Nessuna notizia delle analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico di Catania sui campioni delle carpe trovate morte in riva al fiume Simeto. Cosa ha scatenato la moria di pesci denunciata da Sudpress? Il tutto è ancora avvolto dal mistero e sono già passati due mesi. Ma possibile che in questa città non si riesca ad affrontare un solo problema in maniera efficace?

Secondo quanto dichiarato dal direttore del centro Arpa, Roberto Grimaldi, i decessi potrebbero esser stati causati da una scarsa ossigenazione dell’acqua.

Per chiarire il quadro della situazione però sono necessari i risultati delle analisi che lo Zooprofilattico avrebbe dovuto consegnare settimane fa.

Nel frattempo anche l’associazione Orione, che gestisce alcuni servizi all’interno dell’Oasi del Simeto, ha iniziato a interrogarsi su quanto accaduto nella riserva naturale: “La moria dei pesci in realtà continua. Siamo pronti a presentare un nuovo sollecito anche alla Capitaneria di Porto”

“Ancora oggi non abbiamo avuto modo di conoscere quali siano i risultati delle analisi che lo Zooprofilattico di Catania ha effettuato sui campioni prelevati dalla carcasse mesi fa”, ha dichiarato Giusy Pedalino presidente dell’associazione Orione, che si occupa di gestire le visite turistiche nella riserva insieme a un’attività di monitoraggi dell’Oasi del Simeto.

“Al momento le uniche notizie che abbiamo sulla moria di pesci avvenuta alla foce del fiume Simeto riguarda l’ipotesi della scarsa ossigenazione dell’acqua avanzata dall’Arpa, continua il presidente Pedalino. A questa va aggiunta anche la probabilità secondo cui le carpe potrebbero essere morte a causa di un ingrossamento del fiume causato dalle forti piogge che si sono registrate in quei giorni. La miscelazione del mare con il fiume potrebbe aver provocato un avvelenamento da acqua salina”.

“Come possiamo ben notare le cause dei decessi posso essere diverse, ma tutto potrà essere chiarito solo dalle analisi dello Zooprofilattico. In questo frangente però sembra che il problema sia stato sottovalutato, – afferma il presidente Pedalino, io e la mia associazione da tempo abbiamo provveduto a segnalare alla Capitaneria di Porto la presenza di barche ormeggiate alla riva del fiume Simeto e del mare. Le imbarcazioni in questione rappresentano una fonte importante di inquinamento dovuto alla presenza di bidoni di benzina e reti usate dai pescatori, un mix di cose che potrebbero aver infierito mesi fa e che continuano a provocare nuovi decessi. Quando contattiamo la Capitaneria per segnalare il tutto la risposta è sempre la stessa, ovvero che provvederanno a fare dei controlli. Peccato che ad oggi le imbarcazioni restano ormeggiate nelle coste dove tra l’altro è stato trovato il maggior numero di carpe morte”.

Intanto, sono già passati 2 mesi e ancora non si ha chiarezza su cosa sia accaduto e la preoccupazione non può che crescere perché chi dovrebbe dare risposte non riesce a darne.

E forse è proprio questa la questione.