Con il 39,84% di preferenze, oltre il 5% in più rispetto al diretto concorrente Giancarlo Cancelleri (34,65%), Nello Musumeci è il nuovo presidente della Regione. Stanco ma felice, il neogovernatore siciliano si presenta al comitato elettorale catanese intorno alle 19.30 prima di partire alla volta di Palermo. Dieci minuti di dichiarazione molto pacata, per via della stanchezza e della voglia di non festeggiare, con in mente il suo dolore più grande, la perdita del figlio Giuseppe avvenuta quattro anni fa. “Vivo questi momenti tra il sorriso e il pianto. Vorrei gioire ma non posso”, dice commosso. In platea l’altro suo figlio, Salvo, oltre a decine di giornalisti di tutta Italia, moltissimi sostenitori e Giorgia Meloni come leader nazionale venuta ad applaudire, insieme agli altri, il Presidente. Che alla fine del suo discorso, prima ancora del suo insediamento, dice di voler rimanere solo cinque anni e di voler restituire a chi verrà dopo una “terra libera da zavorre e condizionamenti dall’esterno”

E sono subito per lei innanzitutto i ringraziamenti. “Giorgia ha creduto subito in me” sottolinea Musumeci, ma poi estende la riconoscenza anche agli altri leader, Berlusconi, Salvini, Cesa, Parisi, ai popolari autonomisti, ai candidati (impresentabili o meno ormai non ha più importanza). “Avverto per intero il peso di una grande responsabilità e sono consapevole delle difficoltà che incontrerò nella stagione più difficile dei 70 anni di autonomia -dichiara il neoeletto governatore-. Ma sono convinto che con l’aiuto della coalizione di centrodestra, messa insieme in Sicilia dopo quasi otto anni, del Governo e del Parlamento, delle forze dell’opposizione, riusciremo a risalire la china”.

“Questa deve essere un’isola da vivere -è il suo impegno-. Dobbiamo perseguire la consapevolezza per cui dobbiamo prima di tutti essere convinti noi che la Sicilia ce la può fare. Dobbiamo alimentare la fiamma della speranza dei siciliani e ridare un futuro a questa terra” chiosa.

Un accenno poi all’impegno antimafia che, dice, “deve diventare tutti i siciliani”.

“Abbiamo il dovere di lavorare per la rinascita della nostra terra. Crediamo nell’unità d’Italia che si realizza solo se il Sud smette di arrancare e cresce con le stesse opportunità offerte alle regioni del Nord. L’Italia unita è la garanzia per tutti e noi la vogliano tutelare e assicurare”, afferma convinto.

Quindi ringraziamenti al suo staff. Un altro momento di commozione particolare quando parla del futuro dei figli e dei nipoti dei siciliani e a conclusione ancora i ringraziamenti ai candidati.