Emiliano Abramo, reduce dalla campagna elettorale catanese, torna subito al suo ruolo di presidente della Comunità siciliana di Sant’Egidio, intervenendo su quanto sta accadendo in seguito al deciso cambio di rotta attuato dal governo nazionale in tema di sbarchi e temi connessi. Argomento delicatissimo sul quale questo giornale ospiterà le diverse opinioni, anche quelle che non condivide, ritenendo necessario contribuire per sottrarre il dibattito alle pericolose semplificazioni, da una parte e dall’altra, che rischiano di diventare drammatiche per le vite umane come per l’interesse nazionale, la cui salvaguardia non deve mai dimenticare il rispetto per la vita ma anche impedire il criminale business sulla pelle di questa povera gente.

La storia va avanti, soprattutto quella dei più poveri.

Negli ultimi anni certe storie, per andare avanti, hanno superato il deserto, le strade aride di Tripoli e anche il mare a volte talmente blu che la notte lo rendeva ancora più pauroso.

Che notti di terrore! Ma tante volte quelle notti sono state illuminate dalle luci di una nave che soccorreva e da voci amiche che parlavano di salvezza e che, alla fine, li consegnavano ad un porto sicuro avente i colori dell’Italia. Al porto di Catania ho visto spesso lo sbarco di persone stanche dal viaggio e oggi, guardando oltre l’orizzonte, percepiamo, direi sentiamo, due navi che ancora non vediamo con i nostri occhi.

La prima è la nave Aquarius, nota alla cronaca grazie al respingimento del ministro Salvini e condannata ad altri quattro giorni di navigazione nella speranza di raggiungere la generosa Valencia, in Spagna.

Quattro giorni di navigazione in più per chi è stremato nel corpo e sperava in quell’accoglienza che l’Italia aveva profuso fino a ieri in modo generoso.

Oggi leggo sui social che non vogliamo in Italia terroristi e stupratori e penso che i quattro giorni di navigazione aggiuntiva siano quel pezzo di sofferenza che un certo razzismo gentile italiano sta infliggendo a 629 persone, a 629 deboli.

Nel recente passato, mentre una certa Europa brutta parlava di regolamento di Dublino, di rilocations e di controllo delle frontiere, l’Italia faceva prevalere il principio di umanità senza mai nascondersi dietro il mondo dei trattati e delle chiacchiere. Insomma era un’Europa dalla quale ci sentivamo giustamente abbandonati, che criticavamo e contestavamo.

E adesso? Adesso siamo diventati brutti come quella Europa che non sa rinnovarsi, che non sa commuoversi ma che grazie al respingimento della nave Aquarius da parte del governo italiano da parola a xenofobi e razzisti mortificando l’Italia della solidarietà e dell’accoglienza.

Poi c’è la seconda nave: è la Diciotti della Marina Militare, anch’essa con tanti migranti recuperati in mare. Pare siano più di 900.

Lo sbarco è previsto per la mattina del 13, ma mi chiedo come mai le navi militari trovano (fortunatamente) i porti aperti e le ONG invece trovano i porti chiusi? Ancora diffidenza verso il mondo delle ONG?

Io appartengo ad un’altra cultura e rivendico, da italiano, il diritto di rimanere umano e di accogliere.

Noi siciliani in particolare abbiamo dimostrato di essere tutto ciò, per tale motivo non provate a rubarci anche questo perché non vi sarà consentito!

Emiliano Abramo

Comunità Sant’Egidio