Da anni il SINALP denuncia “l’incuria e la mancata programmazione della messa in sicurezza della rete viaria siciliana. Interventi che, tra l’altro, darebbero nuovo impulso all’economia ed all’occupazione nell’isola.” Una rete viaria, quella siciliana, particolarmente complessa e compromessa con 570 chilometri di autostrade, 3.591 chilometri di strade statali e altri 16.660 gestiti da altri enti come Comuni e Province. L’elenco e le immagini di alcune delle maggiori criticità.

Sinalp contesta da tempo “l’uso spregiudicato da parte dello Stato dell’elargizione delle concessioni autostradali a società private senza aver preteso chiarezza e certezza sulla programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nei tratti da loro gestiti deve essere immediatamente interrotto onde evitare altre immani tragedie.”

E in occasione della strage causata dal crollo a Genova del ponte Morandi, ripropone con maggiore forza la sua denuncia dell’abbandono totale della rete stradale ed autostradale siciliana, ricordando con un comunicato come proprio questo sindacato “è stato in prima linea contro il tentativo incosciente, maldestro, stupido ed assurdo messo in atto dal Governo Crocetta di voler “regalare” il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) all’ANAS con la presunta motivazione illusoria della sua maggior capacità organizzativa, tecnologica e progettuale.”

E comincia l’elenco di alcune delle maggiori criticità della rete viaria siciliana: “Ricordiamo a chi non ricorda, che l’autostrada A19, dove il ponte all’altezza di Scillato è “casualmente ed inaspettatamente” crollato, è gestita e manutenuta proprio da quell’ANAS che il Governo Crocetta ne elogiava le capacità gestionali e tecnologiche.”

Fatta questa doverosa premessa e visto i sempre più evidenti e frequenti crolli e frane che si susseguono su tutta la rete stradale del territorio nazionale, il Sinalp torna a chiedere al Governo Musumeci che si attivi per dare vita ad un programma omogeneo di interventi e messe in sicurezza della rete stradale ed autostradale Siciliana.

L’intera rete stradale siciliana si compone di 570 chilometri di autostrade, 3.591 chilometri di strade statali e altri 16.660 gestiti da altri enti come Comuni e Province.

“Tralasciamo per pietà di cronaca – prosegue la nota – di elencare le criticità della rete stradale gestita dai Comuni e dalle ex Province che con l’ormai “mantra” della cronica mancanza dei soldi non solo non fanno più manutenzione ordinaria ma nemmeno quella straordinaria ed invitiamo il presidente Musumeci a percorrere per qualche chilometro una qualsiasi strada gestita dai comuni o dalle ex provincie ed avrà modo di rendersi conto in che condizioni i siciliani sono costretti a viaggiare nella propria terra. In Sicilia ormai da tempo abbiamo ponti caduti, chiusi al traffico o chiusi al traffico pesante e su tutti l’unica azione visibile ai cittadini è il semplice transennamento del tratto in disfacimento ed il relativo smistamento verso una qualsiasi strada che comunque risulta anch’essa sempre in condizioni a dir poco “pietose”.

“La Sicilia vanta anche il primato della caduta del ponte Scorciavacche sulla statale 121, la Palermo Agrigento, che ad appena 10 giorni dalla sua inaugurazione è crollato, e fortuna volle che in quel momento nessuno transitava su di esso. Sfidiamo qualsiasi altro territorio italiano a poter vantare un tale primato ed ad oggi nulla si sa sul futuro di questo ponte.”

E ancora: “Il Ponte sul fiume Belice nella S.V. Castelvetrano Agrigento è perennemente in manutenzione e visti i precedenti, i siciliani che ogni volta debbono transitare su di esso prima fanno testamento.

Del ponte Himera sulla A19 caduto il 10 aprile 2015, ad oggi non si sa quando e se verrà ricostruito. La certezza è che la frana che ne ha provocato il crollo era conosciuta da almeno 10 anni e nessun ente interessato aveva mai ritenuto necessario intervenire per scongiurarne la tragedia, poi, come tutti sappiamo, comunque verificatasi.

Il viadotto Akragas, progettato dallo stesso ingegnere Morandi del ponte crollato a Genova, che doveva smaltire il traffico della città di Agrigento con le sue periferie, ormai risulta chiuso da anni e nessuna opzione sul suo futuro è stata ad oggi presa.

Lo stesso ingegnere ha progettato anche il ponte sul fiume Salso a Licata e visti i precedenti ci permettiamo sommessamente di invitare il Sindaco di Licata ad effettuare dei controlli sulla sua staticità.

Il ponte Corleone, che risulta inserito in un progetto di ristrutturazione, ad oggi tale intervento non è stato completato e quindi riteniamo plausibile pensare che si possa correre il rischio di un suo collasso in qualsiasi momento.

Il ponte sul fiume Oreto ancora aspetta di essere ammodernato e ristrutturato eliminando le tante criticità denunciate ed evidenziate dai cittadini che vivono nei suoi pressi.

“Invitiamo – concludono i dirigenti SNALP – tutte le autorità competenti ed in primis il Presidente On. Musumeci a dar vita tempestivamente ad un dettagliato ed omogeneo grande programma di interventi manutentivi e ricostruttivi di tutta la rete viaria siciliana, con l’obiettivo di ottenere la messa in sicurezza della rete e dare vita ad un importante impulso lavorativo ed occupazionale per tutta l’Isola. Creare lavoro deve essere l’obiettivo primario di ogni politico ed amministratore della res pubblica e ciò a maggior ragione quando contestualmente questi interventi faranno aumentare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini rappresentati.”