• Bisogna ammetterlo in via preliminare, prima di entrare nel merito e al di là di ogni appartenenza: nella storia della Repubblica, nei momenti topici in cui vengono messi in discussione valori fondamentali, pensiamo a divorzio, aborto, manicomi, caso Tortora solo i più eclatanti, ecco che spuntano i Radicali, che anche in 3 spesso riescono a determinare la svolta. Ora, mentre le cronache filmano le passerelle inutili di improbabili politici con la mascherina a sbraitare cretinate, i Radicali fanno una cosa semplice semplice, si fa per dire: scovano un articolo del codice penale, il 289 ter, che pare cadere a fagiolo. E ora sono cavoli…L’audio intervista con l’on. Riccardo  Magi, segretario dei Radicali e firmatario della denuncia presentata alla Procura di Catania assistito dallo studio legale Patricelli-Mingiardi di Roma.

Abbiamo raggiunto telefonicamente l’on. Riccardo Magi che, molto gentilmente, in pochi minuti ha chiarito la portata dell’iniziativa che sposta adesso anche formalmente sul piano giudiziario l’incredibile vicenda della nave Diciotti, bloccata da giorni con il suo carico umano di migranti che con gli stessi uomini dell’equipaggio si trovano ostaggio di un braccio di ferro diplomatico che non ha precedenti.

Secondo i radicali sarebbero numerose le norme violate dall’atteggiamento assunto dal governo italiano, che peraltro, ulteriore contestazione, pare esprimersi più che con atti formali e legittimi, con messaggi Facebook e Twitter, rendendo complicata persino l’individuazione della fonte ordinatoria e quindi delle relative responsabilità.

Risibile il richiamo alla “sicurezza nazionale: “L’unico pericolo per la Sicurezza Nazionale è semmai l’incapacità di questo governo di affrontare i problemi.”

Violate anche le norme internazionali a tutela dei migranti a bordo della Diciotti, che sono stati impediti anche di conoscere i loro diritti in ordine al riconoscimento di status di rifugiati e,persino, sino a questo momento neanche identificati.

L’on. Magi ha incontrato il Procuratore Aggiunto di Catania Marisa Scavo che ne ha ricevuto la denuncia, annunciando il probabile trasferimento per competenza alla procura di Agrigento che ha già incardinato un procedimento.

Secondo i Radicali, come si legge sul loro sito, la tensione giustificata che si sta creando sulla nave Diciotti si deve affrontare informando i migranti dei loro diritti. E questo è ciò che va fatto nelle prossime ore, consegnando ai 150 a bordo un’informativa nella loro lingua di origine, messa a disposizione dall’Associazione Studi Giuridici Immigrazione.
Le persone trattenute sulla Diciotti infatti potrebbero avanzare una richiesta d’asilo agli uomini della Guardia Costiera che in quanto pubblici ufficiali non potrebbero respingere, ma dovrebbero trasmettere alle autorità di governo.

La denuncia depositata alla Procura di Catania suggerisce due ipotesi di reato: sequestro di persona (art. 605 del codice di procedura penale) e sequestro di persona a scopo di coazione (articolo 289 ter).
La legge prevede che: “Chiunque fuori dei casi indicati negli articoli 289-bis e 630, sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando (…) di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia questo uno Stato, una organizzazione internazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica o una collettività di persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione od omissione, è punito con la reclusione da venticinque a trent’anni.”

E ora?

Il testo integrale della denuncia presentata dai Radicali sul caso della nave Diciotti.