Sarebbero state depositate lo scorso venerdì ma tenute riservate per non turbare il tentativo garibaldino dell’amministrazione Bianco di far approvare un bilancio preventivo raffazzonato e privo dei più basilari requisiti di legge.  Il consiglio comunale si è “turbato” lo stesso, il bilancio non è stato approvato, i dirigenti sono decaduti e Villari lascia la chiatta. Ormai affondata: serve qualcuno che glielo spieghi, al sindaco.

A margine del disastroso consiglio comunale dello scorso sabato, con la colossale debacle della giunta Bianco che si è presentata in aula pretendendo di far approvare ad ormai sempre più recalcitranti consiglieri un bilancio preventivo privo dei requisiti di legittimità, si è consumato in sordina un atto politico rilevante: la potente CGIL catanese è uscita dalla giunta comunale e lascia Bianco al suo destino. Non allegro.

Il suo più autorevole esponente, Angelo Villari, che della CGIL catanese è stato segretario generale, ha lasciato l’incarico di assessore al Welfare, gli antichi Servizi Sociali.

L’insofferenza dell’assessore era nota da tempo, anche a causa dei continui tagli che ne hanno fatto un settore del tutto svuotato della possibilità di affrontare gli enormi problemi sociali che affliggono la città.

Tagli confermati pesantemente anche nell’ultima elaborazione del bilancio 2017 approvato in giunta.

Non meno significative le ragioni più strettamente politiche. A giugno l’assessore si sarebbe comunque dimesso essendo nota la sua ambizione a candidarsi per le elezioni regionali d’autunno.

Ma a precipitare la decisione sarebbe stata anche una ragione più prettamente interna al Partito Democratico impegnato in un difficile e lacerante congresso.

La componente CGIL ha deciso di scendere in campo al fianco del ministro della Giustizia Orlando, il cui massimo referente regionale in Sicilia è il deputato nazionale già Sottosegretario Giuseppe Berretta.

Il permanere in una giunta che ormai fa acqua da tutte le parti e che rischia molto seriamente di chiudere malamente la propria esperienza deve aver consigliato all’esperto sindacalista di fare un passo indietro.

Proprio prima del precipizio. Proprio un attimo prima, per un pelo.