Mentre si avvicina il G7 e siamo tutti preoccupati per l’acconciatura dell’assessora Valentina Scialfa che riceverà per conto dei catanesi le premier dame dei potenti del mondo, a Palazzo degli Elefanti ne combinano più di Bertoldo. E si resta davvero senza parole, ogni giorno una. Siamo in presenza di un’amministrazione che non riesce a programmare neanche con un orizzonte che arrivi ad un mese: è semplicemente incredibile che gli sia consentito proseguire in una gestione così forsennata ed irresponsabile della nona città d’Italia. È intollerabile oltre che ormai socialmente pericoloso in una città completamente paralizzata. Ecco l’ultimissima…

L’antefatto.

Dopo aver approvato con enorme ritardo il bilancio di previsione 2016, negli ultimi giorni dello stesso anno che la giunta doveva prevedere (con le modalità ed i contenuti che abbiamo a suo tempo denunciato), per il 2017 si sono affrettati in fretta e furia per evitare che decadessero i dirigenti appena prorogati.

E così il 4 aprile il consiglio comunale ha approvato il bilancio preventivo 2017.

Passano appena 40 giorni (quaranta) ed ecco che già su proposta del ragioniere generale ex capo di gabinetto del sindaco Bianco, Massimo Rosso, la giunta delibera di aggredire il fondo di riserva costituito a bilancio il mese precedente.

Il sindaco Bianco, con gli assessori Lombardo, Bosco, D’Agata, Licandro, Andò, Di Salvo, Consoli e l’assistenza del Segretario/di nuovo Direttore Generale Antonina Liotta, ammettendo di fatto che i documenti contabili approvati il mese prima erano del tutto sballati, deliberano di “prelevare” 620 mila euro dal fondo di riserva per, testuale, “incrementare le insufficienti dotazioni finanziarie” di alcuni interventi di spesa.

Si badi, non si tratta di spese eccezionali, imprevedibili ed urgenti, ragioni per le quali andrebbero utilizzate le riserve di bilancio, ma di interventi del tutto ordinari che evidentemente nella “capacità previsionale” dell’amministrazione Bianco non avevano trovato spazio.

Quindi, dei 2 milioni di euro di riserva, la giunta Bianco ne ha già prelevati il 30% per alimentare con 150 mila il noleggio di impianti, canoni, scatti e manutenzioni del comparto telecomunicazioni e trasmissione dati.

Alla formazione obbligatoria del personale dipendente sono andati 30 mila euro e 20 mila alla formazione prevenzione corruzione.

Per i “servizi di integrazione scolastica, assistenza igienico personale e servizi di trasporto” ben 420 mila euro.

Poco più di un mese, un mese soltanto e la giunta Bianco effettua una sorta di “assestamento” mascherato, dimostrando ancora una volta che la gestione dei soldi dei catanesi continua ad essere  del tutto inadeguata ed inattendibile, come denunciato più volte dalla corte dei conti, mentre continua a girare il timer del piano di rientro scomparso.

Abbiamo chiesto al dr. Carlo Cittadino dell’associazione Kataneconomie, già revisore dei conti del comune di Catania e componente del collegio ombra dei revisori, di chiarirci i termini tecnici della questione, confermando le nostre valutazioni: Le cause economiche che giustificano la formazione del fondo di riserva vanno individuate nella possibilità che nel corso della gestione “si verifichino esigenze straordinarie di bilancio o le dotazioni degli interventi di spesa corrente si rilevino insufficienti” (art.166,d.lgs.n.267/2000). Con il nuovo ordinamento finanziario e contabile degli enti locali, viene previsto un unico fondo di riserva, per il quale è mantenuto il limite di importo massimo nella medesima misura del 2% delle spese correnti ed è aggiunto, però, anche un limite di importo minimo nella misura dello 0.30% delle stesse spese. Il fondo può essere utilizzato soltanto al fine di prelevare le relative disponibilità e di stornarle su altri stanziamenti di bilancio: questa caratteristica è implicita nella natura del  fondo, poiché si tratta di un accantonamento di risorse su cui non possono essere imputati atti di spesa.” 

E ancora: “Generalmente, il fondo di riserva viene utilizzato per: l’integrazione degli interventi iscritti nella parte corrente del bilancio, allorché si dimostrino insufficienti; il finanziamento di esigenze straordinarie di spesa: maggiori o nuovi interventi da collocare in bilancio, sia di parte corrente che in conto capitale.”

Invece, come abbiamo visto, la giunta Bianco ha utilizzato questo fondo per spese non solo prevedibili, ma addirittura obbligatorie e quindi impossibili da non prevedere nel bilancio di previsione sottoposto al consiglio il 4 di aprile, dimostrandone così tutta la sua inattendibilità.

Chissà come finirà questa storia, sempre più grave ed imbarazzante per chi dovrebbe da tempo intervenire e lo sta clamorosamente omettendo.

La delibera n.80 del 15 maggio prelevamento fondo di riserva.