Il sindaco del Comune etneo chiede a gran voce la bonifica e la messa a norma del territorio

Nino Di Guardo, sindaco di Misterbianco, non ci sta e deposita due denunce in Procura a Catania, chiedendo giustizia per la propria comunità e per quella di Motta Sant’Anastasia sul nodo discariche ancora sostanzialmente irrisolto.

Se da una parte la promessa del Governatore siciliano, Rosario Crocetta alle due popolazioni, di non mandare più alla discarica Valanghe d’Inverno l’umido è stata rispettata, dall’altra il Primo Cittadino di Misterbianco non accetta che non sia ancora cominciata l’opera di bonifica e messa in sicurezza della contrada Tiritì, dove sorgeva un altro deposito ormai chiuso ma ancora pericolosamente lasciato a marcire senza aver apportato i necessari provvedimenti per garantire il territorio. Ma non solo! Di Guardo chiede che anche il secco non venga più portato nella seconda discarica, ancora attiva “irregolarmente -sostiene il sindaco- perché tenuta in vita da decreti di emergenza”.

“Viviamo ormai da decenni il problema discarica, una rogna che ci affligge e a cui vogliamo mettere un freno definitivo -ha dichiarato Nino Di Guardo-. Abbiamo depositato due denunce in Procura, perché vogliamo giustizia per i cittadini e per il nostro paese che assieme a quello di Motta è stanco di convivere con le promesse non mantenute dall’alto.

Non ci sono parole per quello che sta accadendo -prosegue-. L’area in cui sorgeva la discarica di Tiritì, ormai chiusa, non è stata ancora bonificata. E’ inaccettabile. Crocetta aveva anche promesso che sarebbe intervenuto d’ufficio se la faccenda non si fosse sistemata nel più breve tempo possibile. Ma quanto bisogna aspettare ancora? Ci siamo stancati…

Valanghe d’Inverno? Devo dare atto al Presidente della Regione siciliana di aver mantenuto la parola sulla decisione di non inviare più i rifiuti umidi in discarica, ma la verità è che non dovrebbe arrivare più nulla perché dal 2014 questa è illegittima. E poi vogliamo parlare della regola secondo la quale una discarica dovrebbe sorgere ad almeno 3 km dai centri urbani? Credo sia tutto dannatamente evidente…

Il mio è un grido di dolore e disperazione, sono portavoce del dissenso della comunità che pretende interventi immediati. Ci batteremo utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione. Sosteniamo i Comitati nati nel tempo e promettiamo di agire attraverso ogni mezzo a cui potremo appellarci.

Inceneritore a Motta? Non mi esprimo dal punto di vista tecnico – chiosa Di Guardo – ma dico soltanto che questo genere di imprese secondo me dovrebbero sorgere in luoghi molto distanti dai centri abitati… E non mi sembra che in questo caso sarebbe così”.