiesta molto tempo fa per avere un alloggio popolare, ma a nessuno è stata assegnato. Come Concetto Ventimiglia, un ragazzo di 24 anni di San Giorgio, già padre di due figli e in attesa del terzo. “Mia madre ha fatto la richiesta per la casa popolare quando sono nato io, 24 anni fa, ma ad oggi ancora non ce l’hanno assegnata -racconta amareggiato-. Noi abbiamo sempre vissuto alla giornata e appoggiati a casa di altri parenti o amici, ma questa non è vita, non si può andare avanti così!”.

Intanto da parte della Prefettura, il vice capo di gabinetto Domenico Fichera fa sapere che la situazione attualmente non è ancora del tutto chiara, e al più presto insieme al Sindaco Bianco si cercherà di definire un piano di intervento.

IN SERATA L’ADDETTO STAMPA DELLA CATTEDRALE HA DIRAMATO UN COMUNICATO CHE PUBBLICHIAMO DI SEGUITO

“La Chiesa di Catania è sempre attenta alle esigenze di chi vive nelle difficoltà e nella sofferenza, non solo nei momenti di crisi, ma nella quotidianità. Avendo sin dall’inizio seguito con attenzione e preoccupazione le proteste di alcune persone all’interno ed all’esterno della Cattedrale, l’Arcivescovo Salvatore Gristina ed il parroco Barbaro Scionti hanno deciso di riaprire le porte della Basilica, ripristinando così il consueto orario di apertura e di chiusura. L’Arcivescovo, dopo aver ascoltato la Prefettura e l’Amministrazione Comunale, in seguito ai falliti tentativi di mediazione per creare un tavolo d’intesa, offre gli spazi del luogo di culto alle persone esposte alle intemperie della stagione invernale.  Si è consapevoli che questa non è la soluzione ai problemi e al disagio, e si auspica che da questo gesto di accoglienza in cui sono coinvolte tante realtà ecclesiali e civili, possano scaturire ulteriori e riusciti tentativi di soluzione. La Chiesa di Catania continua nel suo impegno al di là di ogni voce poco attendibile”.