Un questionario di trenta domande da proporre a chi vive nel quartiere, su quanto lo stesso e le abitazioni potrebbero essere migliorabili. E’ il progetto innovativo che stanno realizzando alcuni studenti del V anno della facoltà di Ingegneria edile – architettura di Catania a Nesima grazie alla collaborazione dei cittadini del quartiere: quali interventi migliorativi apportare alle palazzine di edilizia popolare, costruite in buona parte da Ina Casa con le stesse caratteristiche, ma anche a tutta la zona. Claudio Chiarenza, che fa parte di uno dei gruppi insieme a Roberta Amico, Maria Grasso, Michele La Noce e Maria Leonardi, spiega a Sudpress: “Siamo partiti dal coinvolgimento degli abitanti per avere l’input progettuale, e realizzare almeno sulla carta, qualcosa di utile davvero a chi vive in quella zona”

“Da quanto appreso finora, i cittadini del quartiere si lamentano per la mancanza di spazi di aggregazione e spazi gioco per i bambini; delle condizioni delle strade e dell’illuminazione pubblica che è molto scarsa”-prosegue Chiarenza-“noi abbiamo puntato sulla metodologia, prima che sul risultato. E’ importante la partecipazione reale, che oggi viene fatta spesso solo di facciata. Abbiamo cercato di coinvolgere gli abitanti di Nesima, perchè un tecnico da solo non ha davvero idea di ciò che serve a chi vive un luogo. Interventi meno eclatanti, più piccoli, sono spesso maggiormente funzionali ed utili; di solito invece si fa il contrario e non ci si chiede se davvero alcune cose servano alla collettività, senza pensare che quanto progettato solo su carta può non essere utile al cento per cento”.

Il questionario, composto da quesiti relativi alle condizioni del quartiere tutto, dai marciapiedi alle infrastrutture, dall’illuminazione agli spazi verdi ma anche sulle abitazioni, risalenti alla metà del secolo scorso, chiede come poterle migliorare dal punto di vista funzionale, architettonico ed estetico. Le soluzioni proposte vengono quindi scelte dagli stessi cittadini.

Una “best practice” che parte dal basso e che forse, chissà, potrà forse sostituirsi all’immobilismo degli amministratori pubblici, con idee semplici ma che coinvolgono, come in ogni democrazia partecipata, gli attori che poi saranno i fruitori della riqualificazione, i cittadini.

“Gli edifici selezionati sono quelli tra il viale San Pio X e la via Francesco Durante, via Emanuele Fisichella e Nicola Dato. Abbiamo anche allargato il contesto diffondendo online il questionario tra i cittadini di Nesima Superiore. Le lamentele riguardano il cattivo stato di conservazione di questi e del fatto che tanto d’inverno, quanto d’estate è difficile raffreddarli e riscaldarli essendo stati progettati negli anni cinquanta senza tener conto di alcun intervento di coibentazione termica. Quando abbiamo chiesto se fossero disposti e volessero intervenire sull’involucro e sugli impianti, ci è stato detto di si ma che non viene fatto, anzitutto per i costi ma anche per scarsa informazione. Proprio su questo noi vogliamo puntare, cioè l’informazione. Per far agire il cittadino, bisogna informarlo su ciò che si può fare, perchè esistono molti bonus ad esempio per gli interventi da realizzare nelle abitazioni, con finanziamenti che potrebbero avere un ritorno economico in pochi anni”.

Dunque partire dal principio dell’informare su cosa è possibile fare per migliorare la propria abitazione e di conseguenza il luogo in cui si risiede è proprio ciò su cui il gruppo universitario punta per completare il progetto: “Come idee realizzabili, di certo quella dell’isolamento termico dell’edificio è tra le principali, in concomitanza con l’azione sul contesto, anche solo sulla pertinenza dell’edificio, per un qualcosa che sia fruibile da tutti e non solo dai condomini. Modificare magari l’esterno degli edifici, creando spazi verdi, zone gioco, anche legando il tutto alla vicina piazza della chiesa di San Pio X”.

Per ora è, e probabilmente rimarrà solo un’esercitazione progettuale, che già da molti anni viene fatta su Nesima con i vari edifici di edilizi popolare, all’interno del laboratorio di “Recupero e Conservazione degli Edifici”, tenuto dalla Professoressa Angela Moschella, ma un domani chissà. Potrebbe essere d’ispirazione per future amministrazioni.

Per gli abitanti è ancora possibile compilare il questionario all’indirizzo https://goo.gl/forms/LA4ZsPUKOYQW7gGV2.

Ciò che questi studenti vogliono realizzare insieme ad altri colleghi, dimostra quanto è possibile fare per la città con spirito d’iniziativa, volontà e partecipazione.